Posts Tagged ‘matematica’

Nondum matura est

sabato 10 dicembre 2016

Zar, il mio professore di matematica preferito, si racconta:

Nondum matura est

A me è rimasto un frattale in un occhio. Vado a toglierlo.

Lapsus

sabato 22 ottobre 2016

Qualche giorno fa Piergiorgio Odifreddi ha osservato, in un suo articolo su Repubblica cartacea, come le donne nella scienza siano molto assenti e come questo dato

sembra indicare come l’attitudine femminile sia direttamente proporzionale alla concretezza e indirettamente proporzionale all’astrazione.

Tradotto in italiano: le donne non hanno la stoffa per la scienza.

Le reazioni non sono mancate. Cito quelle che ho letto: Galatea e Gruppo di Lavoro Pari Opportunità dell’Unione Matematica Italiana

Al Gruppo di Lavoro Odifreddi ha anche risposto. Lui, da buon logico e matematico e uomo razionale, inizia a fare la punta al cazzo – come si dice in alcuni posti – e, volendo, potrebbe anche avere ragione.

Io noto che Odifreddi dovrebbe iniziare a studiare quelle altre discipline non scientifiche che tanto disprezza, perché le osservazioni del Gruppo di Lavoro sono firmate da sei donne e un uomo, in ordine alfabetico. Nella sua risposta al gruppo Odifreddi inizia con “Cari Ciro et al”. Ciro, il terzo della lista e unico uomo. Non so in matematica; in psicologia questa cosa si chiama lapsus freudiano.

(Grazie a .mau. per i link.)

2 + 2 = 3

martedì 10 marzo 2015

Il nipote Tittatà, cinquenne, è molto attratto dai numeri. In questi giorni ci ha dato la sua versione per la più classica delle operazioni:

Due caramelle più dure caramelle fa tre caramelle, perché una l’ho mangiata io.

Vaccini e matematica

mercoledì 4 marzo 2015

Un punto di vista matematico (da ilPost):

Chi non si vaccina fa ammalare anche te
di Murizio Codogno

[film] La teoria del tutto

giovedì 22 gennaio 2015

Titolo: La teoria del tutto (The Theory of Everything)
Regista: James Marsh
Soggetto: Jane Wilde Hawking
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Altro: paese: UK, anno: 2014, durata: 123 minuti, direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi, genere: biografico

Attori:
Eddie Redmayne: Stephen Hawking
Felicity Jones: Jane Hawking

(dati da Wikipedia e Enciclopedia del doppiaggio per la direzione del doppiaggio.)

Voto: 7/10

Film biografico sulla vita di Stephen Hawking, famoso astrofisico e matematico inglese, ancora in vita. In Italia forse è più conosciuto per il suo saggio divulgativo Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo del 1988 o, per chi segue fantascienza o serie televisive nerd, per le sue comparsate e camei in Star Trek, The Big Banh Theory e altro. Lo si ricorda facilmente perché costretto in sedia a rotelle dalla SLA (o qualcosa di simile), immobile, comunicante con il resto del mondo con un computer guidato con gli occhi.

Il film è tratto dalla biografia della sua prima moglie (Jane Wilde, Verso l’infinito, ISBN: 9788856643855, in originale: Travelling to Infinity: My Life With Stephen) e pare fedele al racconto, tanto che lo stesso Hawking ne è stato favorevolmente impressionato. La pellicola si concentra però più sul lato umano della sua vita, che sulla sua carriera professionale. Le sue teorie scientifiche vengono solo accennate, mentre la cattedra lucasiana, che Hawking detenne dal 1979 al 2009, non viene neppure accennata, se non con il fatto che ad un certo punto Hawking viene chiamato “professore”.

[Attenzione: mini spoiler]

Quello che colpisce della vita di Hawking è la sua vitalità: nonostante la malattia invalidante non solo riesce a diventare una delle menti più brillanti del panorama scientifico, ma riesce a scrivere libri divulgativi, a sposarsi due volte, ad avere tre figli, ad insegnare e a mandare a ramengo tutte le previsioni di vita dei medici.

[Fine mini spoiler]

Bravissimi gli attori, soprattutto Eddie Redmayne che è riuscito ad imitare Hawking in maniera egregia.

Segnalo su Repubblica.it un’intervista a Lucy Hawking, figlia dello scienziato:

Hawking, “Io e mio padre, genio fantastico ma testardo”
Lucy è la figlia del celebre astrofisico, insieme scrivono libri per spiegare ai bambini i misteri dell’Universo: “Ecco che cosa significa avere un genitore così speciale”
di GUIDO ANDRUETTO

Buona visione!

[film] The imitation game

venerdì 2 gennaio 2015

Titolo: The imitation game
Regia: Morten Tyldum
Soggetto: Andrew Hodges
Sceneggiatura: Graham Moore
Scenografia: Maria Djurkovic
Costumi: Sammy Sheldon
Altro: basato sulla biografia di Andrew Hodeges – Alan Turing. Storia di un enigma – Bollati Boringhieri, anno 2014, Stati Uniti – UK, 113 minuti, genere: biografia, storico, Miglior Film al Toronto International Film Festival e molte nomination ad altri premi, Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi.

Attori:
Benedict Cumberbatch: Alan Turing
Keira Knightley: Joan Clarke

(Dati tratti da wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 7/10

Il film è veramente bello, gli attori bravi, la storia coinvolge, anche se si sa chi era Alan Turing e cosa ha fatto, almeno a grandi linee. Però, pur basandosi su fatti reali, il film non può considerarsi una biografia fedele di Turing. Aggiunge del dramma che non ci fu – l’avversione dei militari a Turing, la sua depressione – e in alcuni casi risulta ridicolo, come il suo colloquio di assunzione da parte del comandante Denniston. Per quel che ho potuto vedere dopo una breve ricerca superficiale, le differenze fra realtà e fantasia sono sostanziali. Spero che il libro da cui è tratto – già inserito nella lista dei desideri preso in biblioteca – sia più fedele alla realtà.

Due parole su Turing, i fatti veri mantenuti anche nel film e che non rovinano la visione. Turing è stato un matematico, logico e crittografo britannico, fra i padri fondatori dell’informatica moderna. Fu veramente reclutato dai militari britannici per decifrare i messaggi in codice dei nazisti e il suo contributo fu sostanziale per la riuscita dell’impresa, contribuendo alla vittoria degli Alleati. Le scoperte relative alla decrittazione di Enigma rimasero segrete fino alla fine degli anni ’70 e furono rese completamente pubbliche nel 2000. Era omosessuale e al tempo, nel Regno Unito, la cosa era considerata illegale. Quando fu scoperto, nel 1952, fu costretto alla castrazione chimica e due anni dopo morì, forse suicida.

–ATTENZIONE SPOILER–
Ora, chi non vuole sapere altri dettagli del film, può fermarsi qui. Da qui in poi segnalerò le maggiori differenze fra finzione e realtà.

Il film calca molto la mano sulla persecuzione omofobica e anti-nerd dei militari e sulla sua depressione (inesistente) a seguito della condanna per omofobia. In realtà Turing non era sociopatico, almeno non come è disegnato nel film, ed ebbe il pieno appoggio dei militari. Il vero Comandante Denniston, che nel film fa la parte del cattivo, era lui stesso un crittografo e scrisse lui a Churchill (e non Turing come nel film) per continuare l’ambizioso progetto di decodifica iniziato dai polacchi. Il reclutamento di Turing da parte di Denniston è inverosimile e ridicolo. Non è vero che non vi furono risultati fino all’invenzione della macchina di Turing. La macchina che nel film decritterà i messaggi dei nazisti era già esistente quando Turing entrò nel gruppo di lavoro e aveva dato i suoi risultati. Era stato costruita dai polacchi (Marian Rejewski et al.) nel 1938 e si chiamava Bomba. Turing non costruì la nuova versione, ma diede la basi teoriche a Max Newman che costrui Colossus, quello che nel film viene chiamata Christopher. Colossus si rese necessario sia perché era molto più efficiente e veloce nella decodifica, sia perché dopo l’invenzione di Bomba i tedeschi capirono di essere decodificati e usarono una versione migliorata di Enigma, la Lorenz SZ40/42, rendendo meno efficiente Bomba. Questo spiega perché nel film Turing propone di non usare subito le informazioni decrittate dei tedeschi. Se il nemico avesse sospettato di essere decodificato avrebbe migliorato ancora la macchina rendendo inutili gli sforzi fatti.

Nel film di vede correre Turing. Un allusione al fatto che Turing fu anche un discreto sportivo e un maratoneta.

Sulla morte di Turing la versione ufficiale parla di suicidio, ma le indagini furono condotte in modo superficiale e la madre e gli amici furono convinti di una morte accidentale. (I complottisti, che non mancano mai in questi casi, ipotizzarono un omicidio di Stato, visti i segreti che Turing conservava e la condizione di omosessuale, che allora equivaleva ad essere antisociale.) Turing morì per ingestione di cianuro di potassio. La mela morsicata che gli fu trovata in casa, e che si suppone lo abbia avvelenato, non fu analizzata. Turing usava abitualmente cianuro di potassio e non è improbabile una assunzione accidentale (il cianuro di potassio è letale anche per inalazione). Turing, contrariamente da quanto raccontato nel film, non ebbe segni di depressione durante la terapia ormonale imposta a causa della sua condanna per omosessualità. Continuò a lavorare e ad avere progetti per il futuro. Quando morì la terapia era conclusa da un anno. Non fu trovata nessuna lettera di addio.

Le leggi omofobiche del Regno Unito di quegli anni non hanno certo agevolato la vita di Turing ed oggi sono sicuramente da condannare, ma bisogna dare atto agli inglesi che hanno saputo evolversi molto più velocemente di noi. (Qualcuno ricorda Galileo? E il matrimonio fra omosessuali chi l’ha visto da queste parti?) Nel 2009 il primo ministro Gordon Brown chiese pubblicamente scusa a Turing e indirettamente a tutti i perseguitati dalle leggi omofobiche dell’epoca. Nel 2013 la Regina Elisabetta II diede la grazia postuma a Turing riabilitandolo completamente.

In suo onore nel 1966 è stato istituito il Premio Turing, “assegnato annualmente dalla Association for Computing Machinery (ACM), ad una personalità che eccelle per i contributi di natura tecnica offerti alla comunità informatica, in particolare per progressi che siano duraturi e di elevata importanza tecnica.” (wikipedia, ovviamente) L’unico italiano della lista, Silvio Micali, non lavora in Italia. Da noi abbiamo il Silvio sbagliato, accidenti!

Se siete interessati alla vita di Turing, oltre alla solita wikipedia, la cui versione inglese è molto meglio curata di quella italiana, segnalo anche:

A Poor Imitation of Alan Turing
di Christian Caryl

(In inglese, dove si segnalano le maggiori differenze fra film e realtà. Via Punto Informatico.)

Il compleanno di Turing dei Rudi Mathematici, numero 89, giugno 2006. (In italiano.)

No, un “supercomputer” non ha superato il Test di Turing
di Paolo Attivissimo

(Dove si spiega il titolo.)

Aggiornamento 01/02/2015:

Sembra che il film abbia portato alla ribalta il problema della legge contro l’omosessualità che permise di condannare Turing (da Repubblica.it):

Le star alla Regina: “Non solo Turing, è ora di riabilitare 50 mila gay inglesi”
Appello dell’attore che interpreta il genio suicida “Riscattare le vittime delle vecchie leggi omofobe”
di ENRICO FRANCESCHINI

[ebook] Più per meno diviso

lunedì 15 dicembre 2014

Autore: Peppe Liberti
Titolo: Più per meno diviso
Editore: 40k Unofficial, collana Altramatematica
Altro: ISBN: 9788898001446, I ed. dicembre 2013, formato epub 2,06 MB, genere: saggio, argomento: matematica, prezzo: 1,99 €

Voto: 6/10

Dove si racconta la storia dei quattro simboli matematici più usati. Lo so che non è colpa di Liberti se il cammino per arrivare ad una nomenclatura condivisa è stato lungo e tortuoso, ma io mi sono un poco perso nel racconto.

Ad onor del vero anche oggi la situazione non è proprio rosea. Ricordo che per l’esame di Metodi matematici per la fisica (matematica al di sopra delle mie capacità) non riuscivo a capire nulla anche (non solo) per il fatto che la simbologia era ben lontana dall’essere unica. Libro che andavi, simboli che trovavi. Ancora oggi mi chiedo come sia riuscito a passare l’esame. (E sì, la fortuna c’entra, eccome!)

[ebook] Racconti matematici

domenica 14 dicembre 2014

Autore: Spartaco Mencaroni
Titolo: Racconti matematici
Editore: 40k Unofficial, collana Altramatematica
Altro: ISBN: 9788898001712, 1,99 €, formato epub 479 KB, genere: racconto breve, fantascienza, I ed. Aprile 2014

Voto: 8/10

Due brevi racconti in cui la matematica è una scusa. Nel primo racconto per riflettere sull’infinito della vita. Nel secondo per creare la giusta aria di paura e mistero.

Necessario per la comprensione: aver visto almeno una volta nella vita un limite di una funzione in un punto e aver visto almeno una volta un frattale. Comunque ci pensa Maurizio Codogno nelle appendici a darvi i giusti riferimenti.

Solo formato ebook.

[ebook] Matematica e infinito

sabato 6 dicembre 2014

Autore: Maurizio Codogno
Titolo: Matematica e infinito
Editore: 40k Unofficial, collana Altramatematica
Altro: ISBN: 9788898001354, prezzo: 1,99 €, p. 32, formato epub 1,3 MB, I ed. dicembre 2013, genere: saggio, argomento: matematica

Voto: 7/10

Devo confessare che non mi è stato facile leggerlo, pur avendo visto, da giovane, quasi tutti gli aspetti presentati. L’ho riletto tre volte, per piacere e per capire meglio. Per fortuna che è breve. Sicuramente la mia elasticità mentale si è persa nel tempo.

Il concetto di infinito in matematica non è banale e il tema lo si è affrontato con sistematicità giusto l’altro ieri, con Cantor. Ma i problemi che porta non sono finiti (scusate il gioco di parole) e il buon Maurizio ve ne darà un assaggio affrontando la sua storia e le sue applicazioni in fisica e informatica.

Una piccola avvertenza: i matematici sono gente strana. I termini di uso comune hanno un significato molto preciso in matematica. E per loro dimostrare l’esistenza di una cosa è più che sufficiente. Non sentono nessun bisogno di costruirla. Quindi Una palla a tre dimensioni Euclidee è equiscomponibile a due copie di se stessa. è una frase sensata, ma solo nel loro mondo.

A cosa serve

mercoledì 3 dicembre 2014

Da ilPost:

“Ma a cosa mi serve la matematica?”
di Douglas Corey – Docente di matematica presso la Brigham Young University, Provo, Utah (Stati Uniti)
Un professore americano risponde alla domanda che tutti i professori di matematica si sentono fare ogni anno (e non solo quelli di matematica)

È lungo, ma va studiato bene. Al posto di matematica ci potete mettere qualsiasi materia e qualsiasi attività intellettuale umana. Risponde anche al perché andiamo sullo spazio e al perché studiamo letteratura antica.