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Serve la politica

martedì 5 Mag 2015

Su come dovrebbero essere gestite le manifestazioni (anche violente) dalle forze dell’ordine. La risposta: anche con la politica. Chi l’avrebbe mai detto (da ilPost):

Cosa mancava a Milano venerdì
di Riccardo Gazzaniga – Sindacato Italiano Lavoratori Polizia CGIL
Lo spiega Riccardo Gazzaniga, poliziotto e scrittore, che era in servizio il primo maggio: perché la polizia ha deciso per “l’estremo contenimento”

Serve una discussione che sia politica, legislativa e infine tecnica. Mi pare che i cittadini, per primi, se ne siano resi conto, parlando di questi problemi, cercando di capire, prendendo posizione. Chiedendo risposte, come gli stessi poliziotti.
Come spesso accade, però, è la politica a dimostrarsi incapace di darle.

Con riferimento alla manifestazione NoExpo di venerdì, Uriel Fanelli fa delle interessanti riflessioni sulle conseguenze di un certo modo di gestire la folla di vandali:

Verso una polizia europea?

Non hanno usato la fantasia

sabato 15 ottobre 2011

Due articoli molto critici su Peacereporter:

Indignati e indegni

Le solite vecchie e consunte dinamiche rovinano la festa degli indignati italiani. Guastatori a volto coperto e disordine pubblico in divisa
di Angelo Miotto

Indignados, un fallimento tutto italiano

Una meravigliosa occasione perduta
di Nicola Sessa

Non la violenza, ma il fallimento del movimento indignato nostrano era nell’aria:

Una foto val più di mille parole
di mfisk

Sei indignato/a? Non lo sei? Sei incerto/a? Due o tre cose per riflettere assieme
di Giovanna Cosenza

Aggiunta 16/10/2011:

Altre riflessioni sul blog di Giovanna Cosenza:
L’opposizione Violenti vs. Non Violenti non serve a capire il 15 ottobre a Roma

Interessanti i commenti.

Sulla violenza
: mi sembra di aver già visto la scena poco tempo fa. A questo punto usare la fantasia era assolutamente necessario per non far fallire miseramente la protesta.

Skype e le intercettazioni

lunedì 16 febbraio 2009

Segnalo:
Su Skype il boss è imprendibile
Repubblica, 14/2/2009
Boss e intercettazioni, Skype sotto accusa
Repubblica, 15/02/2009

Dove si racconta che chi parla via Skype non è intercettabile e questo pone molti problemi alla Polizia e alla Magistratura.
Dove ci sono inutili allarmismi e informazioni inesatte e incomplete (Non ho voglia di fare le pulci a questi articoli.)
Dove la notizia è vecchiotta.

Dove non si racconta che (forse) altri sono riusciti a fare ciò che si ritiene impossibile:
Quel colabrodo di Skype
da Punto Informatico del 28/07/2008

Commento-previsione: qualche zelante deputato si inventerà assurde limitazioni nella cifratura dei messaggi privati scambiati in Rete e/o censurerà Skype o altre assurdità a piacere.

Aggiornamento: 17/02/2009:
Forse mi sono sbagliato nella previsione. Alla classe politica non interessa il contenuto delle comunicazioni personali. Anzi, gradisce molto che certe intercettazioni non ci siano proprio. Rimane l’ipotesi che questi articoli facciano parte del filone sempreverde “ansia & tecnologia”. Vende sempre, specie fra chi ha le idee non molto chiare sulla tecnologia.

Comunque non dispero nemmeno nella fantasia dei politici: è vero che a loro essere intercettati non piace proprio, ma è anche vero che il binomio “ansia & tecnologia” è sempre utile per introdurre qualche limitazione di espressione utile al sistema. (Come? Non sapete che la Rete è piena di persone pericolosissime?)

Vedremo.