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lunedì 19 luglio 2010

Lacomizietta, tanto per smentirmi, quest’anno si è tenuta il reggiseno anche per un giorno intero. Lo fa la mamma, quindi anche lei.

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Per Lacomizietta le vacanze sono state giornate di duro lavoro.
Fase 1: Mapi(*), facciamo un bagnetto?
Fase 2: Mapi ho freddo!
Fase 3: Mapi ho fame, tanta fame!
Fase 4: Mapi giochiamo a Goldrake/Cenerentola/eccetera.
E poi si ricomincia.

(*) Neologismo. Contrattura di Mami e Papi.

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I pasti veloci e leggeri, i nostri tempi geologici dalla colazione abbondante alla spiaggia ci hanno risparmiato dalle attese post pasto prima del bagno. Tranne in un paio di occasioni e lì è partito il noto tormentone: “Posso fare il bagno?” “No, è presto. Bisogna aspettare un paio d’ore.” Dopo trenta secondi: “Posso fare il bagno?” “No, è presto. … ” E così via di trenta secondi in trenta secondi. Anche se dobbiamo dire che Lacomizietta, una volta spiegato il problema, è stata decisamente brava ad aspettare. Io e mia moglie eravamo molto più tritarotule, anche se, ad onor del vero, per un piccolo biscotto si doveva aspettare le canoniche QUATTRO ore.

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Ci sono stati anche giochi con altri bimbi. Un giorno il lavoro era così intenso che Lacomizietta ha saltato il pasto. Papi: “Comizietta, hai fame? Vuoi mangiare qualcosa?” Figlia: “Sì, ma sto giocando e allora non mangio.” Alle 18, Figlia: “Mami, quando facciamo il pranzetto?”

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In acqua: “Mapi ho visto un pesce!” “Mapi, ho visto un paguro!” “Mapi, ho visto una conchiglia!” “Mapi ho visto un riccio!” “Mapi ho visto un’alga!” Tenendo conto che la cosa era detta ogni volta che Lacomizietta ficcava la testa in acqua in apnea, tenendo conto che il mare era (ed è) pieno di vita marina, tenendo conto che i Mapi dovevano sempre rispondere “Sì, l’ho visto”, tenendo conto che i bagni duravano anche un’ora, potete farvi un’idea di quante volte, sempre con lo stesso entusiasmo e con lo stesso stupore, Lacomizietta abbia pronunciato le frasi sopra riportate.

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Il Papi ha fatto vedere come con una buca nella sabbia si possa raggiungere l’acqua del mare. Lacomizietta, entusiasta: “Bello Papi! Ma dove hai imparato a fare queste cose? Alla scuola ultima (=università)?” Sapete dove posso iscrivermi per corsi universitari in “giochi di sabbia”? :-)

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Per colpa mia ci siamo persi una canzone che iniziava a parlare de “la suocera di Dio“. Ho interrotto Lacomizietta per trovare un registratore e Lacomizietta ha perso l’ispirazione. Sic! Sapremo mai cosa fece Dio con la suocera?

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Figlia: “Papi, non raccontare l’inizio della storia e poi subito la fine, altrimenti è troppo corta. E’ come… è come una poesia, non una storia. Le storie sono lunghe.”

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Al ritorno, appena partiti, Figlia: “Papi, questa è ancora Puglia?” “Sì è ancora Puglia.” Dopo trenta secondi: “Papi questa è ancora Puglia?” “Sì, tutto quello che vedi, ancora per molte ore, sarà tutta Puglia.” Dopo un minuto: “Papi questa è ancora Puglia?” “Sì, fino dopo al pranzo sarà tutta Puglia.” Dopo cinque minuti: “Ma questa è ancora Puglia?” Ancora due volte e poi è crollata dalla stanchezza. Per fortuna sua e nostra. Al risveglio: “Questa è ancora Puglia?” “Sì, è ancora Puglia.”

Ritorno a casa

lunedì 19 luglio 2010

La famiglia comiziante è ritornata sana e salva dalle vacanze trascorse in Puglia, comune di Salve, Torre Pali. Il nostro scopo era il mare, la sabbia e il sole, quindi i nostri spostamenti, minimi, sono stati improntati a questi obiettivi. Per dire: non abbiamo girato la Puglia in lungo e in largo; pochi indispensabili contatti con i locali.

Cosa posso dire della Puglia e del luogo di villeggiatura? Prima di tutto che la Puglia è una miniera d’oro: terra fertile, sole stupendo, mare meraviglioso. Cose ne fanno i pugliesi e i turisti di questo gioiello nostrano? Le tendenze sono due:
1)
case, centri storici e sterminati uliveti curatissimi in ogni dettaglio. Eolico, primi vagiti del fotovoltaico (abbiamo visto qualche piccolo campo pannellato) e del solare termico sulle case. Un Sindaco al lavoro in spiaggia con i tecnici comunali.
2) case abbandonate, campi abbandonati, spiagge come discariche, depuratori guasti che inquinano il tesoro della Puglia, segnaletica pessima, strade cittadine piene di buche.

La cosa stupefacente, forse, non è nemmeno la presenza di queste tendenze, ma è il fatto che coesistano in apparenza senza disturbarsi a vicenda. Ho il sospetto che queste tendenze convivano in molti pugliesi (dovrei dire italiani?) e in molti turisti. Questa idea me la sono formata guardando a come reagisce la gente all’immondizia che trova in spiaggia. Nonostante la Bandiera Blu 2010 della Marina di Salve, a pochi metri dal mare si trovano delle vere e proprie discariche di rifiuti casalinghi e di pescatori: ciabatte, flaconi vari, casse di polistirolo, corde, ami e lenze da pesca, eccetera. Anche la spiaggia, in alcuni punti, è decisamente piena di schifezze: mozziconi di sigaretta, plastichine varie di merendine, e altre cosucce da turista. Il sottoscritto, più per il senso di orripilazione che mi provoca il deturpamento della spiaggia che per spirito ecologista, si arma sempre di sacchetti e si pulisce i suoi 50-100 metri quadrati di spiaggia, di solito riempiendo fino all’orlo il bidone della spazzatura più vicino. Ebbene, quanti fanno come me? Nessuno. Un signore mi ha aiutato a dissotterrare un sacchetto di plastica gigante. Una signora ha riportato a riva una grossa scatola di plastica, tre mi hanno elogiato per l’iniziativa, ma senza fare altrettanto. Addirittura una scatola di polistirolo triturata è stata sulla spiaggia due giorni, a tre metri dai turisti, senza che nessuno ne raccogliesse un frammento e senza che nessuno ne fosse apparentemente disturbato.

Dicevo della situazione della spiaggia di Torre Pali. Fra Torre Pali e Pescoluse c’è un tratto di dune sabbiose, utilizzato ormai per la sosta delle auto e dei camper. E da molti turisti e pugliesi come discarica: dai flaconi di abbronzante, alle scarpe, dalle siringhe ai preservativi, dai rifiuti edilizi ai copertoni di moto. Il Sindaco di Salve, avvicinato sulla spiaggia mentre era al lavoro con tecnici e operai per portar via dalla spiaggia un camion di rifiuti edilizi ormai mimetizzati nella sabbia, è al corrente della situazione e mi ha assicurato che provvederà al più presto. Spero per lui e la sua città che ci riesca, perché il mare di Torre Pali è fra i più puliti e belli che abbia mai visto. Spero si ricordi anche delle spiagge meno battute, come quelle ad ovest della torre, anche loro piene di schifezze, eppure bellissime. Lodevole l’iniziativa del comune di porre in spiaggia i bidoni per la raccolta differenziata della spazzatura turistica, anche se, da quel che ho visto, il turista è già bravo se non lascia tutto per terra. Chiedergli di differenziare è decisamente troppo, per ora.

Luci ed ombre, quindi, che forse si notano di più nel luogo di vacanza che a casa propria.
Ma il Salento è da visitare e, come turisti, dovremmo pretendere che questa bellezza migliori ogni anno.