Posts Tagged ‘poesia’

[poesia] L’anello spezzato

domenica 9 agosto 2015

Penso che sia giunta l’ora della pubblicazione di questa mia poesia del 2013:

L’anello hai spezzato,
nel pozzo tetro è stato gettato.
La paura l’ha perso.
Guardo giù nel fondo nero,
ho freddo,
nudo e indifeso,
in balìa delle acque oscure.

Non posso restare qui,
in questa tua assenza.
Fuori è già primavera.

Poesia riservata

giovedì 5 febbraio 2015

Titolo:
Da consumarsi entro: vedi lato della confezione.

Cacao: 70% minimo nel cioccolato.
80 fazzoletti bianchi.
Versione del firmware:
Carta riciclata.
Non lavare a secco.
Premere per aprire.
Cottura: 10 minuti.
Conservare in un luogo fresco e asciutto.
Non esporre ai raggi solari.
Non ingerire.
Valori nutrizionali medi:
Vietato l’uso ai minori di anni 12.
Il cane nero è legato in giardino.

Ok, ora vado a registrare come marchio ogni singolo verso. Come Taylor Swift:

La cantante americana ha chiesto e ottenuto “protezione da utilizzi commerciali non autorizzati” per i versi del suo nuovo disco
di Elena Stancanelli

Come si scrive in questi casi?
(TM) 2015 Ilcomizietto

[poesia] Ringraziamenti

giovedì 16 ottobre 2014

A me piace molto, ma non ha mai riscosso molto successo:

Non dimenticare nessuno,
per non creare imbarazzi.

Ricorda i professori con i loro titoli,
i dottori con il nome e cognome,
i colleghi per meriti e cortesia,
chi ti ha aiutato veramente,
per ultimi, ma sentitamente.

La mamma e il papà
perché ti misero al mondo;
la compagna di vita
perché ti ama;
e i figli, se li hai,
perché li hai trascurati.

Gli amici ricorda tutti,
perché ti sopportarono,
ma solo il nome dei più cari.

Ringrazia Dio,
ma solo se ci credi.

(1998)
(Pubblicata sulla tesi di laurea.)

L’onore delle armi

giovedì 4 settembre 2014

Da Repubblica.it:

Muore l’ex ministro dell’Istruzione e senatrice Franca Falcucci
Aveva 92 anni. Iervolino: “E’ stata una delle donne più importanti della Dc”

Era il 1986, le polemiche sulla sua politica scolastica al liceo erano molto accese. Scrissi un sonetto sulla questione. Un sonetto politico. Eccolo:

Tanto gentile e disonesta(0) pare
la donna mia(1) quand’ella altrui impera(2)
ch’ogn’om d’intelletto voria fare
a lei ed all’accordetto suo una pera(3).

Ella non va, sentendosi laudare,
dallo posto suo e dall’anima nera
di quelli che la fe'(4) voglion studiare
senza il print(5) e con serietà vera.

Mostr’ella(6) si piacente a chi la mira
e senza li problemi e li difetti,
ma’n verità son si gravi e dolenti

con le strette aule e mura cadenti.
Non tangon’i problemi dei scolaretti
alla donna ch’ai difetti sospira.

(0) Intellettualmente parlando, ovviamente. Il suo peccato era quello di essere democristiana. Non ricordo implicazioni in scandali monetari. Le successive sono note dell’epoca.
(1) La Falcucci.
(2) comanda
(3) frutto del pero
(4) fede
(5) imprimatur della Chiesa
(6) scuola

A distanza di tanti anni e dopo aver avuto ministre per l’Istruzione che inaugurano tunnel per neutrini, la Falcucci appare una gigante della politica e un faro fra i ministri della scuola. Grazie per quello che hai fatto, Franca.

Aggiornamento:

Neanche a farlo apposta: il Presidente del Consiglio che annuncia un anno fantastico per la scuola. Speriamo la scuola si sappia difendere.

Da punto informatico. Grassetto mio.

Italia, la Banda della scuola
Broadband nelle scuole, WiFi in classe e programmazione fra le materie insegnate: i progetti di Renzi sono delineati, i soldi sono ancora da stanziare
di Claudio Tamburrino

[poesia] Il compleanno

mercoledì 25 dicembre 2013

Il momento più bello per me?
No, non ce n’è.
Tanti regali uno più bello dell’altro,
un mondo di divertimento,
un sacco di fantasia,
credo piaccia anche a te.
Ora però vi devo lasciare
perché le candeline devo contare.

(C)2013 Lacomizietta. Tutti i diritti riservati.

[poesia] L’alba impregnata di brina

domenica 1 dicembre 2013

Il prato è coperto da un lenzuolo bianco, che si scioglie solo quando i raggi del sole, lo bagnano di una luce fredda, ma sempre luce sarà.
Questa coperta copre tutto, anche se, quando il sole s’innalza, se ne va e scompare come gli uccelli fra le nubi.
E’ difficile toccarla, perché si scioglie fra le dita, è difficile sentirla, perché sussurra solo col vento; ma si può vedere perché ricopre anche i tetti appuntiti delle case di campagna.
Mentre tutto accade, piccole gocce d’acqua congelata risplendono al sole come perle.
Man mano che il sole esce dalla coperta di brina, le foglie degli alberi riprendono a giocare sull’altalena, dirette verso il basso, come una miriade di fili dorati mossi dal vento.
Mentre la loro ombra chiazza la strada ancora ghiacciata.

(C)2013 Lacomizietta. Tutti i diritti riservati.

La Divina Commedia /2

venerdì 15 novembre 2013

Ho creato un mostro. Abbiamo (la Mami e la NonnaM) creato un mostro. Lacomizietta è diventata, possiamo dire ufficialmente, un’appassionata della Divina Commedia, o Comedia, per essere precisi. Sa il primo canto a memoria, con ancora qualche sbavatura, ma a memoria. La cosa mi infastidisce, perché io a memoria neanche il titolo mi ricordo, figuriamoci un canto. Dovrò mettermi lì e imparare qualche verso anche io, anche perché Lacomizietta mi sprona: “Dai, Papi, non è difficile!

Tutto iniziò nell’aprile del 2009, quando Repubblica pubblicò l’opera dantesca in tre corposi tomi. Visto che la Mami sapeva (e sa) qualche canto a memoria, mi dissi: la leggerò tutta. Per leggere la prima cantica impiegai tre anni. Il Purgatorio l’ho iniziato l’anno scorso, ma attualmente è fermo.

Lacomizietta, ovviamente, se vede che il Papi fa qualcosa di difficile vuole sapere tutto, soprattutto se il Papi è reticente o cerca di svicolare. Ma può un Papi fermare il mare? No. Allora iniziai a leggergliela, forse era il 2010. Fu amore al primo ascolto.

Figlia: Leggimi quello che stai leggendo tu.
Papi: Prima ti spiego qualcosa…
F: No, prima leggi poi forse spieghi.
P: Ma non si capisce nulla, se non spiego!
F: Leggi. Leggi. Leggi. Leggi.
P: Ho capito! “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”

E poi domande. Su Dio, l’anima, l’aldilà, i peccati, le punizioni. Teologia moderna e antica. Ovviamente il primo canto ha preso piede. L’abbiamo riletto in questi anni non so quante volte. E infatti ora lo sa a memoria. Lei.

E poi le tavole di Gustav Doré, perché nell’edizione di Repubblica ci sono le tavole di Doré. Affascinanti da morire! Con davanti un’immagine a caso Lacomizietta mi interroga: “Chi è questo? Dove sono? Che peccato sconta? Perché è così?” Neanche all’esame di letteratura all’università, immagino sia così. Io ovviamente non ricordo tutto. Anzi, quasi nulla. Devo rileggere, rivedere, ma la gioventù è impaziente. “Ma Papi! Avevi detto che l’avevi letto questo pezzo! E non ti ricordi nulla?!” Piove biasimo su un Papi smemorato, che pensava di leggere la Divina per diletto.

Non mi va meglio per le tavole del Paradiso. “Non l’ho letto il Paradiso, quindi non so nulla.” Biasimo inespresso. “Cosa aspetta a leggerlo?” ha scritto in volto.

Ma non finisce qui, perché se Lacomizietta è entusiasta di qualcosa lo deve far sapere urbi et orbi. L’anno scorso al mare mi è toccato leggere metà del primo canto alle sue amiche in spiaggia. I bambini non si fanno remore a farti domande imbarazzanti: “Tu credi in Dio?” “Ma l’anima esiste?” Cosa dire alle giovani menti conosciute per caso in spiaggia? Poi per fortuna il mare ha preso il sopravvento. (Quest’anno mi sono salvato perché ho portato i fumetti di Calvin & Hobbes e quindi le sue amiche si sono sciroppati quelli, recitati, non letti, da Sua Grazia, ovviamente. Sa a memoria anche quelli, ormai.)

E veniamo ai giorni nostri. Lunedì scorso ha voluto portare l’Inferno a scuola.

Papi: Ma che ci fai a scuola?!
Figlia: Lo voglio leggere nell’intervallo alle mie amiche.
Papi che vuole prevenire delusioni: Ma non aspettarti che vogliano sentire una cosa simile, non piace a tutti questo genere di poesia…
Figlia: Non ti preoccupare, Papi. Questo è un problema mio.
P: Riportami il volume e non perderlo che altrimenti divento cattivo. Ok?
F: Va bene, starò attenta.

Com’è andata? Non so come il libro è finito in mano alla Maestra. E non so perché la Maestra ha letto il primo canto. Forse per semplificare la comprensione ai bambini, forse perché leggere la Divina Commedia non è facile, forse chissà perché, la Maestra non è stata fedelissima al testo e Lacomizietta non le ha perdonato nessuna variazione. La Maestra, abbiamo saputo, si è completamente zerbinata per questo interesse de Lacomizietta.

Papi: Ma i bambini? Come hanno preso la cosa i bambini?
Figlia: Le bambine hanno ascoltato ed erano interessate. I maschi… un po’ meno. Facevano la faccia da adolescenti, un poco annoiata… Ma lo fanno per qualsiasi cosa, quindi direi che non era colpa della poesia.
P: Dici?
F: Sì, Papi, è così.

Come Papi, ovviamente, sono molto contento di questa sua passione. Ho solo un poco di preoccupazione per la precocità della cosa. Quali saranno le conseguenze? Saranno solo positive? Ma vedo che sono problemi solo miei, perché Lacomizietta va bella serena per la sua strada.

La Scienza

venerdì 18 ottobre 2013

A scuola, LaComizietta doveva pensare ad uno slogan che descrivesse il suo porsi di fronte alla scienza. Ha partorito questo:

La Scienza: i perché della natura
che in passato sono stati in censura.

La rima non è per caso. E non credo sia un caso nemmeno l’accenno a Galileo. Poesia e storia. La Maestra lo ha scartato perché troppo avanti.

Il mare

sabato 8 giugno 2013

Per me non è abbastanza
il mare di giugno con il suo profumo di rosa,
e neanche il mare di luglio con il suo caldo.
Per me il vero mare è il mare d’amore che i miei genitori
mi donano ogni giorno.

(C)2013 LaComizietta. Tutti i diritti riservati.

Tanka

giovedì 21 marzo 2013

Compagna persa
Smarrita hai la strada
Per quanto tersa

Amore mio di giada
Non so dove tu vada

(Per sapere cosa è un tanka, consultate wikipedia. Oggi è la giornata mondiale della poesia.)