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[libro] Le droghe, in sostanza

martedì 24 Maggio 2022

Autori: AA.VV.
Titolo: Le droghe, in sostanza. – Una guida per capire perché ci sono sempre state e ci saranno sempre, e perché la parola vuol dire tante cose diverse.
Editore: Iperborea – IlPost
Altro: ISBN 9788870919264; 19,00€; p. 256; genere: saggistica; A cura di Ludovica Lugli; anno 2022

Voto: 8/10

Terza guida de IlPost dedicata, questa volta, alle droghe, ovvero quelle sostanze che agiscono sul nostro cervello, facendoci cambiare il nostro comportamento, il nostro stato mentale, la nostra visione delle cose. Forse sarebbe meglio chiamarle sostanze psicoattive, perché a seconda del contesto, queste sostanze possono essere molto divertenti, dei veleni o dei farmaci. Su questa nuova funzione di farmaco, dal 2006 c’è un rinnovato interesse della medicina, interesse nato nella prima metà del ‘900, ma in seguito affossato dalla filosofia proibizionista degli anni ’70. Studiare queste sostanze rimane ancora un problema, perché spesso sono considerate illegali.

La mini guida tratta di molti aspetti relativi all’uso delle droghe: la loro presenza nella nostra società (forse non tutti sanno che esiste una droga legale usatissima in tutto il mondo: la caffeina), la loro pericolosità (la droga più pericolosa è l’alcool etilico, il cui uso è legale in moltissimi paesi), gli usi terapeutici, i problemi di dipendenza e come limitare i danni derivanti dal loro uso (l’approccio totalmente proibizionista si è rivelato fallimentare). C’è anche un capitoletto su una dipendenza senza sostanze: il gioco d’azzardo. E tanto altro ancora, c’è poco di tutto.

Consiglio vivamente questo volume, per avere una panoramica su questo mondo strano che è il nostro cervello e le sostanze che lo modificano.

Buona lettura!

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[libro] Questioni di un certo genere

sabato 27 novembre 2021

Autori: AA.VV.
Titolo: Questioni di un certo genere – Le identità sessuali, i diritti, le parole da usare: una guida per saperne di più e parlarne meglio
Editore: ilPost (collana Cose spiegate bene) in collaborazione con Iperborea
Altro: ISBN: 9788870919530; 19,00€; p. 224; I ed. 2021; genere: giornalismo, saggistica; A cura di: Arianna Cavallo, Ludovica Lugli, Massimo Prearo; illustrazioni di Sarah Mazzetti

Voto: 9/10

Una piccola premessa: io, per decidere di avere i baffi e il pizzetto, ci ho impiegato 6 mesi e altri 6 mesi, dopo 20 anni, ci ho messo per decidere di toglierli. Non cambio taglio di capelli da praticamente sempre. Non modificherei il mio corpo nemmeno con dei buchi alle orecchie per degli orecchini, tanto meno con un tatuaggio permanente. Se c’è una persona che non capisce come sia possibile voler cambiare sesso, quella sono io. Non puoi capire! Sì, è vero.

Messi i puntini sulle i, questo breve volumetto è un riassunto di tutto quello che si deve sapere sulle questioni di genere. In parte sono articoli, forse riadattati, apparsi sul sito de ilPost. Altri sono contenuti originali. Cos’è l’identità di genere, come si fa a cambiare sesso in Italia, le questioni linguistiche (la questione dei pronomi e la schewa. Bella la schewa, ma si fa molta fatica a leggerla: o la scambio per una e o rimango con un disagio interiore, non riuscendo ad associarle un suono e nemmeno una immagine mentale), le questioni teologiche (Dio è maschio o femmina?), la rappresentazione delle persone trans in TV e nel cinema, chi sono gli intersessuali, essere genitori trans, i femminismi e altro ancora. C’è proprio tutto. A essere pignoli nella sezione riferimenti avrei messo qualche link alle associazioni citate nell’ultima parte del volumetto, ma si dovrebbero trovare facilmente in rete, volendo.

Pur avendo in parte già letto alcuni interventi, pur non partendo da zero sulla questione, ad ogni pagina mi sono chiesto Cosa cazzo succede? Come è possibile?. Su praticamente tutto. Lasciando da parte i motivi che portano una persona a voler cambiare sesso, una delle domande che mi sono posto di più è stata: Ma perché rompere così il cazzo alle persone trans? Perché lo Stato vuole sapere, nei miei dati anagrafici, di che sesso sono? Ci sono tasse e diritti che si basano sul sesso, reale, biologico, percepito e qualsiasi altra cosa? No. Quindi perché all’anagrafe ti devo dire di che sesso sono? E se per qualche motivo non lo so? (V. persone intersessuali) Non ho diritto ad esistere? A prendermi il tempo per decidere? Perché rendere difficile la vita a queste persone? E poi: medici che non sanno affrontare pazienti trans, di sicuro dal lato umano, ma forse anche da quello medico. Non dovrebbero essere i medici e le strutture sanitarie i primi a sapere come trattarli? Invece se sei un uomo trans potrebbe essere difficile andare dal ginecologo. Ma perché?

E altre cose assurde: movimenti femministi transfobici, v. terf, studi sulla maschilità osteggiati dai movimenti LGBTQUIA+, la stessa sigla LGBTQUIA+, nata per indicare una presa di coscienza partendo dall’omosessualità e si è semplicemente allungata diventando impronunciabile e confusa. Forse è ormai troppo tardi per cambiarla, non so, ognuno vuole la sua lettera di visibilità, chissà cosa c’è dentro il +. Ci sarò anche io, maschio cisgender eterosessuale?

Ma più in generale tutto questo proliferare di sensibilità, esigenze, sfumature sulla propria sessualità porta a due risultati contrapposti: da un lato rende meno importante come ci definiamo (cosa vuol dire essere femmine ed essere maschi, se in mezzo ci sono ennemila sfumature? E poi: è veramente così importante definirci, se i diritti dovrebbero essere per tutti?), dall’altro rende questo processo di identificazione, di posizionamento all’interno di uno spettro amplissimo, assolutamente imprescindibile. Vogliamo essere visti! (v. incel) In questo senso la sigla LGBTQUIA+ rappresenta molto bene questa tendenza contrapposta.

Personalmente penso che l’organizzazione della società debba lasciare spazio vivibile a tutti, indipendentemente da quello che abbiamo fra le gambe o vogliamo essere, indipendentemente da chi siamo attratti. Siamo veramente tanti, c’è spazio per ogni sfumatura e ogni esigenza. Si può essere disorientati da queste novità, da queste nuove sensibilità? Sì, certo. Ma dobbiamo solo prenderci il tempo per rifletterci. Questo libricino potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Se rimarremo umani – è questa la cosa importante – il tempo farà la sua parte.

Teologia dei telefonini

domenica 22 Maggio 2016

Da ilPost:

Teologia dei telefonini
di Giacomo Papi

“La presenza è meno potente dell’assenza.”

Fermare il mare

mercoledì 8 ottobre 2014

Qualche giorno fa ilPost, uno dei pochi siti di informazione italiani decenti rimasti sulla piazza, ha deciso di moderare i commenti ai suoi articoli. Tanti troll e commenti fuori tema? No, niente affatto. Anche in questo caso i commenti su ilPost erano un raro caso di bassa entropia.

La novità non è stata presa molto bene da molti lettori. I commenti si sono quindi spostati ad un click di distanza (post con tutti i riferimenti del caso):

Questo sito s’ha da fare?

Non so se l’iniziativa di questo blog avrà futuro, però l’esperimento è interessante.

6 risposte sulla crisi in Ucraina

mercoledì 5 marzo 2014

Da IlPost:

6 risposte sulla crisi in Ucraina
Si può parlare di guerra in Crimea? Come pensa di reagire il governo ucraino? Putin è impazzito? Cosa può fare l’Occidente? Un po’ di elementi per chi vuole capirla meglio
di Elena Zacchetti