Posts Tagged ‘omosessualità’

La violenza domestica nelle coppie gay

mercoledì 20 aprile 2016

Da ilPost:

La violenza domestica nelle coppie gay
Esiste, e l’idea che riguardi solo le coppie eterosessuali ci ha resi impreparati ad affrontarla

Alternativa di coppia

mercoledì 22 aprile 2015

Mentre in politica e in società discettiamo sul fatto se sia giusto o meno il matrimonio omosessuale o se le coppie omosessuali possano o meno avere il diritto di una prole, il mondo reale va per conto suo e i giudici, a volte, sono costretti a stiracchiare le leggi che hanno per adeguare le idee (=le leggi) alla realtà.

Primo caso da repubblica.it:

Coppie omosessuali, i figli hanno diritto di frequentare l’ex compagna della madre anche dopo la separazione
Sentenza senza precedenti del tribunale di Palermo che ha adottato la decisione prendendo come riferimento la tutela degli affetti dei bambini. Gli incontri secondo un calendario stabilito

Qui apprendiamo tre fatti (non idee che si vorrebbe che fossero ma non sono):
1) le coppie omosessuali sono come le altre: a volte scoppiano.
2) le coppie omosessuali hanno figli, con buona pace di chi vorrebbe non succedesse mai.
3) i figli delle coppie omosessuali che si sciolgono hanno gli stessi diritti degli altri.

Secondo caso da ilfattoquotidiano:

Nozze gay, la Cassazione: “Cambiò sesso, ma matrimonio ancora valido”
Dopo una battaglia di 6 anni la Suprema Corte riconosce che i diritti di una coppia emiliana devono rimanere gli stessi: “Ancora non ci credo. Spero sia l’inizio di un futuro radioso per i diritti civili”
di David Marceddu

Qui apprendiamo due fatti (non idee che si vorrebbe che fossero ma non sono):
1) il matrimonio omosessuale, in Italia negato dalla legge fino ad oggi, rientra dalla finestra quando uno dei due cambia sesso. Caso raro, ma non impossibile, a quanto sembra.
2) la coppia si è sposata in chiesa, quindi era cattolica. È vero che la religione non deve seguire necessariamente un percorso democratico o di massimo consenso, ma è anche vero che irrigidirsi troppo su alcune posizioni rischia di estinguere la comunità stessa o portarla verso posizioni antisociali (v. estremismo islamico.) Se si vuole evitare questa sciagura una qualche idea bisognerebbe farsela venire.

A questo proposito è interessante leggere lo stesso fatto descritto dall’Avvenire:

Il marito diventa donna: matrimonio valido

in cui si legge, per ben due volte:

[…] non un matrimonio tra persone dello stesso sesso, che nella nostra legislazione sarebbe anticostituzionale e illegale […]

[…] Quindi la Consulta invitava il legislatore a trovare soluzioni diverse dal matrimonio (“nel quale secondo Costituzione e Codice civile i coniugi devono essere di sesso diverso”) […]

Cosa che la Cassazione si guarda bene dal dire, tanto che poi dovrebbe giustificare la decisione della Corte Costituzionale sullo stesso caso:

[…] La Consulta nel giugno del 2014 ha dichiarato anticostituzionale la norma che automaticamente scioglie il matrimonio in caso di cambio di sesso, qualora i due non intendano interrompere la vita di coppia. […]

Infatti ilfattoquotidiano.it riporta la decisione della Cassazione in maniera diametralmente opposta:

[…] posto che in Italia il matrimonio è al momento quello tra uomo e donna (non lo prescrive la Costituzione, precisano i giudici, ma “solo” il Codice civile che è modificabile con legge ordinaria) […]

Una breve ricerca in rete ci conferma che il matrimonio omosessuale NON è anticostituzionale:

http://www.treccani.it/enciclopedia/il-matrimonio-tra-persone-di-orientamento-omosessuale_%28Il_Libro_dell%27anno_del_Diritto%29/

O in modo più chiaro:

http://www.leggioggi.it/2011/05/24/la-costituzione-italiana-vieta-davvero-il-matrimonio-omosessuale/

Tutto questo comizio per dire una cosa molto semplice: la vita di coppia è alla base della nostra società. Se la legge non riesce a regolare le nuove forme di coppia, non saranno queste ultime a soccombere. Sarà la legge o, nei casi peggiori, la società. L’adeguamento legislativo non potrà seguire idee astratte, basate su assunti filosofici o religiosi. Dovrà tenere conto delle realtà di fatto. Di quello che succede qui ed ora.

Due papà e tre gemelli

giovedì 26 marzo 2015

Da ilPost:

La storia della coppia gay con tre gemelli, alle “Invasioni Barbariche”
Mirco Soffritti e Patric Walton hanno raccontato del loro rapporto con la madre surrogata dei loro figli, dei costi della procedura, e della vita da genitori

È una intervista lunga, ma molto interessante. Dice alcune cose importanti che possono essere così riassunte:

1) la coppia è arrivata alla soluzione della madre surrogata in quanto l’adozione era molto più difficile. Nel loro caso impossibile.

2) il percorso per trovare la donna portatrice dei figli non è banale, né facile, negli USA. Chi accusa queste donne di farlo per soldi sbaglia di grosso. Per quanto riguarda la coppia omosessuale non spende molto di più di una adozione internazionale.

3) i nonni hanno preso molto bene la cosa. Erano più interessati al benessere dei figli e dei nipoti che alle questioni di teoria etica.

4) la madre naturale non sparisce dalla vita dei figli e della coppia omoessuale. Non è solo uno strumento per avere figli. Entra a far parte de facto nella famiglia.

5) hanno glissato alla grande la polemica di D&G. Bravi.

Matrimoni ottocenteschi

sabato 21 marzo 2015

Da ilPost:

Storia di una coppia lesbica a inizio Ottocento
di Sarah Kaplan – Washington Post
Charity Bryant e Sylvia Drake convissero per oltre quarant’anni, praticamente da sposate, racconta una storica americana: per dire che no, non è una cosa mai vista

[film] The imitation game

venerdì 2 gennaio 2015

Titolo: The imitation game
Regia: Morten Tyldum
Soggetto: Andrew Hodges
Sceneggiatura: Graham Moore
Scenografia: Maria Djurkovic
Costumi: Sammy Sheldon
Altro: basato sulla biografia di Andrew Hodeges – Alan Turing. Storia di un enigma – Bollati Boringhieri, anno 2014, Stati Uniti – UK, 113 minuti, genere: biografia, storico, Miglior Film al Toronto International Film Festival e molte nomination ad altri premi, Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi.

Attori:
Benedict Cumberbatch: Alan Turing
Keira Knightley: Joan Clarke

(Dati tratti da wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 7/10

Il film è veramente bello, gli attori bravi, la storia coinvolge, anche se si sa chi era Alan Turing e cosa ha fatto, almeno a grandi linee. Però, pur basandosi su fatti reali, il film non può considerarsi una biografia fedele di Turing. Aggiunge del dramma che non ci fu – l’avversione dei militari a Turing, la sua depressione – e in alcuni casi risulta ridicolo, come il suo colloquio di assunzione da parte del comandante Denniston. Per quel che ho potuto vedere dopo una breve ricerca superficiale, le differenze fra realtà e fantasia sono sostanziali. Spero che il libro da cui è tratto – già inserito nella lista dei desideri preso in biblioteca – sia più fedele alla realtà.

Due parole su Turing, i fatti veri mantenuti anche nel film e che non rovinano la visione. Turing è stato un matematico, logico e crittografo britannico, fra i padri fondatori dell’informatica moderna. Fu veramente reclutato dai militari britannici per decifrare i messaggi in codice dei nazisti e il suo contributo fu sostanziale per la riuscita dell’impresa, contribuendo alla vittoria degli Alleati. Le scoperte relative alla decrittazione di Enigma rimasero segrete fino alla fine degli anni ’70 e furono rese completamente pubbliche nel 2000. Era omosessuale e al tempo, nel Regno Unito, la cosa era considerata illegale. Quando fu scoperto, nel 1952, fu costretto alla castrazione chimica e due anni dopo morì, forse suicida.

–ATTENZIONE SPOILER–
Ora, chi non vuole sapere altri dettagli del film, può fermarsi qui. Da qui in poi segnalerò le maggiori differenze fra finzione e realtà.

Il film calca molto la mano sulla persecuzione omofobica e anti-nerd dei militari e sulla sua depressione (inesistente) a seguito della condanna per omofobia. In realtà Turing non era sociopatico, almeno non come è disegnato nel film, ed ebbe il pieno appoggio dei militari. Il vero Comandante Denniston, che nel film fa la parte del cattivo, era lui stesso un crittografo e scrisse lui a Churchill (e non Turing come nel film) per continuare l’ambizioso progetto di decodifica iniziato dai polacchi. Il reclutamento di Turing da parte di Denniston è inverosimile e ridicolo. Non è vero che non vi furono risultati fino all’invenzione della macchina di Turing. La macchina che nel film decritterà i messaggi dei nazisti era già esistente quando Turing entrò nel gruppo di lavoro e aveva dato i suoi risultati. Era stato costruita dai polacchi (Marian Rejewski et al.) nel 1938 e si chiamava Bomba. Turing non costruì la nuova versione, ma diede la basi teoriche a Max Newman che costrui Colossus, quello che nel film viene chiamata Christopher. Colossus si rese necessario sia perché era molto più efficiente e veloce nella decodifica, sia perché dopo l’invenzione di Bomba i tedeschi capirono di essere decodificati e usarono una versione migliorata di Enigma, la Lorenz SZ40/42, rendendo meno efficiente Bomba. Questo spiega perché nel film Turing propone di non usare subito le informazioni decrittate dei tedeschi. Se il nemico avesse sospettato di essere decodificato avrebbe migliorato ancora la macchina rendendo inutili gli sforzi fatti.

Nel film di vede correre Turing. Un allusione al fatto che Turing fu anche un discreto sportivo e un maratoneta.

Sulla morte di Turing la versione ufficiale parla di suicidio, ma le indagini furono condotte in modo superficiale e la madre e gli amici furono convinti di una morte accidentale. (I complottisti, che non mancano mai in questi casi, ipotizzarono un omicidio di Stato, visti i segreti che Turing conservava e la condizione di omosessuale, che allora equivaleva ad essere antisociale.) Turing morì per ingestione di cianuro di potassio. La mela morsicata che gli fu trovata in casa, e che si suppone lo abbia avvelenato, non fu analizzata. Turing usava abitualmente cianuro di potassio e non è improbabile una assunzione accidentale (il cianuro di potassio è letale anche per inalazione). Turing, contrariamente da quanto raccontato nel film, non ebbe segni di depressione durante la terapia ormonale imposta a causa della sua condanna per omosessualità. Continuò a lavorare e ad avere progetti per il futuro. Quando morì la terapia era conclusa da un anno. Non fu trovata nessuna lettera di addio.

Le leggi omofobiche del Regno Unito di quegli anni non hanno certo agevolato la vita di Turing ed oggi sono sicuramente da condannare, ma bisogna dare atto agli inglesi che hanno saputo evolversi molto più velocemente di noi. (Qualcuno ricorda Galileo? E il matrimonio fra omosessuali chi l’ha visto da queste parti?) Nel 2009 il primo ministro Gordon Brown chiese pubblicamente scusa a Turing e indirettamente a tutti i perseguitati dalle leggi omofobiche dell’epoca. Nel 2013 la Regina Elisabetta II diede la grazia postuma a Turing riabilitandolo completamente.

In suo onore nel 1966 è stato istituito il Premio Turing, “assegnato annualmente dalla Association for Computing Machinery (ACM), ad una personalità che eccelle per i contributi di natura tecnica offerti alla comunità informatica, in particolare per progressi che siano duraturi e di elevata importanza tecnica.” (wikipedia, ovviamente) L’unico italiano della lista, Silvio Micali, non lavora in Italia. Da noi abbiamo il Silvio sbagliato, accidenti!

Se siete interessati alla vita di Turing, oltre alla solita wikipedia, la cui versione inglese è molto meglio curata di quella italiana, segnalo anche:

A Poor Imitation of Alan Turing
di Christian Caryl

(In inglese, dove si segnalano le maggiori differenze fra film e realtà. Via Punto Informatico.)

Il compleanno di Turing dei Rudi Mathematici, numero 89, giugno 2006. (In italiano.)

No, un “supercomputer” non ha superato il Test di Turing
di Paolo Attivissimo

(Dove si spiega il titolo.)

Aggiornamento 01/02/2015:

Sembra che il film abbia portato alla ribalta il problema della legge contro l’omosessualità che permise di condannare Turing (da Repubblica.it):

Le star alla Regina: “Non solo Turing, è ora di riabilitare 50 mila gay inglesi”
Appello dell’attore che interpreta il genio suicida “Riscattare le vittime delle vecchie leggi omofobe”
di ENRICO FRANCESCHINI

Coming out

martedì 3 luglio 2012

Visto che va di moda dire che si è omosessuali, io volevo comunicare al mondo che sono eterosessuale. Non sono una star, però forse interessa a qualcuno dei miei lettori.

Poi però Smeriglia pubblica un pezzo magistrale sul tema. E allora ve lo segnalo, che la sua lettura fa bene ai neuroni.

Questa sconosciuta

mercoledì 27 aprile 2011

La Costituzione, intendo.
Non che io sia un costituzionalista, ma almeno un paio di volte nella vita la Costituzione l’ho letta. Non l’ho certo capita tutta, ma alcune cose sono proprio chiarissime. Non ci si può sbagliare. Però mi sento solo, perché non ho ancora letto questo commento:

Nella Costituzione non c’è scritto che il matrimonio debba essere eterosessuale. Quindi, caro Giovanardi, la pubblicità Ikea offenderà certo qualcuno, ma non la Costituzione.

Nel 1945-46 c’erano ancora uomini che sapevano guardare al di là del quarto d’ora prossimo venturo.

Larghe vedute

giovedì 8 ottobre 2009

Figlia: Papi, lo sai che anche le femmine possono baciarsi per bocca e sposarsi?
Papi: Intendi sposarsi fa di loro?
Figlia: Sì.
Papi: E anche i maschi possono baciarsi per bocca fra di loro e sposarsi?
Figlia: Certamente!
Papi: Ma chi ti ha detto queste cose? Ne hai parlato con qualcuno?
Figlia: No, Papi. Le so io, da sola.
Papi: Sai che ti dico? Anch’io e la Mami la pensiamo come te!

[Il Papi e la Mami assicurano che non hanno mai suggerito simili tesi alle Figlia.]

Milk (film)

venerdì 20 marzo 2009

Titolo originale: Milk
Paese: USA
Anno: 2008
Durata: 128 min
Genere: drammatico, biografico
Regia: Gus Van Sant
Sceneggiatura: Dustin Lance Black

Interpreti e personaggi:
Sean Penn: Harvey Milk
Josh Brolin: Dan White

Voto personale: 7/10

Nonostante la storia sia nota (letta spudoratamente prima della visione del film su wikipedia) il film si segue volentieri e il dramma si vive con intensità. Forse un po’ troppo gay, se mi fate passare questa espressione, che non vuol dire niente fino a quando non vedete il film. Manca un pezzo importante della vita di Milk come l’arruolamento in Marina e la laurea in Matematica e chissà quanti altri particolari, ma forse la cosa non interessava agli autori del film, interessati a testimoniare solo la sua lotta politica.

Da segnalare l’attore Sean Penn, davvero bravo, e una cosa che mi ha stupito non poco: l’omosessualità femminile sembra, nel film, la cenerentola delle cenerentole, come quasi inesistente o comunque fuori dal movimento omosessuale dominante, tutto maschile. Infatti Milk, con l’introduzione di Anne Kronenberg nel suo staff, stupisce tutti i suoi compagni del movimento.

Il dibattito con la moglie invece è stato su quanto siano state utili quelle battaglie per i diritti omosessuali. Io penso che allora le battaglie fossero utili per smuovere la situazione, ma che oggi sarebbero (sono, come il Gay Pride) assolutamente inutili. Molto più incisivo, oggi, introdurre nella vita normale la propria condizione omosessuale. Del resto è quello che suggerisce anche Milk ai suoi: “dite ai vostri familiari che siete gay”. Mia moglie, invece, pensa che anche allora quella strategia, da sola, senza manifestazioni e proteste, avrebbe avuto lo stesso effetto: rendere i diritti omosessuali normali e imprescindibili.

Se è impossibile scrivere la storia con i se, è possibile vedere cosa succede oggi in un campo analogo: essere genitori omosessuali. Non ci sono state manifestazioni e lotte con la polizia, e la Chiesa Cattolica, altre religioni e molti politici sono contrari a riconoscere nell’unione omosessuale una vera e propria famiglia, ma presto la cosa non potrà più essere ignorata. Molti paesi si stanno muovendo per riconoscere questo nuovo tipo di famiglia, già esistente di fatto. Da noi, forse (speriamo!), è solo questione di aspettare un poco di più. Vedremo.