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[libro] Einstein – La sua vita, il suo universo

sabato 13 gennaio 2018

Autore: Walter Isaacson
Titolo: Einstein – La sua vita, il suo universo (Einstein. His Life and Universe)
Editore: Mondadori – Oscar Storia
Altro: ISBN: 9788804678397 (carta) – ISBN: 9788852021817 (ebook); p. 645; 20,00€; genere: biografia; traduzione di Tullio Cannillo; I ed. lingua orig: 2007; I ed. oscar storia 2010

Voto: 10/10

Lessi una biografia di Einstein quando ero giovane, non ricordo se ero alle medie o già alle superiori. Il personaggio mi affascinò molto, il suo nome sinonimo di genio, autore di affascinanti teorie fisiche. Negli anni ho conosciuto Einstein anche come filosofo e uomo politico (v. Pensieri degli anni difficili, Boringhieri) e l’ammirazione per Einstein aumentò. Leggere questa biografia, suggerita da James Owen Weatherall nel suo La fisica del nulla, è stato un vero piacere. Ricca di curiosità e aneddoti eppure rigorosa e molto documentata (112 pagine di note, bibliografia, indice dei nomi, fonti iconografiche) si legge come un romanzo di avventura, descrive una vita piena, mette in luce pregi e punti deboli del personaggio, sia nella vita privata sia nella vita pubblica e professionale.

Nel campo della fisica Einstein è, dopo Galileo (che la fisica l’ha fondata) e Newton, il terzo uomo che l’ha rivoluzionata, praticamente da solo. Nonostante i suoi colleghi contemporanei avessero tutti gli elementi per trarre alcune conclusioni (la relatività ristretta, la quantizzazione dell’energia dei fotoni) solo lui è riuscito, in poco tempo, a mettere in una teoria usabile le scoperte di fine ‘800 e inizio ‘900. Nonostante la sua fama di uomo distratto e di fisico teorico, al suo attivo ha anche alcuni brevetti e un metodo per separare gli isotopi dell’uranio, unico suo contributo attivo e inconsapevole (i militari non gli dissero per cosa sarebbe stata usata la tecnica, anche se Einstein poteva facilmente immaginarlo) alla costruzione della bomba atomica.

A questo proposito bisogna sfatare la leggenda che Einstein, a scuola, andasse male in matematica. Einstein non ebbe mai problemi con la matematica. È vero che da giovane non ne capì subito l’importanza nello studio della fisica, ma dopo il 1915 ne fece un utilizzo sempre più massiccio. Fu bocciato al test di ingresso al Politecnico di Zurigo, ma bisogna tenere conto che Einstein fece la prova con due anni di anticipo, a 16 anni, studiando da privatista (non aveva terminato il liceo). Superò la prova l’anno successivo.

Stranamente, quello che non passò nella leggenda è che Einstein fu bocciato in un esame di fisica e che si laureò nel 1900 con un voto appena sufficiente. Il professore che passò alla storia per aver bocciato Einstein è Jean Pernet titolare del corso di laboratorio di fisica. Albert era impertinente e ribelle, non seguiva i corsi del professore, non seguiva le istruzioni degli esperimenti, pur conseguendo buoni risultati, e fece esplodere il laboratorio: tutte cose che non deposero a suo favore in sede di valutazione. Per quanto riguarda la laurea, il suo professore gli impose un argomento che non lo interessava minimamente. Pur avendo un’ottima media negli esami, prese un voto scarso nella tesi, che gli abbassò di molto il voto finale.

Altro punto che mi colpì molto fu il contratto che stese con la sua prima moglie, Mileva Marić, nel 1912. (v. l’accenno su Wikipedia) Sembra il contratto che si fa sottoscrivere a un domestica e mal si combina con la sua filosofia pacifista, l’appoggio a Marie Curie contro la misoginia dei colleghi, le sue lotte contro le disuguaglianze e le ingiustizie, la sua fama di uomo mite e gentile. Il punto è che si può essere geni quanto si vuole, ma quando un matrimonio va male, anche i geni si comportano come tutti gli altri. Il contratto fu proposto da Einstein per gestire una convivenza ormai divenuta difficile, tanto da arrivare alla separazione nel 1914 e al divorzio nel 1919. Nonostante il divorzio, Einstein si premurò fino alla fine del sostentamento economico della sua ex moglie, anche oltre i doveri sottoscritti.

Ultima curiosità che vi racconto è il fascino che ebbe sulle donne, sia in gioventù sia in età matura, e la sua vita niente affatto monogama, nonostante l’amore e l’affetto dimostrato per le due mogli.

E poi la figlia avuta fuori dal matrimonio, i retroscena del suo Premio Nobel, la sua fuga negli USA, il suo ruolo nella costruzione della bomba atomica, le sue battaglie politiche, filosofiche e scientifiche, le suo relazioni umane, appassionate, intense, fino alla incredibile vicenda dei suoi resti mortali.

Una vita straordinaria, intensa, piena. Si arriva alla fine del libro e si sente un vuoto. Viene voglia di riprendere la lettura per rivivere ancora la sua avventura.

Buona lettura!

PS: Dimenticavo: Nel 2016 il programma Radio 3 Scienza dedicò 17 puntate ai 100 anni della relatività e alla vita di Einstein. Attraverso il sito Rai non si riescono a reperire. Ho conservato un link RSS, unico modo per ascoltare e scaricare le puntate: http://www.radio.rai.it/rss/podcast/rssradio.jsp?channel=RF3&id=16288

[libro] Mangia e taci – e un ultimo comizio sulla lettura

domenica 31 dicembre 2017

Autore: Frédéric Dard (Le inchieste del commissario Sanantonio della polizia parigina)
Titolo: Mangia e taci (Mange et tais-toi)
Editore: Editoriale Erre
Altro: I ed. 1966; Questa ed. 1982; Traduzione di Bruno Just Lazzari

Di Sanantonio avevo già scritto nel 2014 e c’è ben poco da aggiungere. Ho riletto per l’ennesima volta questo libercolo perché costretto a una lunga attesa in una fila e questa è un’annotazione di cronaca personale.

Approfitto allora per fare una piccola riflessione sulla lettura, che in questi giorni sono uscite le statistiche ISTAT sui lettori e l’editoria nel 2016.

Quest’anno ho letto 20 libri, più o meno impegnativi, più o meno lunghi. Sono a pieno titolo nei lettori forti, faccio parte di una piccola minoranza (il 14,% dei lettori, il 5,7% della popolazione), detengo in casa più di 400 volumi cartacei (anche qui sono in minoranza: 7,3% delle famiglie italiane.). Questa minoranza io la frequento: volevo vantarmi con un collega del mio anno di lettura, solo che lui era a quota 23; sul socialino non ne parliamo: figuro fra gli analfabeti; tocco con mano quel concetto sociologico (e psicologico) di essere in una bolla: quelli attorno a me sono miei simili. Ma questa bolla è sempre più chiusa, a giudicare dalla statistica che dà i lettori in calo rispetto al 2015. (Si legge di più se chi ci sta attorno legge.)

Cosa spinge una persona a leggere? Non certo per imparare qualcosa (l’ISTAT ci tiene a specificare che i libri letti non devono essere per studio o lavoro), anche perché spesso, io per primo, dimentichiamo il 90% di quanto letto. Per curiosità, sicuramente, per vedere questo mondo da un altro punto di vista e per questo va bene anche Sanantonio, Fabio Volo, e tutti gli scrittori più o meno bravi o criticati. Il tempo per la lettura è un tempo dedicato a noi stessi, alla nostra anima, all’incontro col caso, una coltivazione della serenditpità. Se da un lato i programmi per incentivare la lettura latitano (Gli italiani leggono poco e la scuola potrebbe fare di più di C. Raimo), dall’altro siamo sempre più educati a distrarci, attraverso le chat di messaggistica e piattaforme che prediligono l’istantaneità e la volatilità della comunicazione. La congiuntura economica è probabile che non aiuti, che quando si è preoccupati per il proprio futuro si ha ben poca voglia di leggere.

È utile avere una popolazione che legge di più? Penso di sì, ma non credo che sia un’utilità misurabile. Non credo che i lettori siano detentori di contenuti ideali migliori di altri. Penso invece che i lettori abbiano una maggiore capacità di affrontare la complessità del mondo, o almeno di trovare un angolo in cui rifugiarsi dal turbine dei cambiamenti. In un certo senso, penso che un lettore stia meglio di un non lettore, o almeno così mi piace credere, così mi sento io.

Speriamo che il 2018 porti qualche lettore in più. Buon anno!

[libro] Una scomoda indagine e un cane fetente

giovedì 28 dicembre 2017

Autrice: Gaia Conventi
Titolo: Una scomoda indagine e un cane fetente
Editore: Caravaggio Editore
Altro: ISBN: 9788895437248, 8,00€ (fuori commercio), p. 64, I ed. 2008, genere: giallo

Voto: 6/10

Chi avrà letto Giallo di zucca sa che c’è stato un piccolo racconto pubblicato prima con lo stesso protagonista. Fuori commercio da anni, pochi giorni fa Gaia ha deciso di liberarlo (cliccare sul link del titolo).

Gaia di strada ne ha fatta parecchia da quel lontano 2008, ma il racconto è comunque divertente e leggero, ideale per le vacanze natalizie.

Farete la conoscenza di un fotografo della polizia scientifica (Luchino Girondi) e del suo cane Poirot. Un cane molto particolare, tanto da essere fetente nel titolo. In questo racconto si dovrà indagare sulla morte di Cinzia alias Roberto. Una telefonista di chat erotiche. Chi sarà il colpevole?

Buona lettura!

[libro] Un luogo senza tempo

mercoledì 27 dicembre 2017

Autrice: Doris Lessing
Titolo: Un luogo senza tempo (The Making of the Representative for Planet 8)
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834714430; 17,00€; p.203, genere: fantascienza; I ed. originale: 1982; I ed. italiana 2008; traduzione di Annalisa Di Liddo; Introduzione di Oriana Palusci; postfazione di Doris Lessing

Voto: 7/10

Quarto capitolo della saga Canopus In Argos, qui siamo nel Pianeta 8, dove Canopus guida e amministra una popolazione abituata a un clima tropicale. Improvvisamente, per eventi astrali avversi, le cose cambiano e Canopus, pur con tutta la sua scienza, non può fare nulla per salvare questo popolo. Il Pianeta 8 si troverà alle prese con una repentina glaciazione. Canopus darà indicazioni per resistere il più a lungo possibile. In questo cammino della sopravvivenza la popolazione rimette in discussione tutta la sua organizzazione sociale e il suo sapere. Mette anche in discussione il dominio di Canopus: perché non ci salvate? Perché ci dite di resistere alla glaciazione? E poi: se siamo ciò che facciamo, adesso, immersi nel ghiaccio, non facciamo più nulla di ciò che facevamo prima. Ora chi siamo? Cosa c’è dopo la morte? Cosa sa Canopus che il Pianeta 8 non sa?

Come negli altri romanzi di Canopus, quello che noi chiamiamo anima e pensiero, pensiero sociale e personale, per la Lessing è anche materia, sostanza, ha le sue leggi, nonostante siano vaghe, indefinite e sfuggenti. Canopus sembra conoscerle e, in qualche modo, dominarle. Gli abitanti del Pianeta 8 impareranno a vedere questa nuova materia.

Anche questo, come gli altri, non è un romanzo facile. La scrittura dà veramente la sensazione di essere in un mondo senza tempo, anche se i riferimenti temporali ci sono. È un resoconto e quindi a tratti decisamente noioso. Ma le riflessioni che induce sono interessanti.

Nella postfazione la Lessing mette in collegamento i grandi mutamenti di pensiero dell’umanità, cercando dei punti comuni nelle varie evoluzioni, con gli ultimi due romanzi della serie.

Buona lettura.

[libro] Una scomoda indagine…

giovedì 21 dicembre 2017

Gaia Conventi ha liberato una delle sue prime opere, prequel di Giallo di zucca:

Una scomoda indagine e un cane fetente

Lo so, una cosa fatta alla buona che interesserà forse a nessuno, ma insomma. Non lo trovate in libreria e oggi è possibile leggerlo.

[libro] Polvere di luna

domenica 10 dicembre 2017

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Polvere di Luna (A Fallo of Moondust)
Editore: Mondadori
Altro: Collana Urania Collezione n. 143 (dic 2014) a cura di Giuseppe Lippi; 5,90€; p. 221; genere: fantascienza; I ed. orig. 1961; questa edizione: 2014; Traduzione di Hilia Brinis; Postfazione di Giuseppe Lippi; bibliografia italiana di Clarke a cura di E. Vegetti e A. Vaccaro.

Voto: 7/10

In un mare di sabbia lunare finissima, tipo borotalco, il Selene porta a spasso 20 passeggeri e due membri dell’equipaggio, il giovane Capitano Pat Harris e l’hostess Sue Wilkins. Clarke ci descrive un paesaggio molto verosimile, tenendo conto che è stato scritto 8 anni prima di andare veramente sulla Luna, e molto suggestivo. La sabbia si comporta come se fosse acqua e quindi il Selene di fatto vi galleggia sopra, ma questo tipo di sabbia può avere un comportamento molto diverso dai liquidi e infatti il Selene si ritroverà ben presto in pericolo. Segue salvataggio, in pieno stile hollywoodiano.

Non fu per caso, scriveva Carlo Fruttero nella prima edizione italiana del 1962, che una grande casa di produzione acquistò i diritti cinematografici. Non se ne fece nulla, purtroppo, ma il romanzo è ancora attuale (v. The Martian)

Grande colpo di genio per aver pensato al complottista a bordo del Selene e per averlo ridicolizzato. Sono passati più di 50 anni e ne potranno passare altri 50 senza che la cosa possa intaccare la sua attualità.

Interessante invece vedere dove è invecchiato il romanzo: le sigarette a bordo, i giornali cartacei, il rapporto uomo donna, la mancanza di quella cosa che ci pervade ormai ovunque, ovvero internet con i rispettivi smartcosi. (Anche se questo filmato del 1974 ci fa capire quanto avanti fosse Clarke sul tema internet.)

Ritmo serrato, capitoli brevi, lettura gradevole e scorrevole. Insomma, romanzo per le vacanze, per il puro piacere dell’avventura e del divertimento.

Buona lettura!

[libro] Il caso Malaussène – Mi hanno mentito

giovedì 23 novembre 2017

Autore: Daniel Pennac
Titolo: Il caso Malaussène – Mi hanno mentito (Le cas Malaussène – Il m’ont menti)
Editore: Feltrinelli – Narratori
Altro: ISBN 9788807032332; 18,50€; p. 279; genere: romanzo, giallo; traduzione di Yasmina Melaouah

Voto: 8/10

Settima puntata del ciclo di Malaussène che ha subito un grande difetto: le pagine finiscono a metà della trama e il secondo volume non è ancora uscito. Se non vi piace rimanere a metà di una storia, non iniziate a leggerlo prima dell’uscita della continuazione.

Per il resto poche sorprese: ritrovate tutta la tribù di Malaussène invecchiata di 20 anni dall’ultima puntata. Sempre unita, sempre pazza, sempre al limite di tutto e in questo caso anche fuori dai limiti. Un rapimento, un procuratore sportivo poco pulito, uno scrittore della Verità: agitate bene e attenti a non farvi male. Si legge velocemente, nonostante le nove (!) pagine di personaggi saggiamente censiti nelle prime pagine del romanzo.

Ma per sapere come va a finire mi toccherà aspettare e, con la mia memoria da lombrico, all’uscita del secondo volume mi toccherà ricominciare d’accapo.

Buona attesa!

[libro] Blade Runner

domenica 12 novembre 2017

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Blade Runner (Do Androids Dream of Electric Sheep?)
Editore: Fanucci Editore
Altro: ISBN 9788834734308; p. 297; 14,90€; genere: fantascienza; I ed. originale 1968; questa edizione: settembre 2017; Introduzione di Carlo Pagetti, Postfazione di Gabriele Frasca; Intervista finale a Dick sulla produzione del film; traduzione di Riccardo Duranti

Voto: 8/10

Ricordavo di averlo letto anni fa e all’epoca non mi piacque. Ma ora comincio ad avere dei dubbi, forse non lo lessi tutto. O forse sono cambiato io. Il romanzo ha una potenza narrativa notevole e, per quanto alcuni dettagli siano anacronistici (i tubi catodici e le veline scritte a macchina), è ancora modernissimo.

In un mondo post Terza Guerra Mondiale (che non si sa come sia iniziata e nemmeno come sia finita) i superstiti seguono un nuovo dicktat sociale: bisogna essere empatici sia nei confronti degli altri uomini, sia nei confronti dei pochi animali rimasti. La mancanza di empatia, forse, è stata la causa della guerra, e con questo nuovo ordine sociale si vuole rimediare agli errori del passato. Chi non può essere empatico – i malati psichiatrici o chi ha subito alterazioni genetiche dovute alla radioattività residua – è un paria. Chi non può essere empatico perché è artificiale – gli androidi – va eliminato.

Rick Dekckard si deve occupare di eliminare sei androidi fuggiti da Marte e ora sulla Terra, nella sua giurisdizione, a S. Francisco. La caccia durerà circa ventiquattro ore e molti dubbi nasceranno durante questa caccia: noi umani siamo sicuri di essere umani? Chi è l’altro che abbiamo di fronte? Gli androidi devono per forza essere ritirati? È possibile innamorarsi di un androide? Sono così diversi da noi? È possibile uscire dalle costrizioni sociali? Sapere di vivere in una società artefatta, in qualche modo finta e guidata da forze oscure, permette di alleviare le nostre perplessità e le nostre ansie?

Un dramma esistenziale molto moderno, come si può vedere, dove Dick non offre facili vie di uscita.

Buona lettura!

[libro] La fisica del nulla

mercoledì 8 novembre 2017

Autore: James Owen Weatherall
Titolo: La fisica del nulla – La strana storia dello spazio vuoto (Void. The Strange Physics of Nothing)
Editore: Bollati Boringhieri
Altro: ISBN: 9788833928647; 22,00€; p. 186; genere: saggistica, fisica; I ed. orig. 2016; I ed. italiana 2017; traduzione di Andrea Migliori

Voto: 7/10

È una domanda che ci siamo posti tutti, almeno una volta: che cosa è il nulla? Come sarebbe il mondo senza tutte le cose che conosciamo? La domanda è semplice, la risposta – o meglio: le risposte – ci porta a scoprire un mondo pieno di verità contrarie al senso comune.

Weatherall ripercorre le tre teorie fondamentali della fisica, da quella newtoniana alla fisica dei quanti passando per la relatività di Einstein, illustrandoci come il concetto di nulla si sia evoluto col tempo.

La cosa singolare è che né Newton, né Einstein, né i principali fondatori della fisica quantistica, all’inizio, erano coscienti delle implicazioni sul nulla delle loro teorie. Per Newton fu Leibniz a mettere in discussione lo spazio vuoto, con argomentazioni fra il teologico e il fisico. Per Einstein furono le soluzioni alle sue equazioni a rivelare la possibilità di buchi neri privi di materia (le singolarità di Schwarzschild) e le onde gravitazionali, capaci di creare dal nulla energia e quindi qualcosa. Ma la vera sorpresa avviene con la fisica quantistica, dove un universo può essere vuoto e al tempo stesso possiamo trovarci cose. (Non preoccupatevi: i fisici non sono matti. Ogni termine avrà il suo significato preciso e ci sono riscontri sperimentali a quanto detto.)

Infine uno sguardo sulle possibili teorie fisiche future (la teoria delle stringhe), dove, ancora una volta, i concetti di vuoto cambieranno.

Una storia affascinante, che consiglio a tutti gli appassionati della fisica. (Pur essendo divulgativo, sconsiglio il libro a persone completamente digiune di fisica.)

(Numero di refusi non indifferente, per il prezzo del libro.)

Buona lettura!

[libro] Amore liquido

domenica 5 novembre 2017

Autore: Zygmunt Bauman
Titolo: Amore liquido (Liquid love. On the Frailty of Human Bonds)
Editore: Editori Laterza
Altro: ISBN 9788842079644; 11,00€; p. 224; genere: saggistica, sociologia; I ed. orig. 2003; I ed. economica italiana 2006; traduzione di Sergio Minucci

Voto: 8/10

È un saggio poco curato, dal punto di vista dell’esposizione, per stessa ammissione dell’autore: sono frammenti di riflessioni introdotti da frasi chiave e raccolti in quattro capitoli. Molte le ripetizioni dei concetti. Manca una definizione di liquidità, come espressa in Vita liquida. E l’amore fra due persone non è l’unico tema trattato nel saggio: l’ultimo capitolo è dedicato interamente agli effetti della globalizzazione e alla xenofobia.

Come in Vita liquida, anche qui la chiave di lettura della società e delle relazioni è il modello consumista-capitalista del mondo occidentale. Questo modello ha un effetto sulle relazioni devastante, secondo Bauman.

Mi ha fatto riflettere molto la descrizione delle relazioni virtuali, tipiche dei social network: comunità create attraverso interessi comuni, non attraverso identità condivise, comunità di occasione, dove la fatica dell’incontro reale è esclusa, dove è possibile in ogni momento staccarsi e al contempo essere totalmente coinvolti al sicuro nella nostra solitudine. Una relazione simile è sicuramente più leggera e meno impegnativa, molto meno pericolosa (anche emotivamente) di una relazione reale. La relazione virtuale crea uno standard di aspettative che sta scivolando anche nella vita reale, dove la pazienza di intessere rapporti e vincoli è sempre minore. In queste comunità virtuali la circolazione dei messaggi sono il messaggio e chi tace si esclude dalla comunità. Un senso di appartenenza leggero che lascia comunque un vuoto spirituale: l’Altro rimane lontano ed evanescente.

Questo tipo di legame leggero Bauman lo riscontra anche nei matrimoni, sempre più brevi, e con la maggiore frequenza delle convivenze: impegni meno gravosi di un matrimonio per sempre. La creazione di un vincolo fra due persone, una dipendenza duratura, appare oggi assolutamente improponibile. Abituati all’assoluta libertà del cambiamento continuo del consumismo, abbiamo perso la sicurezza derivante da un rapporto più duraturo, anche se più difficile.

L’ultimo capitolo è dedicato, come dicevo, alla xenofobia. L’incertezza economica in cui viviamo creata da un economia globale non regolata, ci fa vedere l’immigrato povero come una minaccia: è lui il colpevole della nostra insicurezza e della nostra crisi. In fondo la rappresenta bene: anche noi potremmo finire poveri ed emigrati per un capriccio dell’economia globale (e la crisi economica del 2008 non c’era ancora!). Impossibilitati a cambiare una economia globale, cerchiamo di controllare in modo sempre maggiore quanto abbiamo di più vicino: la politica locale e l’esclusione degli immigrati. Solo che la politica locale non può nulla contro la nostra insicurezza. Come soluzione a questa impasse, Bauman cita Kant che avverte dell’esigenza di costruire una comunità politica globale. Le argomentazioni di Bauman per questa mossa contro intuitiva sono ottime, ma, come sapete, siamo molto lontani anche solo dall’aver cominciato.

Mi sono ricordato a questo punto del pensiero di Einstein, che in tempi più recenti e con una visione più contingente, proclamava un percorso politico analogo e aveva intuito gli stessi punti deboli della società moderna. (A. Einstein – Pensieri degli anni difficili – Bollati Boringhieri; capitoli: Guerra atomica o pace 1945 – Perché il socialismo 1949)

Alla fine della lettura ammetto che non si è molto ottimisti sul nostro futuro.

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Metto a corredo, per mio uso personale, tre link ad articoli di questi giorni. Penso siano attinenti a quanto letto. Forse potrebbero essere utili a chi ha letto o leggerà l’opera di Bauman.

Da Repubblica:
No a politica e religione, per i giovani è l’era delle passioni tiepide
di Ilvo Diamanti

Da linkiesta:
Immigrazione in base al merito: stavolta Trump ne ha pensata una giusta
La “Green Card Lottery” ha fallito, ma non è così facile scegliere un nuovo sistema per regolamentare l’immigrazione negli Stati Uniti. Soprattutto se gli Americani temono la concorrenza
di Francesco Francio Mazza

Da Internazionale:
Le stazioni si stanno trasformando in fortezze contro i poveri
Wolf Bukowski, blogger

(Altri dettagli sul socialino.)