Posts Tagged ‘libertà’

Opere aperte

lunedì 6 settembre 2010

Ok, non si diventa ricchi, ma si possono fare cose interessanti, senza editori in conflitto di interessi:

Da Punto Informatico:

MusOpen, se Beethoven è open source
Si cercano fondi. Le donazioni servirebbero per assoldare orchestre per effettuare registrazioni digitali da far circolare in Rete. EFF consiglia prudenza sulla musica classica
di Mauro Vecchio

Interviste/ Come nasce un libro Open Source?
Un manuale di algebra per le scuole superiori, realizzato dai docenti e dagli studenti e rilasciato con licenza CC. Si chiama Matematica C3. Ne parla il fondatore del progetto
a cura di Patrizia Bisaccia

Libertà di cosa?

giovedì 22 luglio 2010

Segnalo la disavventura capitata all’Italia il 19 luglio scorso. Grazie a Pietro Ricca e a pochi altri uomini liberi. L’ultimo video di peacereporter è il più chiaro per capire cosa è successo.

A futura memoria.

Libertà di cosa?

giovedì 1 luglio 2010

Segnalo la disavventura dell’Italia rilevata da Piero Ricca e da pochi altri accaduta il 19 luglio 2010. L’ultimo video, quello di peacereporter è il più chiaro.

A futura memoria.

Strategia della disattenzione

lunedì 28 giugno 2010

Via Mantellini scopro solo ora questo importante contributo di Luca De Biase:

Strategia della disattenzione

Dove si racconta del problema della sovrabbondanza di informazione nella nostra società occidentale e di come questo fenomeno può portarci alla perdizione o alla salvezza. Articolo lungo, da leggere con calma, magari prima dei pasti.

Notizie che difficilmente trovere in TV

venerdì 18 giugno 2010

Nella valle di Elah
Cinque soldati Usa finiscono davanti alla corte marziale: in Afghanistan uccidevano civili a sangue freddo
di Enrico Piovesana

Dove si racconta che un piccolo teppista di periferia è stato messo a fare il soldato e ora ci si stupisce che è diventato un criminale di guerra. L’ergastolo lo darei a chi l’ha reclutato.

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Copyright? Dati gonfiati
Gli esperti chiamati a testimoniare davanti al parlamento parlano di numeri esagerati e studi sulla pirateria che non hanno alcun senso. Nel mentre, le lobby del copyright criticano le autorità ed evangelizzano sotto mentite spoglie
di A. Maruccia

Quei comunisti rivoluzionari della Harvard Business School…

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Islanda, paradiso dei giornalisti?

Approvata all’unanimità una proposta di legge caldeggiata da Wikileaks. Che dovrebbe trasformare l’isola nordeuropea in un porto franco per il giornalismo d’inchiesta e la pubblicazione anonima delle notizie
di M. Vecchio

Come da noi, ma al contrario.

Aggiornamento 26/07/10: Legge a buon punto, ma ancora in cammino.

Bavagli informativi

venerdì 11 giugno 2010

Da NfA:

Non dite che non ve lo avevamo detto …
di sabino patruno,

Ce n’è anche per il web:

Da Guido Scorza (via Piero Ricca):

DDL intercettazioni: il bavaglio (anche alla Rete) è servito.

Anonimato in rete

lunedì 22 febbraio 2010

Molti pensano che l’anonimato in Rete sia generatore di vigliaccherie e follie. Queste sono altre opinioni:

Schneier e la sua bit sweet symphony
Identificazione e attribuzione non possono funzionare su Internet: i bit sono anonimi. Ed è meglio che il mondo, soprattutto quella della politica, se ne faccia una ragione
di Claudio Tamburrino

Anonymity and the Internet
di B. Schneier

I cattivi fanno i cattivi, ma i buoni che fanno?

martedì 26 gennaio 2010

Qui i riferimenti sull’attacco cinese a Google (in inglese):

Me on Chinese Hacking and Enabling Surveillance
di B. Schneier

Qui un rapido riassunto in italiano su Punto Informatico:

Schneier: la minaccia viene dall’ovest

Il guru della cybersicurezza punta il dito sui Governi democratici occidentali. Mentre la Cina ribadisce di non aver avuto ruolo nell’attacco a Google
di Claudio Tamburrino

Riassunto per chi ha fretta:
Avete presente quando vi dicono che per combattere i supercattivi (terroristi e pedofili di solito) la polizia ha bisogno dei superpoteri? Succede che i superpoteri li usano tutti per fare di tutto: i cattivi (gli hacker cinesi) e quelli che dovrebbero essere i buoni (la polizia delle democrazie occidentali). Sapevatevelo.

Google e la Cina

mercoledì 13 gennaio 2010

Da punto informatico:

Google: la Cina è lontana
L’ennesima intrusione nei suoi sistemi non è andata giù ai capi del Googleplex. Che ora minacciano: basta filtri o ce ne andiamo
di Giorgio Pontico

La notizia è ripresa da molti altri. Spero che a nessuno venga in mente che ciò abbia a che fare con lo spirito buono di Google. Hanno fatto i loro conti di potere, immagine e soldi e hanno tirato le loro conclusioni. La Cina farà altrettanto. La libertà di espressione, se ci sarà, sarà un prodotto di scarto del processo, da usare per far vedere quanto sono bravi.

Il futuro

venerdì 23 ottobre 2009

Sulla blogopalla (e anche un po’ fuori) c’è tutto in fiorire di commenti sulle primarie del PD(-L), sugli annunci silvieschi e altre cose simili.

Gilioli si chiede perché non andare a votare alle primarie del PD(-L). Sbaglia la domanda, ovviamente. Se devo uscire di casa e pagare 2 euro, forse la domanda giusta è: perché dovrei andare a votare alle primarie del PD(-L)? Se la vostra risposta è  sostanzialmente, a meno di sfumature, “per contrastare Silvio“, allora vi do un consiglio: spegnete la TV per una settimana, meglio due, meglio per sempre, e vedrete che Silvio sarà molto più contrastato e voi starete molto meglio e risparmierete molto più di 2 euro!

E cosa c’entra questo con gli annunci silvieschi? C’entra, c’entra. Silvio fa intravedere un futuro. Un futuro fittizio, quando va bene, o malato, quando lo realizza. (Nessuno che chieda a Silvio con cosa rimpiazza l’IRAP. O quali servizi taglierà con l’IRAP. O se aumenterà la lotta all’evasione fiscale. Non ridete!) Un futuro calibrato sulle emozioni meno nobili dell’animo umano e sull’ignoranza di massa, un futuro che viene ripetuto e dibattuto n volte, con n grande a piacere. Non importa pro o contro. Se ne parla. E cosa fa il PD(-L)? O parla del nulla (non dormo la notte se non so chi sarà vicesegretario o che fine farà il secondo arrivato), o contribuisce a far crescere n. Altra condizione necessaria per creare un futuro fittizio è assicurarsi che non ci siano altri futuri possibili. O, se dovessero comparire (i komunisti!), che rimangano relegati nell’ombra. E anche qui il PD(-L) dà il suo contributo, uccidendo sul nascere qualsiasi futuro alternativo, vagamente fattibile.

Concludo il mio comizio: il PD±L e tutto quanto vi ruota attorno non mi interessa. Ne voglio sapere il minimo sindacale, giusto una traccia per cultura personale, per non sfigurare al bar (se mai ci andassi). Ho voglia di sentire un progetto, un futuro vero, qualche ideale e qualche idea. Un mezzo Obama, anche un quarto, un Obamino piccolo piccolo. Purché si esca da questo nulla.