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[libro] Tempo fuor di sesto

martedì 3 novembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Tempo fuor di sesto (Time Out of Joint)
Editore: Fanucci Editore
Altro: ISBN: 9788834709399; p. 264: genere: fantascienza; I ed. originale 1959; questa edizione: 2003; Introduzione a cura di Carlo Pagetti; postfazione di Francesca Guidotti; traduzione di Anna Martini

Voto: 8/10

L’introduzione di Pagetti e la postfazione della Guidotti danno così tanti spunti di riflessione e collegamenti letterari che si rimane quasi disorientati dalla densità di quest’opera. Disorientamento anche maggiore se si pensa alla banalità apparente del racconto: una tranquilla cittadina di provincia americana nel 1959. Si presenta la vita del protagonista, Ragle Gumm, e della sua famiglia, la sorella Margo, il cognato Vic e il nipote Sammy: i rapporti con i vicini, il lavoro in un supermercato, la vita borghese, il giornale lanciato sulla porta, il quiz a premi, i programmi televisivi alla sera, la vita famigliare. Le preoccupazioni dell’uomo medio: la guerra fredda con i sovietici, la crisi economica incombente, la paura degli UFO, i vicini di casa invadenti. Sembra ci sia ben poco da raccontare, ma qualcosa non torna. Alcuni dettagli rivelano un’altra realtà. Tempo fuor di sesto, il tempo scombinato, scardinato, è una citazione shakespeariana presente nel romanzo che l’editore ha voluto richiamare nel titolo. Sono paranoie o indicatori reali di un altro mondo?

Un altro mondo forse ingenuo come il primo, ma evocativo: la conquista del far west, l’espansione economica, il riassetto politico portato dalle conquiste tecnologiche e spaziali visto con grande innocenza.

Un concentrato di vita americana e di riferimenti culturali e letterari che i due curatori vi indicheranno con grande precisione e che se avete voglia potete approfondire partendo da questa bibliografia.

Con uno stile asciutto, essenziale, ogni frase ha un suo significato e un collegamento con quanto accade dopo, con un continuo cambio del punto di vista del narratore, reso nel modo meno evidente possibile, il ritmo narrativo si mantiene sostenuto. Non c’è tempo per distrarsi o interrompere la lettura.

Interessanti le recensioni altrui su anobii.

Penso che dovrò leggere altro di Dick, che le pecore elettriche e questo romanzo non bastano a colmare una mia grande lacuna in questo genere letterario.

Buona lettura!