Posts Tagged ‘internet’

Wi-Fi gratis, il prodotto sei tu

sabato 15 agosto 2015

Pare che Poste Italiane ci voglia regalare il wi-fi nei suoi uffici aperti al pubblcio. Mantellini ne parla su ilPost e io sottoscrivo tutto:

Il wi-fi gratuito non ci salverà
di M. Mantellini

L’unico punto che non ha sottolineato abbastanza, secondo me, è questo:

In cambio Poste italiane riceverà il nostro numero di cellulare che sarà libera di utilizzare come crede.

Anche l’IMU, se occorre

sabato 17 gennaio 2015

Da ZeusNews:

La banda larga deve pagare la tassa sulla concessione del suolo?
Una sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che i gestori telefonici debbano pagare la tassa sulla concessione del suolo dove passano i cavi e i gestori protestano.

Sempre un passo indietro…

Facciamoci del male

giovedì 27 novembre 2014

Da PuntoInformatico:

Motori di ricerca, verso un oblio globale?
I garanti della privacy europei hanno stilato delle linee guida all’interpretazione della disciplina del diritto all’oblio. Prescrizioni che potrebbero non piacere ai motori di ricerca, come la rimozione dei link anche dai risultati dei domini .com
di Gaia Bottà

Perché non pubblicare niente…

venerdì 21 novembre 2014

Da ilPost:

Perché non pubblicare niente online riguardo ai figli
di Amy Webb – Slate
Amy Webb spiega su Slate le ragioni per cui ha deciso di “non rubare l’identità digitale di sua figlia”

Stava andando tutto bene, quando mi sono perso. Precisamente qui:

abbiamo deciso che non avremmo mai pubblicato online un post, una foto o altre informazioni personali che la riguardano. Invece abbiamo creato per lei un “fondo fiduciario digitale”.

Cioè i genitori le hanno creato luoghi digitali – con pseudonimi scelti da loro – ancora prima che nascesse. Ma la figlia non farà in tempo a crearseli quando, e se, sarà necessario? Bah… (Poi vorrei vedere la figlia adolescente che viene a sapere delle scelte degli pseudonimi dei genitori. Come minimo si farà chiamare Madame X.)

[libro] “La Rete è libera e democratica” Falso!

domenica 19 ottobre 2014

Autore: Ippolita
Titolo: “La Rete è libera e democratica” Falso!
Editore: Laterza. Collana Idòla
Altro: ISBN 9788858111826, p. 94, 9,00 €, saggistica, pubblicato con licenza CC by-nc-sa, 3.0

Voto: 8

Questo è un saggio sulla Rete scritto da persone che hanno (almeno!) un minimo di competenza tecnica. Questo è un saggio filosofico, a tratti non proprio semplicissimo, ma che propone tesi forti, dalle conseguenze notevoli. Questo è un saggio che ogni persona che si avvicina alla Rete dovrebbe leggere.

Vengono smontati alcuni falsi miti legati alla Rete, come la possibilità di una crescita (anche economica) illimitata, la democraticità della Rete (il M5S non è mai nominato, ma è ben presente), la possibilità di una trasparenza totale (ancora M5S). Viene descritto il potere omologante dei social network, la perdita della nostra identità, prima ancora della privacy, proprio con strumenti che sembrano esaltarla. Vengono insomma ribaltati molti luoghi comuni e la visione della Rete sembra essere a tinte fosche. (Noto anche una divergenza con alcune tesi Mantelliane, come quella di Internet come biblioteca universale.)

Il saggio offre veramente molti punti di riflessione, e forse una maggiore lunghezza avrebbe aiutato, ma alcuni punti che ridanno speranza a questa tecnologia sono da segnalare. La Rete come luogo di ricerca personale, non mediata dai motori di ricerca; la Rete come luogo di identità complesse e non omologate; la Rete come possibilità di strumento di socializzazione locale e reale. Per far questo, dice Ippolita, bisogna sganciarsi il più possibile dai grandi operatori del web, acquisire una competenza tecnica informatica di base (almeno), ed evitare di ricostruire logiche di massa tipiche dei socialcosi. (Per Ippolita “piccolo è bello”.) Insomma Ippolita è figlio della Rete pre 2000 e ancora crede che sia possibile usarla per migliorarci. Resta da verificare se la strada indicata da Ippolita è quella giusta. Lo sapremo solo se saremo capaci di percorrerla.

[ebook] La vista da qui

sabato 27 settembre 2014

Autore: Massimo Mantellini
Titolo: La vista da qui. Appunti per un’internet italiana
Editore: minimum fax
Altro: ISBN ebook: 9788875216245 a 5,99 €, ISBN cartaceo: 9788875215965 a 10,00 €, I ed. agosto 2014, epub 332 KB, saggistica

Voto: 7/10

È un saggio, sì, ma molto leggero, una leggerezza che sta non solo nel modo di scrivere, ma anche nella profondità della trattazione. Come dice Mantellini:

È il resoconto personale di quasi vent’anni di esperienze di rete vista attraverso gli avvenimenti che hanno riguardato me e la mia famiglia quando Internet ha iniziato ad avvolgerci.

Non per questo è meno interessante. Chi, come il sottoscritto, è diventato maggiorenne in rete – nel senso che ci bazzica dal 1996 – molti argomenti e problematiche le ha già incontrate in questi anni e ha avuto modo di rifletterci. In questo caso Mantellini ordina le idee e dà loro una forma compiuta e qualche riferimento bibliografico e storico.

Chi invece si è affacciato da poco di fronte a questo mare – la Rete – o semplicemente non ha mai avuto occasione di ragionarci sopra, questo saggio è un ottimo punto di partenza. (Una copia andrà a NonnoG.)

Alcuni capitoli dovrebbero diventare materia obbligatoria di studio a scuola, come Sul copyright e Sui libri (di carta e di bit)

Due difetti.

Il primo è un minimalismo misto a moralismo che forse aiuta poco a capire. C’è in qualche passaggio. Abbiamo appena finito di ripeterci che la libertà in Rete significa responsabilità nella scelta e accettazione di cose disgustose, seppur legali, sappiamo che le tendenze commerciali limiteranno di molto le nostre libertà, non abbiamo bisogno di questa frase:

gli aspetti oscuri della rete internet esistono e vanno focalizzati, ma sono la parte minore, anche se non di molto.

Semmai ci starebbe un invito alla responsabilità. Quello che facciamo oggi in Rete costruisce la Rete di domani.

L’altro punto per me dolente – ma ribadisco che questo è un problema solo mio – è le citazione dei marchi quando non è assolutamente necessario. Perché citare mele e candele, quando si può tranquillamente dire notebook e ebook reader? C’è un capoverso iniziale che mi ha fatto sentire in uno spot. Volevo smettere di leggere. Poi mi sono fatto coraggio e sono andato avanti. Questa mia sensibilità mi creerà dei problemi seri un giorno.

Buona lettura!

PS: dimenticavo: non comprerò mai più un saggio in forma digitale. Io ho bisogno di stropicciare carta quando penso. E di usare la matita e l’evidenziatore.

Aggiornamento 28/09/2014:

Un capitolo in omaggio dall’editore:

La vista da qui: sulla politica

Aggiornamento 01/10/2014:

Altro capitolo in omaggio dall’editore:

Sul divario digitale

[TED] Daphne Koller: Cosa stiamo imparando dall’istruzione online

martedì 7 gennaio 2014

Mentre in Italia si discute se mettere o meno la LIM in classe, se sia meglio avere in cartella ebook o tomi cartacei, in California la professoressa Daphne Koller si è messa al lavoro nel laboratorio di Intelligenza Artificiale della Stanford University. Ne è venuto fuori Coursera, un progetto di e-learning gratuito, mondiale, di livello universitario.

Alcune cose da notare:
1) Studiare con un tutor personale è ancora oggi il metodo migliore di insegnamento, anche se il più costoso. Quindi il contatto umano nell’insegnamento non è proprio da cestinare. Infatti il progetto di e-learning lo prevede.
2) Le domande giuste danno migliori risultati delle risposte giuste. Quindi: a scuola è meglio un ebook o un libro di carta? è palesemente una domanda sbagliata. Dipende infatti da cosa vuoi insegnare e a chi. La Koller si pone la domanda giusta: Come faccio a dare un’educazione universitarià di qualità al maggior numero di persone al minor costo possibile? E poi: La tecnologia mi può aiutare? E una volta che il progetto partorisce risposte, arriva il momento della verifica dei risultati: qui stiamo andando maluccio. Si può correggere?

Insomma come le tre I di silviesca memoria, ma al contrario.

Per chi non sa l’inglese: nella barra in basso, dove c’è anche la linea rossa di avanzamento del video, si possono selezionare i sottotitoli in italiano, se già non vengono da soli. In basso a sinistra, poco fuori dal riquadro del video, si può selezionare “Show transcritp” per avere subito tutto il testo della trascrizione della conferenza in italiano.

Buona visione!

Daphne Koller: Cosa stiamo imparando dall’istruzione online

Cominciare a scavare

domenica 15 dicembre 2013

Uno pensa che oltre sia impossibile. Invece no, questo governo sa andare oltre, con l’aiuto del PD, fra l’altro.

Contrappunti di Massimo Mantellini

Aggiornamento 20/12/2013:

Hanno quasi vinto tutti

L’indispensabile /36

domenica 28 luglio 2013

Una volta sbagliare numero di telefono era un problema. Da qualche tempo è diventato invece intenzionale. Poteva mancare un app apposita?

Dal Corriere:

WeChat, per parlare con gli sconosciuti
L’app cinese per smartphone, pubblicizzata da Messi, permette di pescare i propri interlocutori in modo casuale

La fine del mondo è vicina /10

martedì 19 marzo 2013

La fine del mondo non è vicina perché qualcuno ha avuto l’idea il primo di aprile.
La fine del mondo è vicina perché qualcuno ha pensato bene di farlo veramente:

IP over Piccions