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[ebook] Open source, software libero e altre libertà

martedì 4 agosto 2020

Autore: Carlo Piana
Titolo: Open source, software libero e altre libertà
Editore: Ledizioni
Altro: ISBN 9788867057672; 919KB; I ed. 2018; formato epub; prefazione di Roberto Di Cosmo; postfazione di Simone Aliprandi; 6,99€

Voto: 7/10

Ebook molto interessante sulla nascita del copyright e la sua deriva odierna, il tutto visto da un punto di vista legale.

Mentre fino a circa il 1700 la questione del diritto d’autore, i brevetti e cose analoghe non esistevano, con la nascita della società industriale e con la maggiore facilità di replicare le opere scritte (e non solo) nasce l’esigenza di censurare, pardon, controllare la produzione culturale. Si inizia in Inghilterra con lo Statuto di Anna del 1710 e si arriva al delirio odierno, dove studi di avvocati sono incaricati di fare guerre legali incentrate sull’uso di brevetti.

Se da un lato pare ragionevole remunerare chi produce cultura (in senso lato), dall’altro è evidente che la cultura non si crea attraverso limitazioni ma attraverso la condivisione libera e, perché no, anche attraverso la semplice copia. Il punto di equilibrio è, oggi, molto difficile.

I primi a capire che il copyright poteva strozzare l’innovazione sono stati gli informatici, sono stati loro a creare le prime licenze che consentono la libera circolazione del software. Il più famoso assertore di questa necessità fu (ed è) Richard Stallman e la sua Free Software Foundation, ma oggi Carlo Piana ci presenta una vera e propria foresta di organismi e licenze che incarnano la necessità di rendere libera la cultura. Ne viene fuori un ginepraio difficilmente districabile. Le varie licenze sono a fatica recepite e rese effettive dai vari ordinamenti statali, ma qualcosa si muove.

Se le cose a un certo punto vi paiono difficili, non è colpa dell’autore. È proprio il tema che è astruso, tanto che fanno fatica a districarsi anche gli esperti.

Personalmente trovo assurde molte cose relative al copyright, ai brevetti e alle cose in cloud (si parla anche di cloud nel libro), ma le mie opinioni le lascerò per un altro comizio.

Buona lettura!

Etnografia dei social media

lunedì 27 dicembre 2010

Da Punto Informatico:

Open non è free, pubblicato non è pubblico
di Ippolita (www.ippolita.net) – Creatività inscatolata o crowdsourcing di massa al servizio del marketing? Libertà di esprimersi o auto-delazione compulsiva? Introduzione ad una analisi critica dei social media

Un estratto:
“La produzione industriale del nulla sotto vuoto spinto doveva crescere, a costo zero e con profitti favolosi per i soliti noti, ma come? […] Ed ecco palesarsi la soluzione a tutti i problemi: riversare online i contenuti degli utenti.”
[…]
“Ma pur essendo immersi in questo mondo tecnologico, vorremmo cercare di prenderne le distanze, per scrivere una sorta di etnografia dei social media. Non di come funzionano (ci sono how-to e manuali per quello), ma del perché siamo in questa situazione e di come influenzarla, iniettando eterogeneità, caos, germi di autonomia. […]
Qualcuno ha qualche idea? Noi qualcuna sì, fateci sapere!”

Da leggere dopo l’articolo di Schneier.

Opere aperte

lunedì 6 settembre 2010

Ok, non si diventa ricchi, ma si possono fare cose interessanti, senza editori in conflitto di interessi:

Da Punto Informatico:

MusOpen, se Beethoven è open source
Si cercano fondi. Le donazioni servirebbero per assoldare orchestre per effettuare registrazioni digitali da far circolare in Rete. EFF consiglia prudenza sulla musica classica
di Mauro Vecchio

Interviste/ Come nasce un libro Open Source?
Un manuale di algebra per le scuole superiori, realizzato dai docenti e dagli studenti e rilasciato con licenza CC. Si chiama Matematica C3. Ne parla il fondatore del progetto
a cura di Patrizia Bisaccia