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Libertà di parola

venerdì 10 settembre 2010

Per il mio comizio di oggi prendo spunto da questi due interventi (con relativi commenti):

Fischi e fischietti
di mfisk

Fischi e fiaschi
di M. Boninu e M. Boldrin

(E’ utile anche leggersi questo articolo de Il Post:
Perché ce l’hanno con Blair )

dove si parla delle recenti contestazioni a Dell’Utri, Schifani & C.

Ora, prima di continuare, io mi pongo questa domanda: perché queste persone sono state contestate? Se non si risponde a questa domanda è difficile andare avanti. Queste persone sono contestate perché 1) sono potenti e (AND) 2) hanno avuto una vita pubblica non proprio esemplare e cristallina e (AND) 3) pochissimi hanno messo in discussione la loro vita pubblica, anzi, al contrario, è stata portata come esempio positivo. Il punto 1 (sono potenti) ci dice anche che loro la libertà di parola non se la devono “sudare”. Ce l’hanno e basta. Il punto 3 ci dice quanto è viva una società. Se nessuno protesta su nulla, non discute su nulla, la società muore, le differenze aumentano, e le arrabbiature anche.

L’altra domanda che mi pongo è questa: come deve reagire chi è stato contestato? I casi penso siano due: o uno ha la coscienza candida come la neve e allora è ora di affrontare con coraggio i contestatori, oppure uno non ha la coscienza pulita e allora, forse, è ora di rendersi conto che è meglio dedicarsi ad altro. Accusare i contestatori di lesa libertà quando si ha molto potere si perde di credibilità e ci fa diventare ancora più odiosi e antipatici. Non conviene. (Parentesi. Blair, leggendo Il Post, non ha reagito dicendo che è tutta colpa dei manifestanti cattivi che non lo lasciano parlare. Sa di avere ancora potere per dire la sua ed è convinto di aver commesso errori politici in buona fede. Se notate la differenza con le reazioni dei “potenti” italici è perché la differenza c’è.)

Ho lasciato per ultima la domanda più difficile: fanno bene i contestatori a negare la libertà di parola a certi personaggi pubblici? Sì, perché finalmente cade il punto 3: c’è qualcuno che si è accorto che potere e vita pubblica non impeccabile non è cosa accettabile. No, perché queste manifestazioni sono manipolate per non rispondere alla prima domanda: perché queste persone vengono contestate? Chi avrà la notizia, spesso, avrà la visione di scalmanati esagitati che limitano la libertà di parola, cosa esecrabile. Cosa esecrabile? Sì, nel caso di Bonanni (e di Blair), che hanno responsabilità politiche, più che guai giudiziari, e non hanno tanto potere da farsi ascoltare come e quando vogliono, come possono fare Dell’Utri e Schifani. Anche nel caso di Dell’Utri? (Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. :-) ) La libertà di parola è un diritto sacro, ma vorrei ricordare che questo diritto è legato al diritto di vivere in un mondo giusto e al diritto di vivere in una società responsabile, e per rispondere delle proprie azioni c’è qualcuno che le domande le deve fare. Siamo noi. I diritti si devono sempre esigere, e la libertà di parola è uno di questi, ma non è possibile farsi passare per vittime quando si ha molto potere e forti responsabilità per quanto sta accadendo. (E’ per questo che le dichiarazioni di biasimo vittimistico di politici e giornalisti vi sono sembrate irreali. Dove erano loro quando era ora di porre domande e di dare risposte?)

Concludo dicendo che io non mi permetterei mai di zittire Dell’Utri e Schifani e men che meno di lanciare fumogeni e molotov. Ma forse dovrei chiedere loro, se un giorno li incontrassi, di rendere conto della loro vita pubblica. Dopo che loro hanno parlato e molto prima che qualcuno meno educato di me inizi a fare cose molto esecrabili.

Promemoria

lunedì 22 settembre 2008

Da Punto Informatico:

Spagna, legali i link del P2P
di Gaia Bottà

Dove si racconta che in Spagna pubblicare un link non può essere reato, nemmeno se si punta ad un sito di P2P che potrebbe pubblicare, illegalmente, materiale protetto da copyright.

Esercizio: indovinare a cosa si appellano i detentori di questi copyright per rendere appetibile una legge che proibisce i link a siti che potrebbero avere materiale illegale (da estendere, ovviamente, anche al loro caso).

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