Posts Tagged ‘racconti’

[libro] Tutti i racconti 1964 – 1981

martedì 12 luglio 2022

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Tutti i racconti 1964 – 1981 (Short Stories Collection vol. 4)
Editore: Fanucci
Altro: ISBN 9788834731321; I ed italiana 2009, I ed orig. 1987; genere: fantascienza; Introduzione di Carlo Pagetti; 22,00€; traduzioni di Vittorio Curtoni, Bianca Russo, Mario Galli, Delio Zinoni, Giovanna Boselli, Beata Della Frattina, Paola Andreaus, Angela Campana, Hilia Brinijs, Claudio Lo Monaco

Voto: 7/10

Ultimo volume della raccolta di tutti i racconti di Philip Dick. Il livello dei racconti è mediamente buono, quelli che mi sono piaciuti di più sono Partita di ritorno e La fede dei nostri padri. Segnalo le note finali dell’autore, sull’origine dei racconti e la loro interpretazione.

Assolutamente imperdibile per gli appassionati del genere.
Buon lettura!

[libro] I guardiani del destino

martedì 1 dicembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: I guardiani del destino e altri racconti
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834717134; p. 274; 14,00€; genere: fantascienza, racconti; traduzioni di Maurizio Nati, Sandro Pergameno, Paolo Prezzavento

Voto: 8/10

Sette racconti di Philip K. Dick, uno più bello dell’altro. Se il tema è sempre lo stesso, il mondo che non è come ci appare, le declinazioni del tema sono invece dei piccoli capolavori di originalità e suspance. Da ogni racconto del volume sono stati tratti dei film con esiti non sempre all’altezza dell’originale, visto che un paio hanno vinto i Razzie Awards.

Segnalo che i racconti sono invecchiati bene in un modo tutto loro: in un ambiente futuro pieno di novità tecnologiche, si inseriscono la mentalità e le consuetudini degli anni Cinquanta e Sessanta, con le sigarette fumate in ogni dove, la moglie casalinga a casa, la carta carbone nella macchina da scrivere e le cabine telefoniche. La cosa non rende stonata la descrizione agli occhi di oggi, ma accentua ancora di più quella sensazione di mondo imprevedibile e pieno di sorprese in cui si muovono i personaggi.

Perché ho trascurato Philip K. Dick fino a oggi? Non lo so. Può un appassionato di fantascienza trascurare un simile faro per il genere? No. Eppure è successo. Ma non tutto è perduto. Ormai Dick mi ha conquistato definitivamente. Ho in programma di prendere l’opera omnia dei racconti e di leggere i suoi romanzi di maggiore successo. Mi sto attrezzando per attuare l’impresa attraverso la lettura della biografia scritta da Lawrence Sutin. A breve su questo blog.

Qui l’elenco dei racconti presenti nel volume:
Titolo originale, anno di pubblicazione, traduzione del titolo, film, anno del film.
The Adjustment team, 1954, I guardiani del destino, I guardiani del destino, 2011
The Golden Man, 1954, Next, Next, 2007
Paycheck, 2003, I labirinti della memoria, Paycheck, 2003
Impostor, 1953, Impostore, Impostor, 2002
Minority Report, 1956, Rapporto di minoranza, Minority Report, 2002
Second Variety, 1953, Modello Due, Screamers, Urla dallo spazio, 1995
We Can Remember it for your Wholesale, 1966, Ricordiamo per voi, Atto di Forza, 1990

Buona lettura!

Parole a caso

mercoledì 15 dicembre 2010

Tutte le sere il Papi deve raccontare una storia prima che Lacomizietta si addormenti.

Papi: Che storia raccontiamo oggi?
Figlia: Quella che vuoi tu!
P: Ma non è vero che va bene quella che voglio io. Poi mi dici di cambiarla!
F: Non è vero!
P: Raccontiamo Goldrake?
F: No, facciamo che te la inventi tu. [c.v.d.]
P: Ma a quest’ora non ho fantasia…
F: Ma se sbagli [?], nessuno ti dice nulla!
P: Ma non è questione di sbagliare, è che non so cosa inventare! Cosa dico, parole a caso?
F: Perché no? Inizi con “C’era una volta un armadio…”

E così ho iniziato: C’era una volta un armadio…
Alla fine:

F: Bravo Papi! Vedi che la fantasia ce l’hai anche tu?

Me lo racconti?

giovedì 10 luglio 2008

A volte mi capita di sentirmi sotto esame, come quando la “prof” mi faceva una domanda a cui non sapevo rispondere e incalzava per avere una risposta, spesso sperando di aiutarmi. La sensazione di disagio è rimasta intatta negli anni; la capacità di districarmi da queste situazioni ha successi alterni (nei casi peggiori seguono alcune figure di emme). Mia figlia, però, è riuscita a farmi andare oltre:

F: Papi, perché quel bimbo piangeva?
P: Non lo so.
F: Me lo racconti?
P: Ma cosa ti racconto, se non lo so?
F: Me-lo-rac-con-ti?
P: Che cosa?
F: Eeee… quello che non sai! Me lo racconti?

Morale: l’ignoranza non è un alibi per non raccontare una storia.

ilcomiziante