Posts Tagged ‘matematica’

A cosa serve

mercoledì 3 dicembre 2014

Da ilPost:

“Ma a cosa mi serve la matematica?”
di Douglas Corey – Docente di matematica presso la Brigham Young University, Provo, Utah (Stati Uniti)
Un professore americano risponde alla domanda che tutti i professori di matematica si sentono fare ogni anno (e non solo quelli di matematica)

È lungo, ma va studiato bene. Al posto di matematica ci potete mettere qualsiasi materia e qualsiasi attività intellettuale umana. Risponde anche al perché andiamo sullo spazio e al perché studiamo letteratura antica.

[ebook] Di 28 ce n’è 1

lunedì 24 novembre 2014

Autori: Rudi Mathematici
Titolo: Di 28 ce n’è 1
Editore: 40k Unofficial, collana Altramatematica
Altro: ISBN: 9788898001835; 1,99 €; 1,88 MB; p. 47; genere: saggio di matematica

Voto: 8/10

E una volta fece anche 30!

Ovvero: tutto quello che avreste voluto sapere sui calendari e non avete mai osato chiedere.

(Devo dire che molte delle pagine lette mi hanno dato una sensazione di dejà vu. Ma io sono un lettore abituale della loro e-zine e quindi non faccio testo.)

Solo versione ebook, ovviamente.

[ebook] Un punto fermo

mercoledì 19 novembre 2014

Autore: Roberto Zanasi
Titolo: Un punto fermo
Editore: 40k Unofficial, collana Altramatematica
Altro: ISBN: 9788898001552; 1,99 €; 801,5 KB; p. 38; genere: saggio di matematica

Voto: 8/10

Dove in poche pagine Roberto Zanasi ci dimostra quattro teoremi matematici, facendolo nel migliore dei modi possibili: con un dialogo. Poche formule e tanta testa.

Io vorrei tornare al liceo solo per avere lui come insegnante di matematica, pur avendo avuto un bravo professore anch’io.

Con piccola sorpresa finale.

Solo versione ebook.

[libro] Matematica in pausa caffè – spigolature

sabato 15 novembre 2014

Autore: Maurizio Codogno
Titolo: Matematica in pausa caffè
Editore: Codice Edizioni
Altro: pag. xii+158; 13,00 €; ISBN 9788875784546

Voto: Non l’ho letto, ma già parte da 7.

Questa mattina sono andato alla presentazione di questo libro presso il Castello Sforzesco di Milano, nell’ambito della manifestazione Book City Milano 2014. Ora. Forse qualcuno sta cercando di uccidere l’autore (e anche quello dopo di lui) o i suoi fedelissimi lettori. Non so. Fatto sta che oggi a Milano diluviava. Il diluvio è iniziato questa mattina e sta ancora continuando mentre scrivo. Acqua ovunque. C’erano anche gradevoli folate di vento e non ci siamo fatti mancare nemmeno lampi e tuoni. Una specie di girone dantesco. Gli organizzatori di Book City hanno pensato bene di presentare alcuni libri all’aperto. Sotto un porticato, ok, ma pur sempre all’aperto. Il bar del Castello Sforzesco altro non è che un bar provvisorio sotto un porticato. Ho già detto porticato? Allora manca un altro dato importante: è novembre. Ma alle 11 di questa mattina, Maurizio Codogno era sul posto.

Bene. .mau. (questo il suo nome sul web) dice di avere 21 lettori. Non è vero. Questa mattina al freddo e all’umido eravamo una quarantina. Forse qualcuno di più. Una quarantina a sentirlo parlare di matematica, argomento che di solito non trascina folle. Più che matematica in senso stretto – non aveva lavagna e gessetto e non ci ha fornito dimostrazioni di teoremi ed equazioni – si può dire aneddoti e curiosità legate alla matematica. E qui una sorpresa: .mau., pur essendo laureato in matematica , ci ha messo a nostro agio dicendo che lui ha iniziato a capire qualcosa di matematica molto tempo dopo la laurea. In che senso? ci chiedevamo tutti. Nel senso che la matematica ha dietro un modo di vedere le cose che ci permette di capire il mondo che ci circonda. Ci ha illustrato perché le code alle casse di fianco sono sempre più veloci, e la particolarità del foglio A4. Ha parlato di traffico e di elezioni e tante altre curiosità. Ci ha raccontato che la matematica è fatta di uomini molto pigri ma molto precisi, e quindi bisogna stare molto attenti ai termini che si usano. Ha cercato di convincerci che il formalismo matematico, pur essendo importante ed essenziale, non è sufficiente a capire lo spirito della materia e che lo spirito è comprensibile anche da chi non sa il formalismo matematico. Ci ha confermato che questo spirito di solito non viene insegnato a scuola.

Se lo scopo della presentazione e del libro era di trasmetterci un poco di spirito matematico, allora questa mattina Maurizio l’ha raggiunto.

Il tomo è scontato, nel formato cartaceo, fino a fine novembre. (Peccato che la libreria temporanea all’interno del Castello non lo sapesse.)

Prime donne

giovedì 16 ottobre 2014

Nell’ultimo ultimo numero di Rudi Mathematici (Ottobre 2014, n. 189) apprendo la notizia che la prima donna laureata è italiana, la veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. Si laureò in filosofia all’Università di Padova nel 1678. Quasi cento anni dopo abbiamo anche la prima donna accademica, la bolognese Laura Maria Catarina Bassi. Ebbe la Cattedra di Fisica Sperimentale all’Università di Bologna nell’anno 1776.

Da allora è stata fatta tanta strada, ma siamo ben lontani dal traguardo: non considerare eccezionale l’eccellenza intellettuale femminile. Sempre i Rudi, nel numero sopra citato, ci raccontano le follie accadute nella stampa occidentale e iraniana con la medaglia Fields vinta dalla Mirzakhani.

Medaglia, medaglia!

lunedì 25 agosto 2014

I papà riversano sempre grandi aspettative sui figli, specie se valutano i loro obiettivi raggiunti come modesti. Io, per dare esempio della mia mediocrità, aspiro per Lacomizietta un Premio Nobel. O un Premio Oscar. O una Medaglia Fields. Ad oggi quest’ultima medaglia appare la più improbabile, perché Lacomizietta cancella con metodicità scientifica ogni concetto matematico subito dopo il suo utilizzo per l’esercizio di scuola da svolgere. La sua procedura è questa:

Compito a casa: Fare 6 divisioni.

Fase 1) Lamentarsi per due ore che “è difficile, non ci riesco, mi annoio, non serve a nulla, non lo voglio fare, ho mal di mutande, mi fanno male i capelli, mi scappa la cacca, mi viene da piangere, la maestra è cattiva, non mi vuoi bene, nessuno mi ama.” Lamentarsi con il Papi è più bello.

Fase 2) Impara a fare le divisioni in 5 secondi netti. In 3 minuti esegue tutti i compiti sulle divisioni, facendoli tutti giusti al primo colpo.

Fase 2a) Mi prende per il beep: Papi, questa cosa non me lo potevi spiegare così bene come hai fatto ora? Il Papi è due ore che spiega così bene come ha fatto ora. Ma è un dettaglio.

Fase 2b) Mi prende per il beep: Sembrava morire dalla sofferenza e ora canticchia serena mentre fa i compiti.

Fase 3) Dimentica, cancella, rimuove, elimina dal cervello, tutto quanto ha imparato e va a giocare.

La volta successiva si inizia dalla fase 1. A scuola, non avendo nessuno su cui applicare la Fase 1, questa viene saltata e il compito in classe viene eseguito correttamente.

Io spero che papà Mirzakhani non abbia sofferto così tanto. In ogni caso immagino che oggi sia molto fiero di sua figlia.

Da ilPost:
La prima donna a vincere una medaglia Fields
Si chiama Maryam Mirzakhani ed è una scienziata iraniana: ha vinto il premio considerato l’equivalente del Nobel per la matematica

Nota: Chiedo scusa per il ritardo della segnalazione, ma la notizia è uscita mentre ero in vacanza.

Amore e matematica

sabato 12 luglio 2014

Popinga, vuoi dirmi che dovrei ripassare anche i manuali di matematica per rifarmi una vita sentimentale?

Le storie d’amore come sistemi dinamici

Cioè dopo letteratura, filosofia e psicologia ora anche matematica? (che forse è più facile di tutto il resto…)

Senza numeri

mercoledì 23 ottobre 2013

Affascinante (da IlPost):

La lingua senza numeri
Una popolazione amazzonica di poche centinaia di persone sembra essere l’unica al mondo a non avere gli strumenti per contare

(Materiale per un racconto di fantascienza. Sempre che non sia già stato scritto.)

[libro] L’ultimo teorema

lunedì 22 luglio 2013

Autori: Arthur C. Clarke, Frederik Phol
Titolo: L’ultimo teorema (The Last Theorem)
Editore: Mondadori, Urania
Altro: anno 2012, p. 308, 4,90 €, Traduzione: Flora Staglianò

Voto: 6/10

Mi è difficile valutare questo libro. Il romanzo mi è piaciuto e sono arrivato fino alla fine senza intoppi, però devo ammettere che la storia manca di consistenza. Ci sono narrazioni che non si intrecciano e sembrano indipendenti le une dalle altre; il finale sembra tagliato improvvisamente e la cosa è verosimile visto che questa è l’ultima opera di Clarke prima di morire. Forse Phol non se l’è sentita di concluderlo o armonizzarlo da solo, anche perché non è più un giovincello.

E’ difficile spiegare queste sensazioni senza divulgare la trama. Mi limiterò al minimo indispensabile: la storia è ambientata nello Sri Lanka e Ranjit Subramanian è un giovane tamil appassionato di matematica e iscritto all’università di Colombo. La sua ossessione è la dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat, teorema già dimostrato nel 1995 da Andrew J. Wiles, ma che non soddisfa il giovane Ranjit per via della sua complessità (la dimostrazione, in effetti, è un bel tomo comprensibile solo a pochi adepti). Ovviamente Ranjit troverà una dimostrazione alternativa e molto più semplice di quella di Wiles e questo gli darà fama e gloria, anche senza aver terminato gli studi universitari. Nel frattempo, i Grandi Galattici, alieni misteriosi e presuntosi, dopo aver visto l’umanità alle prese con l’energia atomica e vista la propensione ad uccidersi da sola per via della sua violenza decide di cancellare la Terra dalla faccia dell’universo. Ma loro non si sporcano le mani e mandano altre specie aliene come sicari. Quando i sicari saranno ad un passo dal nostro sterminio… Ecco, succederanno cose, ma l’ultimo teorema di Fermat non avrà nessun ruolo, e, a dire il vero, nemmeno Ranjit (semmai sua figlia Natasha). Incastrati in questi eventi ci sono altre (dis)avventure di Ranjit, anche queste del tutto aliene dagli alieni (perdonatemi…) se non nelle ultimissime pagine.

Nel frattempo si parla di ascensori spaziali (idea cara a Clarke), di alieni strani (Clarke – Phol), di politica planetaria, di pace, di religione e anche un poco di sesso, in modo molto semplice e ingenuo.

Lo consiglio solo se siete appassioni di fantascienza e/o dei due autori. Altrimenti lasciate perdere.

Buona lettura.

Perché studiare matematica

martedì 23 ottobre 2012

.mau. ci ricorda che se A implica B il contrario potrebbe non essere vero.

Grandi rischi, piccole logiche

Aggiornamento: Una visione non matematica del processo, da Scienza in rete:

I tanti errori sul terremoto dell’Aquila