Posts Tagged ‘letteratura’

[libro] OK? – Nuove letture facoltative

sabato 24 ottobre 2015

Autrice: Wisława Szymborska (Premio Nobel per Letteratura 1996)
Titolo: OK? – Nuove letture facoltative (Nowe lektury nadobowiaqzkowe)
Editore: Scheiwiller
Altro: ISBN: 9788876445378; p. 104; prima edizione 2006; traduzione di Laura Rescio; introduzione di Roberto Galaverni

Voto: 10/10

Il mio alias, Comizietto, prende spunto da una mia caratteristica: avere opinioni su (quasi) tutto e disturbare il mondo raccontandole. Io, ovviamente, non ho vinto nessun Premio Nobel per la Letteratura e non sono nemmeno un famoso scrittore. Al massimo ho qualche decina di lettori che non si strapperebbero certo i capelli per la mia dipartita intellettuale (leggi: chiusura del blog).

La Siora Wisława fa di questa caratteristica un’arte. Questo libercolo, leggero nella prosa e nel numero di pagine, è un gioiello pieno di piccoli brillanti. Sono brevi recensioni delle letture della Nostra pubblicate sul quotidiano Gazeta Wyborcza tra l’aprile del 1977 e il giugno del 2002. Uso il termine recensioni, ben sapendo quanto sia inadeguato questo termine. Forse li dovrei chiamare piccoli comizi, ma mi sentirei a disagio nel paragonare le mie farneticazioni con le sue opere d’arte. Gaia Conventi, responsabile di questa lettura in quanto mi ha regalato il libricino per il compleanno, ha coniato il termine di receslawa, forse più adeguato.

Fatto sta che la Siora Wisława legge qualsiasi cosa, da un librodimmerda a una pseudo enciclopedia, da un manuale di floricoltura alla raccolta di riflessioni di Einstein e ha qualcosa di interessante da dire. Quando la lettura è vuota, lei la riempie; quando è interessante, ne esalta i punti principali; se la lettura è zoppicante, indica con sottile ironia quello che non va. Sintetica, puntuale, ironica, colta e al tempo stesso leggera. Potrebbe tranquillamente fare la recensione della vostra lista della spesa o del vostro manuale della lavatrice: la trovereste interessante. (Non mi sorprenderebbe se l’avesse già fatto). Questa sua abilità mi lascia ogni volta senza fiato, mi solletica i pochi neuroni rimasti. È un’esperienza da non perdere.

Buona lettura!

PS: Un altro punto di vista su questo capolavoro, che sottoscrivo in toto, lo trovate su Giramenti.

Tutto su Patrik Modiano

venerdì 10 ottobre 2014

Lo Scorfano ha fatto un ottimo lavoro:

UNO SCRITTORE CHE LEGGEREMO

LoScorfano reloaded

lunedì 22 settembre 2014

Davide Profumo diceva di se stesso che l’alias Scorfano doveva ricordare le abitudini dell’omonimo pesce: nascondersi nei fondali. C’è riuscito bene, almeno con me. Chi penserebbe di trovarlo qui?

(Ok, è anche colpa mia che snobbo brutalmente tutto ciò che sa di socialcoso e non guardo mai la colonna twitter del Disagiato.)

[libro] Shikasta – introduzione di Doris Lessing

martedì 1 luglio 2014

Volevo pubblicare in modo separato le considerazioni di Doris Lessing sulla fantascienza, espresse nell’introduzione al romanzo Shikasta. Sono del 1978.

Le sue considerazioni le ho sentite anche da altri. Il genere, dicono i suoi estimatori, è la vera novità della letteratura dell’ultimo secolo.

Gira voce che le sue opere di fantascienza le abbiano causato lo slittamento del premio Nobel al 2007 e forse per questo sono ancora più significative.

I grassetti sono miei.

—————-

Dall’introduzione dell’autrice di Shikasta, di Doris Lessing, Fanucci, traduzione di Oriana Palusci, marzo 2014

[…]
Anche il vecchio romanzo ‘realistico’ è stato modificato, a causa degli influssi di un genere narrativo che viene chiamato, in modo un po’ impreciso, romanzo dello spazio (space fiction). Ad alcuni questo dispiace. Mentre tenevo una conferenza negli Stati Uniti, la professoressa che presiedeva i lavori, la cui unica colpa consisteva nel fatto che forse si era nutrita troppo a lungo delle giaculatorie dell’accademia, mi interruppe esclamando: «Se lei fosse una mia studentessa, non la passerebbe liscia!» (Non tutti trovano divertente la battuta.) Stavo affermando che il romanzo dello spazio, assieme alla fantascienza (science fiction), costituisce il ramo più originale della letteratura contemporanea: è ingegnoso e ricco di invenzioni; ha reso più vivace ogni forma di scrittura; gli accademici e i sapientoni che si occupano di letteratura sono assai da biasimare per la loro condiscendenza o ignoranza – ma, naturalmente, questa è la loro natura, da loro non ci si può aspettare nient’altro. Questo punto di vista mostra i segni di ciò che è diventato un luogo comune.

Penso davvero che sia molto sbagliato l’atteggiamento di chi pone su uno scaffale un romanzo ‘serio’ e su un altro Infinito (Last and First Men) di Olaf Stapledon.

Che fenomeno straordinario è stato il romanzo dello spazio, la fantascienza, che esplosione emersa dal nulla, ovviamente inattesa, come accade sempre quando la mente umana è costretta a espandersi: questa volta verso le stelle, come una galassia, e chissà dove nel prossimo futuro. Quelle luci abbacinanti hanno tracciato per noi la mappa del nostro mondo, o dei nostri mondi, ci hanno raccontato ciò che sta accadendo e, in modi che nessun altro ha utilizzato, ci hanno descritto molto tempo fa il nostro malefico presente, quando esso era ancora il futuro, e i portavoce ufficiali della scienza venivano a dirci che tutte le cose che ora stanno accadendo erano impossibili. Sono stati loro, gli scrittori dei romanzi dello spazio e della fantascienza, ad aver ricoperto il ruolo indispensabile e (almeno all’inizio) ingrato di un figlio illegittimo, disprezzato, il quale può permettersi di dire quelle verità che i rampolli rispettabili non osano pronunciare, o – è ancora più probabile – di cui non si accorgono, proprio a causa della loro rispettabilità. Sono stati sempre loro a esplorare le letterature sacre del mondo con la stessa audacia con cui portano le possibilità della scienza e della società alle loro logiche conclusioni, in modo che noi possiamo esaminarle. Che debito immenso abbiamo tutti noi nei loro confronti!
[…]

[libro] L’altra faccia della spirale

lunedì 17 febbraio 2014

Autore: Isaac Asimov
Titolo: L’altra faccia della spirale (Second Foundation)
Editore: I Libri dell’Unità
Altro: Pagine: IX + 208, Traduzione di Cesare Scaglia, presentazione di Carlo Pagetti, postfazione di Isaac Asimov, prima edizione inglese: 1952, edizione L’Unità: 1993

Voto: 10/10 (Come avrete capito ci sono autori che hanno 10 a prescindere. Asimov è uno di questi.)

Le puntate precedenti: 1, 2, 3 e 4.

Questo è il terzo e ultimo capitolo del ciclo della Fondazione degli anni ’50.

Il lavoro della Seconda Fondazione è intenso e molto rischioso: gli psicostorici, dopo lo sconquasso portato dal Mule, devono far confluire la Storia nei giusti binari del Piano Seldon. Il progetto di far rinascere la Galassia in un Nuovo Impero è ancora attuale per la Seconda Fondazione, ma i margini di manovra sono strettissimi, si dovrà fare affidamento su molti comportamenti individuali difficilmente prevedibili. I vari personaggi sono quindi tutti manovrati dagli psicostorici, con tranelli e controtranelli degni di 007. Alla fine il Piano Seldon sarà ripristinato? Domanda facile, dai. Però siamo solo a tre secoli dall’inizio del Piano e il Piano ne prevede dieci. Le avventure non mancheranno e infatti la saga continua con L’orlo della Fondazione.

Una nota importante. Alla fine del romanzo saprete finalmente dov’è la Seconda Fondazione. I più bravi di voi scommetto l’avranno intuito già da Fondazione anno zero Lasciate gli altri arrivare fin qui.

L’introduzione di Carlo Pagetti è interessante. Chi ha l’edizione dell’Unità le dia un’occhiata.

La postfazione di Asimov racconta la genesi della saga. Anche questa merita la lettura.

Un libro per ogni paese del mondo

venerdì 31 gennaio 2014

La scrittrice inglese Ann Morgan un giorno del 2011 si rese conto che le sue letture erano anglocentriche. Come risolvere la questione? Ma semplice! Leggere un libro per ogni paese del mondo. Facile da dire, un po’ meno da fare. Lei c’è riuscita. Complimenti per l’idea, la determinazione e il risultato. Brava davvero.

Da IlPost:
Un libro per ogni paese del mondo
Il progetto di una scrittrice inglese che ha passato un anno a leggere 197 libri – operazione non semplicissima: a volte se li è fatti tradurre apposta – e i suoi consigli di lettura

Nell’articolo trovate anche il link al suo blog che descrive questa avventura. In inglese, ovviamente.

Tolleranza letteraria

giovedì 18 luglio 2013

Oggi sono stato in libreria, in centro a Milano. Luogo pericolosissimo per uno come me, che legge molto più lentamente di quanto acquisti. Ancora più pericoloso da quando mi sono accorto che ho un numero consistente di arretrati. Mi sono limitato a Zorro, di Isabel Allende, che avevo iniziato ma poi è fuggito con la ex moglie. Era in super offerta, come non farlo rientrare in casa?

Ma non è di questo che volevo scrivere. Volevo raccontarvi che in libreria ho visto cose che voi umani… Per esempio le sfumature non sono state candeggiate. Ora sono in formato economico. Poi ci sono le modelle che scrivono poesie. Calciatori, presentatrici e presentatori, pornostar, cantanti, aspiranti politici di punta, chiunque abbia una qualche visibilità scrive e pubblica. Non nel suo strapuntino di blog, in digitale, per non disboscare la nota Foresta Amazzonica e non disturbare il prossimo. No, no, pubblica in libreria tomi pesanti di cellulosa e inchiostro! Queste persone hanno qualcosa di interessante da dire? Lo scrivono particolarmente bene? Sono temi che rimarranno nella storia dell’umanità? Non so. Su alcuni dubito fortemente. Di altri ho la certezza che no. Però loro pubblicano. Su carta.

Allora mi sono detto: e io? Cosa ho di meno di Pirlo, di Renzi o di Rocco Siffredi, a parte che non so giocare a calcio, so fare una migliore politica e ce l’ho più corto del suo? Mi mancano forse dei soldi per pagarmi un editor o un ghost writer; in compenso via mail mi arrivano già delle proposte per allungarmelo. Ma io non pretendo di entrare in libreria. Io ci tengo alla Foresta Amazzonica e i soldi per allungarmelo un editor non li ho. Quindi peggio per voi. Se mi verrà voglia di scrivere opere di fantasia vi toccherà fare da editor, critici letterari o cambiare blog.

Sapevatevelo.

PS1: Oppure, se i prezzi saranno ragionevoli, potrei andare in una casa di tolleranza letteraria.

PS2: se siete in crisi onanistico ormonale e volete dare una svolta letteraria ai vostri tormenti erotici, non comprate le sfumature. Ora in libreria c’è una professionista che almeno conosce l’argomento: Sasha Gray.  (Poi mi fate sapere se vale il prezzo del biglietto.)

[recensione] X

sabato 11 febbraio 2012

Autore: Cory Doctorow
Titolo: X , l’originale, col titolo di Little Brother, lo potete leggere qui.
Editore: Newton Compton (collana Nuova narrativa Newton)
Traduttore: Graziosi F.
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 9788854116290
Dettagli: p. 331
Genere: fantapolitica
Voto personale: 7

Questo libro era molto che desideravo leggerlo, ma ero sempre stato titubante all’acquisto. L’originale è a disposizione gratuitamente per la lettura e mi dicevo “inizio a leggerlo in originale, poi se mi piace lo compro in italiano”. Ma le mie difficoltà con l’inglese e la mia pigrizia hanno sempre avuto la meglio. Poi la settimana scorsa lo vedo a 4,90 euro fra i remainder (il prezzo di copertina è 14,90) e lo metto nel carrello.

Questo libro è strano e andrebbe letto solo per questo.

1) E’ scritto con una prosa semplice e piana, sembra quasi essere stato pensato per una lettura su un blog o su un e-reader.

2) Tratta temi importanti: la sicurezza, la libertà, la democrazia, il terrorismo. Temi molto attuali e il romanzo (=  il protagonista) sostiene tesi che condivido completamente, però sembrano i saggi di Schneier messi sotto forma di romanzo. Non a caso Schneier ha scritto la postfazione.

3) Ci sono particolari tecnologici che potrebbe scoraggiare la lettura e forse non sono necessari. Il protagonista è un hacker 17enne e quindi ci sono pagine che spiegano come funziona la crittografia asimmetrica. Il romanzo è molto curato su questo punto e molte cose descritte sono tecnicamente possibili o giù usate nel mondo reale. Altre cose non so, non sono un hacker.

4) C’è un’ultima cosa che colpisce: il protagonista è un giovane che crede negli ideali di democrazia e libertà, nei padri fondatori della democrazia americana. E’ ambientato a Los Angeles nel 2008. Voi potreste immaginare un romanzo italiano con protagonista un giovane che si muove in Italia con gli ideali della nostra Resistenza? Ci sono pagine che ricordano le lotte americane per la libertà di parola e di espressione. Un romanzo nostrano sarebbe credibile a ricordare quella spinta ideale per superare i problemi di oggi?

Vi consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, non perché sia particolarmente pregiato dal punto di vista letterario, ma perché è una prova della letteratura del futuro, forse, e perché sì, che è il motivo migliore.

La Divina Commedia

mercoledì 28 dicembre 2011

La Divina Commedia è un’opera difficile. Difficile perché scritta con l’italiano del 1300, difficile perché scritta in poesia e la poesia è più difficile della prosa, difficile perché fa riferimento a fatti e conoscenze popolari all’epoca, almeno fra le persone colte, e oggi sconosciute ai più. Eppure la Commedia è diventata Divina pochi anni dopo la pubblicazione ed è rimasta tale fino ad oggi e nessuno pensa di degradarla a semplice Commedia. Perché? Perché parla di un viaggio fantastico nell’aldilà, un viaggio allegorico, un viaggio educativo, un viaggio che ognuno di noi può leggere come vuole; ed è questa la sua grandezza: ogni volta che si legge la Divina si trova qualcosa e siamo nel 2011 e ancora c’è chi vi trova tesori: una descrizione, un modo di dire, un sentimento, una lezione, un’intuizione, un suggerimento, una cosa meravigliosa, una magia. Per arrivare a tanto tesoro bisogna faticare e molto, ma la Divina non delude mai.

Benigni, con le sue lezioni, riesce molto bene a trasmettere la magia dell’opera. Forse non è molto preciso ed è  sconclusionato in alcuni passaggi, ma una volta finito di ascoltarlo si ha tanta voglia di prendere la Divina Commedia e iniziare a studiarla per bene. Si ha voglia di rileggerla e di scavarla a fondo. Ed è quello che periodicamente faccio. Riascolto Benigni e inizio a ristudiare Dante.

Questa cosa della lettura della DC è iniziata nell’aprile del 2009 e periodicamente ritorna. Sono al canto 27esimo dell’Inferno.

Lacomizietta, ovviamente, vedendo che il Papi fa una cosa difficile deve imitarlo e allora il Papi, quando risveglia questa sua passione, deve leggere i versi (quanto è difficile leggere la Divina!) di qualche canto senza interruzioni, anche se Lacomizietta non capisce nulla, e dopo, solo se richiesto, può spiegare ciò che ha letto.

Poi, sia benedetto, c’è chi ha illustrato l’opera. Come sapete i libri senza illustrazioni sono poco appetibili per i bambini e Lacomizietta non fa eccezione. Poiché possiedo la versione pubblicata da Rapubblica nel 2009 illustrata da Gustave Doré, questa versione è ideale per Sua Perfezione. E quindi stamattina, prima di colazione, per circa un’ora, abbiamo visto le incisioni di Doré e il Papi, al volo e con una certa solerzia, doveva dare le seguenti informazioni: chi era ritratto e quale punizione era raffigurata. E se il Papi non era abbastanza veloce, veniva adeguatamente redarguito. (Papi, sto aspettando… Non avevi detto che l’avevi già letta questa parte? Il Papi si è anche innervosito un poco.) Altro che interrogazione dello Scorfano ai suoi alunni!

E poi Lacomizietta ha detto che voleva leggere tutta l’opera e ha iniziato a leggerla.

Papi: Ma ci capisci qualcosa?
Figlia: Non disturbare. Prima leggo, poi se non capisco ti chiedo.

E intanto il primo canto è stato letto e non ha chiesto nulla, anche se ne abbiamo parlato in passato. Non so cosa abbia capito o cosa sia rimasto… però intanto ha letto.

Nei giorni l’ho interrogata in proposito:
Papi: Ma ti piace la Divina Commedia?
Figlia: Sì, è bella.
P: Ma cosa ti piace?
F: E’ bella e basta…
Incalzata e per far contento il Papi: – E’ una storia un poco paurosa, ma non troppo. A me piacciono le storie di paura.

PS: la Divina è gratis ed è anche in audiolibro.
PS2: Questa è una possibile risposta al Disagiato che vede genitori che chiedono libri inadatti per i loro figli.

La gattina Valentina e il giardino

giovedì 13 ottobre 2011

C’era una volta una bellissima casa dietro alle colline, dentro alla casa abitava una povera ragazza di nome Maria Grazia che un bel giorno di sole si mise a cucire sulle scale del giardino.

Un giorno la ragazzina si stufò di starsene così triste e così sola. Allora un bel giorno andò in un bellissimo negozio dove c’erano dei bellissimi gatti neri e bianchi lei andò avanti finché non raggiunse un bellissimo gatto bianco e nero; andò alla cassa e pagò il gatto e se ne andò via.

Finché un bel giorno la ragazzina decise di chiamare il suo gatto con un nome che a lei piaceva tantissimo: il nome era Valentina. Un bel giorno il gatto gli disse “Bellissima Maria Grazia, vuoi avere  un altro po’ di denaro?” le disse la sua gattina. “Sì, grazie!” le rispose la ragazzina. Allora un giorno andò e ritornò con un sacco d’oro. “Grazie mille!” “Ora penso che tu possa vivere pacificamente.” le disse la gattina. “Sì”, le rispose la ragazzina. E vissero per sempre felici e contenti.

FINE. GRAZIE DELL’ASCOLTO.

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