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[libro] La fisica del diavolo

sabato 3 ottobre 2020

Autore: Jim Al-Khalili
Titolo: La fisica del diavolo – Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo (Paradox. The Nine Greatest Enigmas in Science)
Editore: Bollati Boringhieri
Altro: ISBN: 9788833923123; p. 242; 20,00€; I ed. 2012; genere: saggistica, fisica; traduzione di Laura Servidei

Voto: 7/10

Più che nove paradossi, direi nove problemi della fisica che hanno tenuto insonni molti studiosi per molti anni. Alcuni di questi problemi sono risolti (sicuramente i primi cinque), altri forse un po’ meno (quello di Fermi, l’ultimo), ma quasi tutti generano altre domande e riflessioni che ci terranno impegnati ancora per molto tempo.

Il primo capitolo è di riscaldamento, con quattro problemi di probabilità e logica che hanno soluzioni contro intuitive.

Poi si inizia con cose facili: Achille e la tartaruga (diciamo più un problema di matematiche che di fisica), il paradosso di Olbers (perché il cielo notturno è nero?), il diavoletto di Maxwell (termodinamica), il paradosso dell’asta nel fienile (relatività), il paradosso dei gemelli (relatività anche questo). Facili per chi ha studiato un po’ di fisica, ma non banali, perché anche qui l’intuizione porta fuori strada molto velocemente ed è per questo che abbiamo impiegato tanto tempo per venirne a capo.

Il paradosso del nonno riguarda i viaggi nel tempo e i viaggi nel tempo generano sempre tanta confusione.

Nel capitolo che tratta il paradosso del diavoletto di Laplace, Al-Khalili tratta un tema a me molto caro: siamo in un universo deterministico? E se sì, come si concilia questa cosa con il libero arbitrio? Sono questioni filosofiche, oltre che scientifiche, e non tutte le risposte dell’autore mi sono sembrate convincenti. Mi sono anche accorto di avere un’opinione molto precisa in proposito, visto che la prima volta che mi posi questa domanda avevo 16 anni. Forse un giorno ci farò un comizio.

Con il paradosso del gatto di Schrödinger siamo di nuovo nel magico mondo della fisica quantistica, mentre con il paradosso di Fermi ci chiediamo: siamo gli unici esseri intelligenti nell’universo?

Per finire alcune domande in sospeso, che non hanno trovato spazio nel libro, sempre in bilico fra scienza e filosofia.

Come appunto su questa edizione dico che mettere qualche figura in più non avrebbe fatto male. Con i problemi della relatività un disegno o un grafico avrebbero semplificato la comprensione del testo.

Buona lettura!