Posts Tagged ‘mafia’

[libro] Il giorno della civetta

lunedì 22 marzo 2021

Autore: Leonardo Sciascia
Titolo: Il giorno della civetta
Editore: Einaudi
Altro: 138 p.; note di Sebastiano Vassalli; introduzione dell’autore; I ed. 1961; questa ed. 1972; genere: racconto

Voto: 6/10

Non lasciatevi influenzare dal mio 6, derivante da una mancata congiunzione astrale fra i miei desideri di letteratura attuali e quello che ho invece trovato nel racconto.

Racconto sicuramente scritto molto bene, anche se gli stacchi fra una situazione e l’altra mi sono stati spiegati a posteriori dalle note. Sicuramente di importanza storica notevole, visto che fino ad allora, secondo l’Autore, la mafia nella letteratura era apparsa solo due volte e con intento apologetico nei confronti del “sentire mafioso”. Qui invece viene rappresentato il sistema mafia in tutta la sua crudeltà e pervasività.

Oggi la mafia è molto più conosciuta, passi da gigante sono stati fatti dal 1961 nella sua rappresentazione letteraria e cinematografica, ma la mafia non è sparita affatto, si semplicemente è adattata alle nuove situazioni.

Si racconta di un omicidio di mafia, in realtà due, e del capitano Bellodi, carabiniere ed ex partigiano di Parma, incaricato delle indagini. Il capitano con grande sapienza, tatto e determinazione conduce le indagini, e impara ad amare quella terra strana che è la Sicilia, ma anche a fare i conti con un sistema che pervade tutta la società, dalle più alte cariche politiche all’ultimo dei manovali. Un mondo, quello di Bellodi, fatto di ideali, libertà e correttezza, si scontra con un muro di gomma, spesso e solido.

Un racconto lungo (o romanzo breve) che vale la pena di leggere, ma con la predisposizione d’animo giusta.

Buona lettura!

[libro] Il casellante

giovedì 3 aprile 2014

Autore: Andrea Camilleri
Titolo: Il casellante
Editore: Sellerio
Altro: IBAN 9788838923029; p. 160; I ed. 2008; 11,00 €

Voto: 6/10

6 sofferto, lo ammetto. Perché se la storia, alla fine, mi ha preso, il finto dialetto siciliano inventato da Camilleri non fa per me. Riconosco l’originalità letteraria, ma il dialetto siculo non rientra fra le mie passioni; ho fatto una certa fatica nella lettura, fatica del tutto ingiustificata ai miei occhi.

Siamo nel 1942 a Vigata, dove Nino Zarcuto e sua moglie Minica Oliveri vivono la loro vita di casellanti, sulla linea ferroviaria Vigata – Castellovitrano. Lui, menomato ad una mano, esonerato dal servizio militare, messo a fare il casellante, suona il mandolino col suo compare Totò durante la domenica nella bottega del barbiere di Vigata don Amedeo. La coppia desidera un figlio, che non arriva. Nino si rivolge allora ad una mammana, ostetrica-ginecologa-veggente del posto. Minica rimane incinta, ma la guerra e una disgrazia cambierà la vita semplice e tranquilla della coppia.

C’è la storia d’amore intensa e forte fra Nino e Minica, il desiderio di un figlio, c’è la guerra, c’è la mafia, c’è il fascismo con la sua ottusità, c’è uno sgarbo e la sua vendetta, c’è il desiderio di una metamorfosi e l’inizio di una rinascita. C’è tutto, insomma, ma i testi in lingua straniera mi fanno soffrire. Un limite tutto mio.

[libro] Non è ver che sia la Mafia

sabato 14 settembre 2013

Autore: C. M. Kornbluth
Titolo: Non è ver che sia la Mafia (The Syndic)
Editore: Mondadori, Urania Classici Fantascienza n.6
Altro: Prima edizione inglese 1953, Edizione Urania set. 1977, Traduzione di Antonangelo Pinna

Voto: 6/10

Di scienza fantastica qui ve n’è pochissima ed è assolutamente trascurabile. E’ invece un romanzo di fantapolitica che non mi è piaciuto moltissimo forse perché conoscendo meglio la Mafia, quella di Kornbluth l’ho trovata molto distante da quella reale.

In un futuro imprecisato l’America del Nord è governata dalla Mafia e dal Clan, due organizzazioni criminali che si sono sostituite al Governo americano. Governo ancora presente, anche se in esilio, ma molto lontano dal suo passato di democrazia. Charles Orsino e Lee Falcaro, due esponenti della Mafia, si infiltreranno nelle file del Governo per carpirne le intenzioni e avranno la loro dose di avventure. In queste avventure si delineeranno gli equilibri politici e le filosofie sociali dei vari gruppi, in particolare quello mafioso.

Se volete sapere queste filosofie politiche in anticipo, senza togliervi (quasi) nulla delle avventure dei protagonisti, vi consiglio di leggervi la recensione di Guglielmo Piombini su La Libreria del Ponte.

Buona lettura!

V. Palestro 1993-2013

sabato 27 luglio 2013

Da Linkiesta:

Via Palestro 1993, i misteri di una strage dimenticata
di Luca Rinaldi

Video documentario nell’articolo: Saranno fiori bianchi