Posts Tagged ‘numeri’

Senza numeri

mercoledì 23 ottobre 2013

Affascinante (da IlPost):

La lingua senza numeri
Una popolazione amazzonica di poche centinaia di persone sembra essere l’unica al mondo a non avere gli strumenti per contare

(Materiale per un racconto di fantascienza. Sempre che non sia già stato scritto.)

Amore infinito

giovedì 9 settembre 2010

Figlia: Papi, ti voglio bene tantissimo, più [del numero] degli atomi.
Papi: Anche io ti voglio bene tantissimo.
F: Io più dell’Universo. Ma ci sono gli atomi alla fine [confine] dell’Universo?
P: Sì, ci sono.
F: Ti voglio bene come i numeri, che sono infiniti; io di più, oltre l’infinito.
P: Una potenza del continuo
F: Sì, [il mio amore] continua, continua…

Domande /6

venerdì 14 maggio 2010

[Nota: La rubrica passa da “domande esistenziali” a “domande” per rispecchiare meglio la visione a 365 gradi (366 negli anni bisestili) de Lacomizietta.]

Papi, come sono nati i numeri?

Papi, i numeri sono finiti!

mercoledì 27 maggio 2009

Qualche giorno fa Lacomizietta mi comunica che i numeri sono finiti. Nel senso che ad un certo punto finiscono. Ad un timido cenno del genitore Papi che forse la cosa non è proprio così, sono stato duramente redarguito: “Me l’ha detto Giorgia! Giorgia li sa i numeri e lei ha detto che poi finiscono! Sei tu che non hai studiato! Sei ancora piccolo.” Eccetera. Inutile insistere.

L’argomento è stato ripreso in varie fasi e occasioni, nel tentativo di mostrare che in effetti si può sempre aggiungere un oggetto a quelli che si ha e continuare a contarli senza problemi. Abbiamo contato all’uopo una discreta quantità di oggetti, finiti i quali, però, Lacomizietta ritornava all’attacco: “Vedi Papi? Ora i numeri sono finiti.” “No, Comizietta mia, possiamo immaginare di aggiungere ancora un oggetto e possiamo ancora continuare a contare.” “Ok, ma poi i numeri finiscono.”

Ieri sera, sotto la doccia, ho avuto l’illuminazione. Lacomizietta ha ragione: in Fisica i numeri “sono finiti”, nel senso che le grandezze che si misurano sono sempre finite, per quanto grandi siano. Il suo “finire i numeri” in realtà significa che l’insieme da numerare di esempio, preso in prestito dal mondo fisico, è finito. Infatti diceva che 10 era l’ultimo numero della conta dei cubetti, quando lei sa contare fino a 30 e aveva altri cubetti davanti a lei. Palesemente né i numeri, né i cubetti erano finiti, ma il suo insieme di riferimento sì.

Stamattina riprendo l’argomento per dirle che avevo capito cosa voleva dire, ma lei mi interrompe subito: “Sai, Papi, mi sa che hai ragione tu sui numeri.” Giusto per far capire che ho sicuramente sempre ragione (ancora per poco), ma che non può confessarlo troppo in fretta. Continuo. Le spiego che un conto sono le cose che si contano, che quelle finiscono, e un conto sono i numeri, che per quelli c’è sempre un modo per continuare a chiamarli e contare. Che forse Giorgia si riferiva al fatto che gli oggetti che contava erano finiti o che Giorgia non sapeva contare oltre un certo numero. E lei: “Sì, Papi, è così. Uno conta le cose e poi finiscono! E quindi finiscono i numeri!”  Non posso certo pretendere che a quattro anni il concetto di infinito numerabile sia comprensibile, visto che uno dei geni della matematica ha messo qualche punto fisso giusto l’altro ieri. Però rispiegando la cosa per l’ennesima volta, con altri esempi, ho visto neuroni muoversi. Lei dice di aver capito, ora. Spero che tutta questa fatica mi porti ad avere una figlia futuro premio Nobel o con una medaglia Fields. O comunque felice. ;-)

Nota: io e mia moglie ci siamo divisi i campi di intervento, nelle spiegazioni filiali: lei medicina, sesso, religione, filosofia e letteratura. Io fisica, matematica, politica, chimica, informatica e tecnologia varia. Mia moglie dice che io ho la parte più difficile. Che spiegare l’esistenza di Buttiglione in politica mi costerà molta fatica. E che l’antimateria non esiste. Io per ora sono sereno. Confido nel fatto che fra una decina d’anni Buttiglione non sia più in politica. L’antimateria sarà una passeggiata.