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[manga] La Divina Commedia – Inferno (Go Nagai)

lunedì 21 settembre 2015

Autore: Go Nagai
Titolo: La Divina Commedia – Inferno
Editore: Dynamic Planning
Altro: prezzo: 8,50 €, ISBN: 9788866348856, genere: manga, traduzione: Giovanni Lapis

Voto: 4/10

Ecco, non so, forse le mie aspettative erano troppo alte. Forse, pur nella mia abissale ignoranza, conosco troppo bene l’opera di Dante e ne ammiro la sua poesia. Forse l’obiettivo dell’opera è un altro che mi sfugge. Forse il passaggio Dante (italiano del ‘300) -> Go Nagai (prosa in giapponese contemporaneo) -> Traduzione in italiano ha completamente distrutto la bellezza e il senso originario dell’opera dantesca. Non so che dirvi. Il giudizio è negativo. La trasposizione di Nagai è venuta male, malissimo. Non prende. Anche i disegni, dopo che uno ha visto quelli di Doré, non rendono l’idea dell’ambiente e del tema.

Penso che lo porterò al prossimo raduno di Giramenti.

La fine dell’Inferno

giovedì 5 luglio 2012

Ho finito di leggere l’Inferno. Ho attaccato il Purgatorio. Nel 2018 penso di riuscire a terminare la lettura dell’opera. Poi potrò ricominciarla con immutato piacere, sia perché l’opera è stupenda, sia perché la mia memoria è a brevissimo termine e tutto mi parrà come nuovo.

Per festeggiare l’evento vi segnalo Maria De Filippi che intervista Dante interpretata dalla geniale Sabina Guzzanti; il personaggio, stranamente, sa già la sua pena infernale (v. fine filmato).

L’inferno

martedì 11 Mag 2010

Parlando dei fantasmi si è parlato dei fantasmi buoni e di quelli cattivi, ovvero delle anime dei buoni e dei cattivi. Poiché i fantasmi, secondo la definizione del Papi, sono solo una rappresentazione “grafica” delle anime, Lacomizietta ha subito sentito la necessità di mettere i cattivi all’inferno. Il Papi, preoccupato per una deriva cattolica della figlia, ha chiesto delucidazioni.

Papi: “Intendi l’inferno di Dante, quello che abbiamo letto la scorsa estate? (Sì, Lacomizietta si è anche sciroppata qualche cantica della Divina Commedia. L’ha chiesta lei, vedendo che la leggevo io.)”
Figlia: “No, Papi. Intendo un posto del cuore dove uno non ricorda più l’anima del tormentino [=cattivo].” [per gli informatici: una specie di /dev/null dell’anima.]
P: “Ah, ho capito. Perché per Inferno di solito si intende quello di Dante…”
F: “Lo so. Ma io intendo quello che ti ho detto e questa cosa la dico solo con te, mica la dico a tutti.”

L’oblio come pena massima. Che ne dite?