Posts Tagged ‘recensione’

[serie TV] The Big Bang Theory

mercoledì 8 gennaio 2020

Titolo: The Big Bang Theory
Ideatori: Chuck Lorre, Bill Prady
Altro: stagioni: 12, 279 puntate; periodo: 2007-2019; USA; I visione TV: CBS; spin Off: Young Sheldon

Attori principali:
Johnny Galecki: Leonard Hofstadter
Jim Parsons: Sheldon Cooper
Kaley Cuoco: Penny
Simon Helberg: Howard Wolowitz
Kunal Nayyar: Raj Koothrappali
Melissa Rauch: Bernadette Rostenkowski
Mayim Bialik: Amy Farrah Fowler

Voto: 10/10

Iniziai a vedere The Big Bang Theory (d’ora in poi TBBT) per caso, quattro o cinque anni fa, non ricordo, spronato da un collega a seguito di uno scambio di pareri su quale serie seguire. All’inizio non mi piacque, ma, non avendo di meglio da fare, andai avanti e dopo cinque puntate prese a piacermi. Prese a piacermi tanto. Non solo vidi tutte le puntate che mi aveva prestato il collega, ma iniziai a comprare i seguiti e, periodicamente, a rivedere tutte le puntate. Attaccai questa insana passione anche alla Comizietta, ovviamente.

È stata una serie TV che ci ha regalato momenti di allegria e di svago nei giorni meno felici o più deprimenti; è stata usata come una copertina di Linus, insomma, qualcosa di sicuro e rassicurante. Non solo: è servita da spunto per numerose riflessioni sulla scienza e sulle relazioni umane che dallo schermo si riflettevano, come in uno specchio, nella nostra vita reale. È stata insomma una serie molto amata per varie ragioni e questo ha di fatto nascosto ai nostri occhi le numerose magagne che i critici più attenti sicuramente avranno scritto da qualche parte. (Ricordo ancora le critiche al doppiaggio della prima stagione, per esempio.) Penso che solo Star Trek abbia, su di me almeno, lo stesso effetto rassicurante di TBBT. E forse Goldrake.

La storia è un grande classico delle serie TV: le interazioni fra un gruppo di amici che evolvono sposandosi, cambiando lavoro, avendo figli. Una specie di Friends, per capirci, come molte altre serie simili. La peculiarità di TBBT sta nel fatto che il gruppo di amici è formato da scienziati, ragazzi giovani che dedicano la loro vita alla ricerca: Sheldon, il fisico teorico, Leonard, il fisico sperimentale, Raj, l’astrofisico e poi la pecora nera (dal punto di vista scientifico) del gruppo: Howard, che non ha un dottorato ed è un ingegnere. (Le battute dei fisici sugli ingegneri si sprecano.) Si aggiungeranno poi le compagne di questi giovani scienziati: Penny, l’aspirante attrice, Bernadette, la scienziata prestata all’industria del farmaco, Amy, la neurobiologa. Ruotano attorno a questo mondo numerosi altri personaggi, molte le celebrità che interpretano se stesse: Wil Whiton e William Shatner da Star Trek, Stephen Hawking, Kip Thorne (quello delle onde gravitazionali), Stan Lee e tanti altri. In questi 12 anni di durata della serie, molte le storie d’amore con alti e bassi, le scoperte scientifiche e i traguardi personali (Howard diverrà astronauta, per esempio) e sul finire la formazione di famiglie con figli. Da ragazzi e ragazze a uomini e donne adulti, ma sempre attorno al divano iniziale per una cena insieme.

Nel 2019 la dodicesima e ultima stagione, acquistata in DVD per Natale e finita di vedere ieri sera. Nessuno spoiler, ma l’epilogo ci ha spinto ha una specie di bilancio delle relazioni rappresentate. La più stabile e solida, a mio parere, risulta essere la coppia più improbabile e apparentemente la più problematica: Sheldon e Amy. Personaggi entrambi con numerosi problemi di relazione, ma con un carattere determinato e sincero, sono quelli che si sono evoluti di più e che sono stati capaci, nonostante la loro idiosincrasia nei confronti dei cambiamenti, di affrontare le sfide che il mondo, e gli sceneggiatori, gli hanno posto di fronte. La relazione di Leonard con sua madre Beverly ci ha concesso invece un parallelo nelle nostre vite e forse uno spunto di azione.

È finita la storia, dunque. Nei prossimi mesi mi procurerò i DVD mancanti e fra qualche tempo ci dedicheremo a un binge watching su più giorni, dalla puntata 1 (come erano giovani gli attori!) alla 279. Per adesso ci consoleremo con uno spin off: Young Sheldon, stagione due.

[libro] Il telefono senza fili

domenica 5 gennaio 2020

Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Il telefono senza fili
Editore: Sellerio editore Palermo
Altro: ISBN: 9788838932281; 13,00€; 196 p.; 2014

Voto: 7/10

Questo non era un libro che avevo intenzione di leggere. Trovato nella minuscola casetta di legno preposta al bookcrossing, qui vicino a dove abito, l’ho portato a casa assieme ad altri libri. Lacomizietta era obbligata a leggere un libro come compito di scuola e come tutte le cose obbligatorie è stato molto difficile convincerla a iniziarlo. L’abbiamo di fatto letto assieme, ci alternavamo nella lettura ad alta voce, lettura non facilissima visti i numerosi dialoghi in toscano.

Giallo eminentemente estivo, da ombrellone, leggerlo a gennaio fa una certa impressione.

Il bar gestito da Massimo, la commissaria di polizia Alice Martelli, un caso di persona scomparsa, frodi fiscali e un suicidio. E poi gli avventori abituali del locale, i dipendenti e i relativi pettegolezzi. Questi gli ingredienti del giallo, giallo risolto proprio con i pettegolezzi e con l’aiuto di Massimo.

Che altro dire senza rovinarvi la lettura?
Buona estate!

[film] Spie sotto copertura

mercoledì 1 gennaio 2020

Titolo: Spie sotto copertura (Spies in Disguise)
Regista: Nick Bruno, Troy Quane
Soggetto: dal cortometraggio di Lucas Martell
Musiche: Theodore Shapiro
Altro: USA; 2019; genere: animazione, azione, avventura; 102 minuti; direzione del doppiaggio: Jessica Loddo

Voto: 6/10

(fonte dati: Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio)

Forse dovremmo smetterla, io e la mia amica, di andare al cinema senza prenotare all’ultimo dell’anno. Eravamo lì per Pinocchio e siamo arrivati troppo tardi, quando i posti erano esauriti. Abbiamo ripiegato su questo film di animazione per i più piccini.

Ispirato alle pellicole per adulti di James Bond, Lance Sterling ne prende la parte e un giorno incontra un giovane Q… volevo dire… incontra Walter Beckett, giovane inventore di gadget per 007. La cosa originale è che Lance James Sterling Bond viene trasformato in piccione da Walter Q Beckett e insieme salveranno il mondo dal cattivo di turno.

Divertente, se vi piace il genere.

[libro] La scienza delle verdure

venerdì 27 dicembre 2019

Autore: Dario Bressanini
Titolo: La scienza delle verdure – La chimica del pomodoro e della cipolla
Editore: Gribaudo
Altro: ISBN: 9788858025192; p. 280; 24,00€; genere: divulgazione scientifica, cucina; fotografie di Barbara Torresan

Voto: 8/10

Ammetto di aver saltato due capitoli, quello sugli asparagi, che tanto non cucino mai, e quello sul basilico, che recupererò questa estate. Avverto anche i potenziali lettori che, chi frequenta il blog di Bressanini da lungo tempo, molte cose che ci sono nel libro le avrà già lette, il capitolo del basilico è un esempio calzante.

Il mondo delle verdure è sconfinato e Bressanini ha dovuto fare una scelta. È probabile, se il libro avrà successo, che ci sarà un secondo volume, con le erbe aromatiche e i cereali. In questo troverete: cipolla, porro, aglio, pomodoro, peperone e peperoncino, asparago, basilico, carota, zucca, zucchina, olio, melanzana, patata, quinoa. In aggiunta troverete un poco di scienza che vi serve un cucina: il freddo come conservante, l’uso del microonde, il pH e un poco di chimica degli oli. Tutto semplificato al massimo e per uso culinario.

Non ci sono delle vere e proprie ricette, questo non è un libro di cucina. Ci sono degli esempi di cottura o di preparazione, per illustrare alcuni concetti spiegati nel libro. C’è come scegliere una verdura, quando comprarla senza farla venire dalle serre o dall’altra parte del mondo, il suo apporto nutritivo, la sua origine e diffusione, come conservarla al meglio, si smontano alcuni miti. Il tutto in modo facile e divertente. Talmente tanto divertente che me lo sono letto in due giorni e adesso vorrei fare venticinquemila prove in cucina. Sui risultati non garantisco, però. Per fortuna non ho il palato difficile e difficilmente butterò via i miei esperimenti.

Buon appetito!

[film] Star Wars: L’ascesa di Skywalker

lunedì 23 dicembre 2019

Titolo: Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)
Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: J. J. Abrams, Chris Terrio
Effetti speciali: Dominic Tuohy, Roger Guyett
Musica: John Williams
Altro: genere: fantascienza; 141 minuti; USA; 2019; direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Voto: 7/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna)

Riferimenti (alert: possibili spoiler!) da ilPost:

Dieci cose che forse non avete notato nel nuovo Star Wars
L’articolo da leggere dopo che siete usciti dal cinema, per fare una discreta impressione sugli amici

Le cose da sapere sul nuovo Star Wars
Uscirà nei cinema mercoledì, e se ne parlerà parecchio: una guida per arrivare preparati anche se non siete super fan

Si parla male del nuovo Star Wars
“L’Ascesa di Skywalker” esce oggi in Italia, e le prime recensioni – SENZA SPOILER – dei giornali americani sono piuttosto negative

C’è poco da aggiungere senza rischiare di rovinarvi la visione. Le considerazioni sono le stesse degli anni passati: la saga è morta e converrebbe terminarla qui. Lo si potrebbe fare a ragion veduta, visto che il destino degli Jedi e dei Sith è ben chiaro, ora.

Al contrario delle critiche portate da ilPost, questo film, dell’ultima trilogia, è quello che mi è piaciuto di più e che ho trovato più comprensibile, nonostante il regista Abrams, che di solito mi delude. Ho il sospetto di essermi perso qualcosa, ma fa niente. Rimane il fatto che Kylo Ren non lo sopporto: mi sembra il personaggio più insulso di tutta la saga.

Ho gradito molto come è stato gestito lo scontro finale, il risvolto morale mi è piaciuto.

Alcuni dettagli: i soldati cattivi sono anche donne e se ne ribellano molti di più di quanti si immagini. E poi un bacio omosex, che però dovete essere veloci a vedere, che dura quattro picosecondi. Leia, interpretata dalla scomparsa Carrie Fisher, non è stata creata digitalmente. Sono state riciclate delle scene tagliate in film precedenti.

Il film l’ho visto a Melzo, nella sala Energia, super attrezzata per godere al meglio gli effetti speciali. Ne è valsa la pena.

Buona visione!

Aggiornamento 03/01/2020: una critica positiva da SlowFilm: Star Wars IX: L’ascesa di Skywalker (J. J. Abrams 2019), il ritorno alla semplicità dell’epica

[libro] Terra e spazio (vol. 3/4)

mercoledì 27 novembre 2019

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra e spazio volume 3 (The Collected Stories)
Editore: Mondadori – Urania Collezione
Altro: prezzo 6,90€, p. 310, I edizione agosto 2019, I ed lingua originale 2000, genere: fantascienza, racconti, disponibile anche in epub.

Voto: 6/10

Prosegue la raccolta dei racconti di Clarke da parte di Urania. Qui quello che c’è da sapere.

In questo volume segnalo la presenza dei racconti La stella, La defenestrazione di Ermintrude e Ritmo assoluto.

Molto presente l’avventura umana nello spazio, con la Luna in primo piano. Si vede che siamo nella seconda metà negli anni ’50 e l’umanità è pronta per l’avventura spaziale. Gli alieni non sono mai andati via dai racconti e iniziano i primi problemi “informatici”, i racconti sull’intelligenza artificiale e le interfacce uomo macchina.

Per le anticipazioni tecnologiche, in Ritmo assoluto si ipotizza una musica creata artificialmente. Oggi c’è.

Buona lettura!

[libro] Chernobyl 01:23:40

lunedì 25 novembre 2019

Autore: Andrew Leatherbarrow
Titolo: Chernobyl 01:23:40. La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo
Editore: Salani Editore
Altro: ISBN: 9788831003032; 15,90€; p. 272; genere: saggistica; traduzione di Irene Annoni, Rachele Salerno, Carlotta Turrini; I ed 2019

Voto: 7/10

Avete presente la prima legge di Murphy? Quella che recita: Se qualcosa può andar male, lo farà. Ecco, nel caso del disastro di Chernobyl va presa alla lettera e ogni più piccolo dettaglio di tutti gli eventi occorsi per arrivare al disastro e per uscirne si è svolto nel peggiore dei modi possibile. Una catena di errori umani veramente incredibile.

Non so a che titolo l’autore abbia scritto questo racconto del disastro. Mi sembra di aver capito che Leatherbarrow sia un semplice appassionato, un fotografo (dilettante? professionista?), che negli anni ha vagliato un gran numero di relazioni e libri sull’argomento, ha messo giù degli appunti che poi sono diventati un libro. Sul suo sito c’è la prima versione di questa opera (in inglese), poi corretta, ripulita e trasformata in una pubblicazione. Le note al testo danno l’idea di una bibliografia non indifferente. (Bibliografia che purtroppo manca.) Il racconto dei fatti è accompagnato, a mo’ di contrappunto, da quello del suo viaggio nella zona di esclusione, una zona di 30 km di raggio dalla centrale (2826 km^2), compiuto nel 2011. (Sul suo sito potete vedere le foto scattate a colori e anche alcune non presenti nel libro di carta.)

Personalmente ho apprezzato di più la parte di descrizione dell’incidente. Anche se in alcuni punti l’ho trovata confusa, i dati riportati sono impressionanti: 750 tonnellate di materiale rilasciato in atmosfera durante l’esplosione del reattore, 65 morti nei primi momenti del disastro, più di due milioni e mezzo di persone evacuate, 30 km il raggio della zona interdetta, ancora oggi, a oltre 30 anni dal disasto, oltre 600.000 persone coinvolte nella limitazione dei danni del disastro, 235 miliardi di dollari di danni (al 2009) che hanno coperto solo l’8% del danno complessivo, il danno sanitario e le morti secondarie sono impossibili da stimare (si va da 4000 morti delle stime più prudenti, ai milioni di morti stimati da Greenpeace). È lampante l’incapacità umana nel gestire una tecnologia che non concede sconti; è evidente che non è possibile lasciare a valutazioni economiche la produzione in sicurezza dell’energia nucleare (la sicurezza è la prima cosa che salta, quando una cosa è troppo costosa); è evidente l’uso militare di questa tecnologia; l’autore accenna al prossimo disastro che si sta preparando con le conseguenze dello tsunami del 2011 sulla centrale di Fukushima. Ebbene, dopo tutto quello che ha scritto (i dati sopra riportati sono suoi) l’autore è ancor fiducioso nell’uso dell’energia atomica da parte di questa razza animale che è l’uomo. Una alternativa pulita, dice lui. A questo punto io dico che se siamo destinati all’estinzione voglio che questa sia rapida. Un meteorite. O una bomba atomica direttamente sopra la testa. Non voglio friggere lentamente per decenni con il cesio nella tiroide o lo stronzio nelle ossa.

Buona lettura!

[film] Maleficent – La signora del male

domenica 24 novembre 2019

Titolo: Maleficent – La signora del male (Maleficent: Mistress of Evil)
Regista: Joachim Rønning
Sceneggiatura: Linda Woolverton, Micah Fitzerman-Blue, Noah Harpster
Altro: 2019; USA; 118 minuti; direzione del doppiaggio: Maura Vespini; genere: fantastico; produzione: Disney

Attori:
Angelina Jolie: Malefica
Elle Fanning: Aurora
Michelle Pfeiffer: regina Ingrid
Harris Dickinson: principe Filippo

(dati tratti da Wikipedia e Antonio Genna peri il doppiaggio)

Voto: 5/10

Seguito del primo Maleficent, trattasi di un libero rimaneggiamento della fiaba di Perrault, la bella addormentata nel bosco.

Bello, con tanti effetti speciali, dove i buoni – non credo di fare spoiler, siamo in un film Dinsey – alla fine trionfano.

Comunque il tema non è la lotta fra il bene e il male e nemmeno l’amore trionfa su tutto. Il tema è le suocere sono un problema.

Buona visione! (o anche no)

[libro] Numeralia

mercoledì 20 novembre 2019

Autore: Maurizio Codogno
Titolo: Numeralia
Editore: Codice Edizioni
Altro: ISBN: 9788875787554; 16,00€; p. 206; genere: saggistica, matematica

Voto: 7/10

È successo che ho avuto la bella idea di tinteggiare metà casa nei ritagli di tempo dei fine settimana di settembre. Pessima idea. Il lavoro grosso è finito, ma ho ancora qualcosa da sistemare e siamo oltre la metà di novembre.

Il soggiorno fa parte della metà della casa tinteggiata e soggiorno significa libreria e libreria significa circa mille volumi da spostare. Non sono tantissimi (per i miei gusti), ma quando è ora di muoverli vi assicuro che non finiscono mai. Inoltre, poiché sono un genio, durante i lavori ho anche provveduto a portarmene a casa di nuovi, residui di dismissioni altrui. Risultato: era ora di fare ordine e liberarmi di cose che non avevano più ragione di stare in casa.

Una delle mie manie ricorrenti è la matematica. Mi affascina molto e allora periodicamente compro volumi più o meno divulgativi. Una decina di anni fa decisi di comprare buona parte di una collana di giochi matematici. Poi mi sono accorto che le mie capacità matematiche sono molto inferiori ai miei desideri e soprattutto ho l’elasticità mentale di un pezzo di marmo. Risultato: quei libri di giochi matematici sono rimasti sullo scaffale intonsi.

Liberarsi dei libri senza buttarli al macero è molto più difficile di quanto si pensi e scordatevi di monetizzare in qualche modo la montagna di carta che avete in casa. L’offerta dell’usato sovrasta di molto la domanda. A chi dare dunque questi libri? Perché non a un matematto? Ecco quindi che Maurizio se ne è presi alcuni e nello scambio ho ricevuto in regalo la sua ultima fatica, Numeralia, cosa molto gradita e inaspettata.

Numeralia è una specie di pettegolezzo sui numeri, una carrellata di curiosità, aneddoti, teoremi e problemi che hanno occupato l’umanità per millenni. Lo stile è un po’ quello dei Rudimathematici: un numero, una scusa per parlare di tante cose.

Mentre è facile pensare che il capitolo sullo 0 parlerà della sua nascita e diffusione, meno facile intuire che nel capitolo 538 si parlerà di elezioni e distribuzione di seggi. Nel capitolo 10^100, invece, si parlerà di quanti modi si sono inventati i matematici per scrivere con pochi simboli numeri che superano ogni immaginazione. Non pensate però che si parli solo di matematica: nel capitolo sul numero 13 si affronta il tema della superstizione numerica. Vi lascio scoprire gli altri numeri.

Per i terrorizzati dalle formule: non ci sono. Qualche ragionamento, per essere apprezzato appieno, presuppone aver già visto il problema prima, ma nulla che non possa essere goduto con piena fiducia senza troppi pensieri.

Buona lettura!

[libro] Respiro

sabato 16 novembre 2019

Autore: Ted Chiang
Titolo: Respiro (originale: Exhalation)
Editore: Frassinelli
Altro: ISBN: 9788893420563; I ed. 2019; p. 340; 18,50€; traduzione di Christian Pastore; genere: fantascienza

Voto: 9/10

Nove racconti pubblicati fra il 2005 e il 2015, di cui uno, Il ciclo di vita degli oggetti software, è di fatto un romanzo breve. Tre (Respiro, Il ciclo di vita degli oggetti software e Il mercante e il portale dell’alchimista) si sono aggiudicati il premio Hugo e altri premi.

I racconti trattano temi attualissimi (i social network e l’intelligenza artificiale) e universali (la memoria, la paura della morte, il senso della vita), ma Chiang è sempre originale e particolare nell’affrontarli. I racconti mi sono piaciuti molto, tutti tranne uno, non solo per i temi, ma anche per lo stile.

Cosa succederebbe se sapessimo il nostro futuro, magari anche solo potenziale? O potessimo rivivere il nostro passato? Saremmo diversi? Saremmo migliori? Il libero arbitrio verrebbe meno? Tre storie non danno una risposta semplice e univoca a queste domande, ma evidenziano bene il limite delle nostre aspirazioni di controllo e ci pongono di fronte alle nostre responsabilità, assolutamente inevitabili.

Ne Il ciclo di vita degli oggetti software viene invece trattato il tema della realtà virtuale, dove tamagotchi con intelligenza artificiale assumono il ruolo di un figlio. Quando la IA diventa “come noi” e quindi è giusto trattarla come se fosse un uomo in carne e ossa? Dove sta il confine? Avere un figlio è diverso dall’avere un amico virtuale, anche se intelligente e in evoluzione? E dove sta la differenza? Un tema antico, quello della intelligenza creata dall’uomo, direi fondante della fantascienza, si veda Frankenstein di Mary Shelley, ma coniugato attraverso il nostro mondo attuale, proiettato verso la realtà virtuale e i social network.

Respiro, che dà il nome alla raccolta, racconta la storia di una scoperta e della meraviglia dell’indagine scientifica, dell’universo. “L’universo ha avuto origine da un immenso respiro trattenuto.” dice l’autore nel racconto. Un omaggio anche alla termodinamica, direi, non solo all’indagine scientifica.

E infine la nostra memoria personale e le tecnologie informatiche. Cosa succederà quando tutta la nostra vita personale potrà essere registrata e potrà essere oggetto di ricerca e indagine? Cosa cambierà per noi? Avrà senso opporsi a questa possibilità?

Queste e altre domande nei racconti di Chiang.

Buona lettura!