Posts Tagged ‘paura’

Paura, terrore, raccapriccio

venerdì 26 ottobre 2012

Come forse qualcuno di voi sa, sono arrivati sul mercato dei vaccini difettosi che inducono effetti collaterali maggiori degli standard attuali. Sono stati ritirati, ma qualcuno ha fatto in tempo a iniettarseli. Non ho notizia di morti per vaccini difettosi.

NON SONO UN MEDICO, sia chiaro. Scrivo seguendo un minimo di buon senso. Ma seminare un poco si paura non fa mai male (da Repubblica):

“Io, vaccinata prima dello stop ho febbre e dolori ovunque”
Lina Agostini ha fatto l’antinfluenzale messo al bando. Gola e vene gonfie, collo rigido e un gran mal di testa: ho tutti gli effetti collaterali, ma il ministero non ha detto cosa fare e i medici non sanno come curarmi
di ELSA VINCI

[…]
Al ministero le hanno risposto, ha ricevuto indicazioni, un aiuto?
“No. Quindi ho chiamato il medico curante, la dottoressa era preoccupatissima: “Venga subito che la visito”, mi ha ordinato. Ma una volta lì, misurata la pressione, non sapeva che fare o meglio che darmi perché il ministero non lo ha detto. Il giorno prima aveva vaccinato sette pazienti, anche bambini. Era avvilita”.
[…]
Non le ha potuto dare alcun farmaco?
“No, come faceva? Si preoccupava per il cuore. Mi ha prescritto una serie di esami, soprattutto sulla coagulazione del sangue. Li farò domani, oggi sto troppo male. Ho brividi, pruriti dappertutto. La dottoressa mi ha spedita in ospedale ma io non ci sono andata. Magari muoio di vaccino“.

Almeno non lo ha pagato.
In Italia si muore gratis“.
———–

Ricapitoliamo. La signora si inietta un vaccino difettoso. Sta male. Va dal medico. Il medico impreca perché non gli hanno dato indicazioni su cosa fare, ma non si perde d’animo. Cerca di sapere cosa sta succedendo e invita la paziente ad affidarsi ad una struttura più attrezzata per queste cose. La paziente rifiuta le indicazioni e si lamenta che morirà di vaccino. Quasi sicuramente.

Ora: quando i miei genitori, nonostante le indicazioni dei medici, rifiutano di curarsi comincio a parlare del tema dell’eutanasia e di quanto io sia favorevole ad una legge che la regolamenti. E comincio a far loro i conti in tasca di quanto gli costerebbe un ospizio per vecchi malati. Sono un poco coso, ma è per cercare di responsabilizzarli un pochino, che indicare la strada alla sfortuna per venirci a trovare non è necessario: di solito si orienta benissimo.

Ora: gli effetti collaterali ci potrebbero essere anche in presenza di vaccini fatti a regola d’arte. Non stiamo parlando di cose nuove.

Ora: dopo aver detto quanto siano cattivi le case farmaceutiche, il ministero e i medici, vogliamo parlare di questi articoli che educano al fatalismo?

Quello di cui abbiamo paura vs le cose veramente pericolose

giovedì 9 settembre 2010

Il buon Schneier ci segnala da NPR.org:

5 Worries Parents Should Drop, And 5 They Shouldn’t
by Meagen Voss

Dove si racconta che i genitori hanno paura, riguardo ai propri figli, che (*):

1) siano rapiti
2) siano colpiti da cecchini impazziti
3) siano attaccati da terroristi
4) siano molestati da persone sconosciute
5) si droghino o siano drogati.

Invece i bambini sono feriti o muoiono per:

1) incidenti d’auto
2) omicidi operati da conoscenti diretti del bambino
3) abusi
4) suicidi
5) annegamento

Certo, l’articolo si applica alle paure made in USA, però buona riflessione lo stesso.

(*) tradotto a spanne, leggere sempre l’articolo originale.

La paura e i numeri

venerdì 8 gennaio 2010

Il giorno 5 mi sono imbattuto per caso in un servizio del TG2 delle 20.30: le nuove misure di sicurezza annunciate da Maroni e Frattini sono giuste? A chi chiedere un’opinione disinteressata e informata? A chi parte, ovviamente. E tranne uno, tutti pronti a denudarsi pur di non esplodere per aria. Per riportarci con i piedi per terra, grazie a Schneier, segnalo i seguenti articoli:

[Cerco di tradurre e riassumere qualcosa per chi ha fretta]

The Skies Are as Friendly as Ever: 9/11, Al Qaeda Obscure Statistics on Airline Safety
by Nate Silver

Negli anni 2000 (10 anni) sono morti 469 passeggeri per atti violenti sugli aerei, compresi terroristi ed equipaggio, compreso l’attentato dell’11 settembre 2001. Questo dato è paragonabile a quello degli anni ’60, ed è migliore degli anni ’70 e ’80. Ovviamente oggi si viaggia molto più di allora. Rifacendo i conti sulle stime di passeggeri che hanno volato: 22 passeggeri morti per atti violenti ogni miliardo di passeggeri negli anni 2000, contro i 191 per miliardo degli anni ’60.

[Le cose vanno un pelino peggio se si contano anche i morti a terra, ma non credo nessuno abbia paura di stare a terra. :-) ]

The Odds of Airborne Terror
by Nate Silver

[Attenzione, d’ora in poi sono statistiche valide solo negli USA]

Secondo il Bureau of Transportation Statistics negli anni 2000 (10 anni) sono partiti o atterrati dagli USA 99 milioni di aerei commerciali e ci sono stati 6 attentati terroristici. Un (1) attentato per ogni 16,5 milioni di partenze.

Queste partenze hanno generato uno spostamento di 69,5 miliardi di miglia. 1 attentato terroristico ogni 11,5 miliardi di miglia. Si potrebbe andare e tornare da Nettuno comodamente.

Assumendo che questi viaggi siano durati 163 milioni di ore (425Miglia/h) arriviamo a 1 attentato per ogni 27 milioni di ore volate (1/3105 anni).

C’erano 674 passeggeri (esclusi equipaggio e terroristi) sugli aerei in cui sono avvenuti questi 6 atti terroristici. In questi 10 anni, negli USA, sono volati 7 miliardi di persone: abbiamo 1 probabilità ogni 10 milioni di passeggeri di essere in un aereo con l’attentatore. La probabilità di essere folgorati da un fulmine è di 1/500.000.

Lasciamo ora i numeri e seguiamo sempre Schneier che ci suggerisce questo articolo:

The God That Fails
By DAVID BROOKS

Scheneier conclude [traduco a spanne]:
In questa società tutti credono che la perfezione sia possibile. Così, se capita qualcosa di brutto, non può certo essere perché siamo stati sfortunati. Deve essere per forza colpa di qualcuno e le cose devono essere sistemate. Questo, a volte, è semplicemente non vero. A volte è meglio non sistemare nulla: o non c’è la soluzione, o la soluzione costa troppo rispetto al danno o gli effetti collaterali della soluzione sono peggiori del problema. E qualche volta si fa tutto giusto e le cose vanno lo stesso male. Benvenuti nel mondo reale.

Buona riflessione.