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[libro] Terra e spazio (vol 1/4)

domenica 4 agosto 2019

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra e spazio – Volume 1 (The Collected Stories)
Editore: Mondadori – Urania Collezione
Altro: prezzo 6,90€, p. 328, I edizione giugno 2019, I ed lingua originale 2000, genere: fantascienza, racconti,
disponibile anche in epub.

Voto: 6/10

Con colpevole ritardo segnalo che Urania sta pubblicando la raccolta (quasi) completa dei racconti di Clarke in lingua italiana, per un totale di 104 racconti. Lo farà in quattro volumi, ha iniziato a giugno con il primo volume e terminerà a settembre con il quarto. Quasi perché sedici racconti non sono pubblicabili per motivi di diritti. Nonostante questo gli inediti saranno in tutto diciannove (8 nel primo volume, 4 nel secondo, 2 nel terzo e 5 nell’ultimo). I racconti copriranno sessantadue anni di fantascienza, dal 1937 al 1999. Alcune traduzioni sono state rifatte per migliorarle.

Arthur Clarke non ha bisogno di presentazioni, è una pietra miliare della fantascienza, e ogni appassionato del genere dovrebbe avere questa raccolta.

Nonostante questo, la giovane età di Clarke si fa sentire. I racconti, pur avendo intuizioni geniali e originali, con idee riprese anche da altri autori più avanti (una specie di teletrasporto nel primo racconto!), ha una prosa e delle tematiche (tanti alieni e tanta energia atomica) che forse oggi sono superate o sicuramente trattate in altro modo. E poi è evidente che la bellezza dei racconti va in crescendo, segno che le abilità di Clarke si sono affinate negli anni.

Segnalo qualche refuso e la cosa curiosa che la presentazione di questa raccolta da parte di Franco Forte è sul volume di luglio, il secondo.

Buona lettura!

[libro] Il trucco c’è e si vede

domenica 4 agosto 2019

Autrice: Beatrice Mautino
Titolo: Il trucco c’è e si vede – Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi.
Editore: Chiarelettere
Altro: ISBN 9788832960433 (epub), Prima edizione digitale: gennaio 2018, saggio, 458 KB

Voto: 8/10

Beatrice Mautino, laureata in Biotecnologie industriali e ricercatrice nel campo delle Neuroscienze a Torino, nel suo ruolo di divulgatrice scientifica (ha collaborato anche con Bressanini) ha scritto questo saggio per fare un poco di chiarezza nel mondo dei cosmetici.

Mondo molto opaco dove l’informazione sui prodotti è inquinata dal marketing. A volte è difficile sapere la composizione dei prodotti, la loro provenienza e l’efficacia è lasciata alle dichiarazioni dei produttori; i prezzi, molto spesso, non sono indicatori di migliore qualità. Il consumatore è lasciato in balia del passaparola e della pubblicità. Passaparola che ovviamente si alimenta di complotti inesistenti (no, i parabeni non distruggeranno il pianeta), convinzioni errate (il rasoio non farà i vostri peli più duri) e consigli basati sul nulla (molti youtuber che promuovono cosmetici non hanno nessuna competenza specifica sulle tecnologie e l’efficacia dei prodotti che promuovono).

Ma di cosa hanno bisogno i nostri capelli e la nostra pelle? La Mautino ci ricorda, per esempio, che i nostri capelli non sono formati da cellule vive, sono morti. Quindi dobbiamo tirar via solo lo sporco, basta del normale sapone. La cellulite non è una malattia e c’è ben poco da fare. Per le rughe, avere un qualche effetto è difficile e rischioso. Interessante anche il capitolo sulle creme solari, giusto per questa stagione.

E poi: dove si producono i cosmetici e chi li produce, la questione del nichel, i test sugli animali (quante sorprese!), la sicurezza dei cosmetici. Tante informazioni per fare acquisti più consapevoli e non buttare inutilmente i nostri soldi.

Infine il mio sospetto personale che qui trova conferma: il prezzo alto non è affatto indicativo di un cosmetico di maggiore qualità. Molto spesso conviene comprare i cosmetici più economici per poi passare a quelli più costosi se non si rimane soddisfatti, facendo attenzione che la componente psicologica, sulla nostra soddisfazione, è molto influente. La scelta rimane comunque difficile. Io per esempio, ho un problema con le creme, che non sopporto e meno ancora il loro odore. Però ho ormai un’età che una crema idratante non è uno sfizio, ma una necessità, specie d’inverno. La mia scelta, assieme al prezzo più economico, deve per forza di cose tener conto dell’odore. Le due cose (odore e prezzo), purtroppo, difficilmente si abbinano.

La prosa è semplice e scorrevole, i messaggi sono chiari e per chi va al mare, ricordatevi la crema solare.

Buone vacanze e buona lettura!

[libro] Click here to kill everybody

giovedì 30 maggio 2019

Autore: Bruce Schneier
Titolo: Click here to kill everybody – Security and Survival in a Hyper-connected Word
Editore: W. W. Norton & Company
Altro: ISBN: 9780393608885, 322 p., 27,95$, genere: saggio

Voto: 10/10

Avete presente l’internet delle cose? Quello che gli americani chiamano IoT, Internet of Things. Il termostato che si comanda dal cellulare, il pacemaker che manda le pulsazioni al vostro medico, l’auto che aggiorna il suo software via internet. Ebbene, tutte quelle cose vengono sviluppate e vendute, oggi, senza pensare minimamente al fatto che possono essere sabotate e usate contro altri. L’ultimo esempio è una serratura che non chiude affatto. Voi direte: e cosa mi importa, tanto ho ancora la serratura del 1915. Beh, sì, finché si tratta di termostati o serrature di casa la cosa non è un grosso problema. Ma Schneier ci avvisa che questi oggetti connessi al resto del mondo sono ovunque e riguardano anche cose molto sensibili: impianti industriali, centrali elettriche, acquedotti, auto, aerei, apparecchiature medicali salvavita. Là fuori ogni cosa è connessa e domani lo sarà sempre di più. È ora di pensare alla sicurezza di questi oggetti. Oggi, per vari motivi che Schneier vi illustrerà nei dettagli, questo aspetto è molto sottovalutato se non addirittura assente. Clicca qui per uccidere tutti è un’iperbole che potrebbe diventare realtà in un futuro molto vicino.

Cosa propone Schneier? Una cosa molto semplice: che questo tema entri nell’agenda politica del suo paese, di ogni paese. Che la politica incentivi, attraverso le leggi, la cura della sicurezza informatica, che incentivi la scoperta e la correzione dei bug dei software, l’uso della crittografia, dei protocolli di rete ben progettati, che incentivi la ricerca tecnologica. Cosa fa la politica oggi? L’esatto opposto: chiede di introdurre backdoor nei software, di eliminare la crittografia per favorire le indagini, mancano organi governativi che si occupino di incentivare la riservatezza dei dati e la loro messa in sicurezza. Con qualche eccezione: Schneier loda molto il nostro GDPR, la nuova normativa europea sulla privacy e si augura che abbia effetti anche nel suo paese.

Pur descrivendo un quadro desolante e una mancanza di lungimiranza generale molto sconfortante, Schneier è ottimista. Dice che quando queste IoT inizieranno a uccidere persone, con qualche incidente, la politica sarà costretta a muoversi. Che qualcuno, nel mondo, si muoverà prima degli USA e questo innescherà un processo virtuoso.

Io sono un inguaribile pessimista. Penso che prima o poi qualcuno avrà la bella idea di installare un termostato in una base missilistica nucleare, connesso alla rete di controllo dei missili e un altro qualcuno, pensando di spegnere il riscaldamento di un amico, inizierà la terza guerra nucleare. La buona notizia è che sarà l’ultima. Ci estingueremo così. Semplice selezione naturale.

[libro] Il cittadino Sandro Pertini

sabato 18 maggio 2019

Autore: Raffello Uboldi
Titolo: Il cittadino Sandro Pertini – Storia del Presidente di tutti gli italiani
Editore: Rizzoli
Altro: I ed 1982, 208 pagine, 9,00€ (usato)

Voto: 7/10

Sono abbastanza vecchio per ricordarmi di Pertini come Presidente della Repubblica. Me lo ricordo come uno di famiglia, una specie di nonno putativo. Si muoveva fuori dagli schemi, amava i giovani e i ragazzi, li lasciava parlare, rispondeva alle loro domande. Questa cosa mi colpiva molto. Era sempre presente nei momenti difficili della vita pubblica, non aveva paura di dire quello che tutti pensavano. In casa era una specie di leggenda.

Il libro in questione uscì che Pertini non solo era ancora vivo, ma ancora Presidente della Repubblica.

Il racconto della biografia inizia dall’infanzia a Stella, in Liguria, con gli studi dai salesiani e il ginnasio. L’infanzia e l’adolescenza felice terminano bruscamente: Pertini, pur aderendo già all’ideologia socialista, neutralista e non interventista, è obbligato a partecipare alla prima guerra mondiale. Non si tira indietro di fronte ai suoi doveri e riuscirà a tornare con una medaglia d’argento non consegnata perché “pericoloso sovversivo socialista”. (Gli sarà data una volta salito al Quirinale.) Peccato che lui, sovversivo socialista, abbia fatto molto di più per la Patria e la guerra, di molti altri amici e colleghi “interventisti”.

All’inizio degli anni ’20, con la nascita del fascismo, Pertini trova immediatamente la sua posizione: antifascista intransigente. Senza risparmiare forze, soldi e intelligenza, la sua attività di antifascista non si interrompe mai, nemmeno quando è in carcere o al confino. La sua ultima condanna per la sua attività politica è del 1929, uscirà dal carcere nel 1943 e rischierà, di nuovo, di venire fucilato dai nazisti nel 1944. Riesce a fuggire rocambolescamente a questa condanna e continua la sua attività partigiana nel CLNAI, a Milano.

È raccontato il suo incontro con Mussolini, il 25 aprile del 1944. (Si nota, nel racconto della fine del fascismo, la mancanza della fucilazione del duce, condanna firmata, fra gli altri, da Pertini.)

E poi la sua carriera nella Repubblica fino alla sua elezione di Presidente del 1978.

Una persona integerrima, sempre attiva, di grande rigore morale, di incrollabile fede politica, di grande sensibilità umana, passionale.

Segnalo che la prosa, pur essendo del 1981, è datata. Qualche refuso. Sono citati molti nomi storici (Nenni, Amendola, Longo, eccetera) che avrebbero bisogno di una mini biografia a parte. Nonostante questo la lettura è un ottimo modo per ripassare la storia del fascismo e alcuni eventi dalla prima e seconda guerra mondiale; ci sono inoltre molte curiosità. Gli ultimi due capitoli, più vicini al presente dell’autore, sono infarciti di fatti e nomi che oggi non dicono nulla, molto incentrati sulle questioni dell’epoca. Impressiona, a distanza di anni, la paura e la gravità del terrorismo rosso e nero, la paura per la guerra fredda e la droga.

Un libro a tratti non facile, ma di sicuro impatto emotivo e storicamente utile. Da leggere per non dimenticare, specie in questi tempi.

Ecco perché noi anziani guardiamo fiduciosi ai giovani e quindi al domani del popolo italiano. Ad essi vogliamo consegnare intatto il patrimonio politico e morale della Resistenza, perché lo custodiscano e non vada disperso: alle loro valide mani affidiamo la bandiera della libertà e della giustizia sociale perché la portino sempre più avanti e sempre più in alto. Viva la Resistenza!

Camera dei Deputati, 23 aprile 1970″ (cit.)

Fondazione Sandro Pertini, per i documenti. Su facebook per le iniziative della fondazione.

[libro] Fare banca per passione!

domenica 17 marzo 2019

Autore: AA. VV.
Titolo: Fare banca per passione!
Editore: Mondadori
Altro: ISBN: 9788891821713; I ed 2018; 214 p.; 12,90€

Voto: 2/10

$$$ Banca ha avuto una straordinaria idea: far scrivere ai propri dipendenti una piccola riflessione seguendo, come tema, lo slogan della banca. Il titolo, per l’appunto. È stato lanciato un concorso interno, dove ogni dipendente poteva partecipare con un proprio scritto, di poche pagine. Chi ha colto l’occasione per scrivere un racconto di fantasia (pochi), chi ha raccontato un episodio della propria vita lavorativa (quasi tutti) o personale, il meglio di quanto arrivato (immagino) è stato raccolto qui e pubblicato. La banca ha poi pensato di diffondere, fra i dipendenti, il risultato ottenuto. Non sono dipendente $$$, ma ho a che fare con la banca e da quello che ho visto il piccolo tomo viene usato come sotto bicchiere. Un dipendente si è privato del suo sotto tazza e io mi sono sacrificato per voi.

Ammetto di essere prevenuto: il mondo bancario mi annoia da morire, come ci si possa appassionare lavorando in banca mi è oscuro. Però qualcuno lo deve fare e chi ha scritto i racconti la passione l’ha messa veramente, ne sono sicuro. Rimane il fatto che, escluse un paio di eccezioni, i racconti sono… ecco, meglio andare a fare una passeggiata.

[film] Moschettieri del Re

martedì 1 gennaio 2019

Titolo: Moschettieri del re – La penultima missione
Regia: Giovanni Veronesi
Soggetto: Alexandre Dumas
Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Nicola Baldo
Altro: Italia; 2018; 105 min; commedia

Attori:
Pierfrancesco Favino: D’Artagnan
Rocco Papaleo: Athos
Valerio Mastandrea: Porthos
Sergio Rubini: Aramis
Alessandro Haber: Cardinale Mazzarino
Margherita Buy: Regina Anna

(fonte dati: Wikipedia)
Voto: 6/10

I moschettieri D’Artagnan, Porthos, Aramis e Athos, richiamati dalla regina di Francia dopo che sono da molti anni “in pensione”, hanno una nuova missione: salvare gli ugonotti dalla persecuzione del Cardinale Mazzarino. La banda darà vita a tante scene divertenti, l’ideale per iniziare l’anno con un sorriso.

[film] Bohemian Rhapsody

domenica 9 dicembre 2018

Titolo: Bohemian Rhapsody
Regia: Bryan Singer e Dexter Fletcher (non accreditato)
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Musiche: John Ottman
Scenografia: Aaron Haye
Costumi: Julian Day
Produttori: Jim Beach, Robert De Niro, Graham King, Brian May, Peter Oberth, Bryan Singer, Roger Taylor
Altro: 2018; USA, UK; 134 minuti; genere: biografico, musicale; direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Rami Malek: Freddie Mercury
Ben Hardy: Roger Taylor
Joseph Mazzello: John Deacon
Gwilym Lee: Brian May
Lucy Boynton: Mary Austin

Voto: 8/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Come molti lettori sapranno, il film narra quindici anni di storia dei Queen, dal 1970 al 1985, data del concerto Live Aid, dove Freddie Mercury è ovviamente al centro del racconto. Non sono esperto di musica e di biografie dei cantanti, ma ho trovato il film molto convincente, pur con il limite di far impersonare personaggi tanto famosi da attori. (Molto bravo Rami Malek.)

Segnalo fra i dati del film anche i produttori, perché fra di essi c’è Brian May e Roger Taylor, dei Queen. Comingsoon trova il film superficiale e agiografico e ne incolpa in parte i produttori e in parte il cambio del regista a metà film. In effetti la pellicola ha avuto una storia travagliata, stando a wikipedia, e Mercury non era certo un personaggio facile da ritrarre, ma dubito che indugiare sui suoi eccessi avrebbe apportato maggiore qualità alla biografia. Così come dubito che rappresentare una maggiore conflittualità nella band avrebbe reso il film più realistico. Al di là degli aggiustamenti di sceneggiatura, la complessità del processo creativo, la genialità di Freddie e del gruppo, è ben raccontata e il film coinvolge.

Per l’occasione mi sono ripassato le biografie della band. Brian May laureato in fisica (ha poi ripreso gli studi e concluso il dottorato nel 2007). Roger Taylor laureato in biologia. John Richard Deacon laureato in ingegneria elettronica. Freddie si è diplomato presso l’Ealing Art College. Il rock e la musica per segnare una discontinuità artistica e sociale col passato. Sono dati che colpiscono e chiedo ai miei due lettori rimasti se oggi, nel panorama musicale, ci sia qualcuno di giovane e con uno spessore intellettuale paragonabile. In altre parole: ci sono nuove band che sanno proporre qualcosa di nuovo a questi livelli? E che forse diventeranno famosi e segneranno la storia della musica?

Aggiornamento 10/12/2018 (con un poco di spoiler): Una voce molto critica sulla biografia: Bohemian Rhapsody, il film sui Queen che piace a chi non conosce i Queen di Simone Stefanini su dailybest.it.

[film] Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

domenica 9 dicembre 2018

Titolo: Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) (Dead in a Week: Or Your Money Back)
Regia: Tom Edmunds
Altro: GB; 90 minuti; genere: Commedia; anno 2017; direzione del doppiaggio: Alessia Amendola

Voto: 5/10

Sai quei film che vai a vedere perché non vuoi fare le ragnatele sul divano, epperò non c’è nulla che ti interessi davvero e scegli quello che ti sembra il meno peggio? Ecco, questo è il caso.

Un depresso tenta di suicidarsi, ma non ci riesce. In uno dei suoi tentativi, un fantomatico killer professionista, con tanto di ufficio e partita IVA, si offre per soddisfare il suo desiderio. Ovviamente, appena dato l’ingaggio al killer, il protagonista si innamora e ci ripensa, ma tornare indietro non è così facile.

Film cialtrone, con qualche gag divertente, è inadatto a chi soffre veramente di depressione e/o ha avuto a che fare con veri suicidi.

(Il film è talmente importante che è snobbato da wikipedia. Dati da Comingsoon e per il doppiaggio dal solito Antonio Genna.)

Aggiornamento 10/12/2018: Da uno spunto del commento di Gianc. ho scoperto che il filone ha una lunga storia:
Le tribolazioni di un cinese in Cina
The Man in Search of His Murderer
Les Tribulations d’un Chinois en Chine (film)
The Assassination Bureau
Ho affittato un killer

[film] Il primo uomo

domenica 11 novembre 2018

Titolo: Il primo uomo (First Man)
Regia: Damien Chazelle
Soggetto: dal libro biografico di James R. Hansen
Sceneggiatura: Josh Singer
Montaggio: Tom Cross
Effetti speciali: J.D. Schwalm, Paul Lambert
Musiche: Justin Hurwitz
Altro: USA; 2018; 141 minuti; Genere: biografico, drammatico, storico; direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Ryan Gosling: Neil Armstrong
Claire Foy: Janet Shearon Armstrong

(dati da Wikipedia, per il doppiaggio da Antonio Genna.)

Voto: 8/10

Il film racconta la vita pubblica e privata di Neil Armstrong fra il 1961 e il 1969 ed è basato sulla biografia – autorizzata da Armstrong – di Hansen pubblicata nel 2005.

Non era facile fare qualcosa di originale con un personaggio che ha avuto una vita pubblica esaminata in ogni dettaglio, specie quella relativa all’impresa lunare. Eppure Chazelle ci riesce, anche perché le esercitazioni, i lanci spettacolari del Saturn V, l’atterraggio sulla luna, i pericoli affrontati fanno da contrappunto al racconto della sua vita privata. Qui scopriamo un uomo innamorato del suo lavoro – collaudatore di aerei prima e astronauta dopo – schivo e riservato in pubblico e in privato, ma allo stesso tempo sensibile e determinato.

Armstrong intraprende la carriera di astronauta poco dopo la morte di sua figlia Karen, forse per ridare un senso alla sua vita. Entra nel programma Gemini e poi nel programma Apollo, affrontando ancora numerosi lutti fra i colleghi e amici. Nonostante il dolore provato e le numerose difficoltà, anche di ordine politico e lavorativo, Armstrong dimostra una determinazione e una preparazione che lo porterà a essere scelto come comandante della missione Apollo 11. (Nonostante le immagini e la storia sia stata ormai raccontata in mille modi, l’epica impresa del viaggio verso la Luna emoziona sempre.)

Al suo fianco Neil ha Janet Shearon, una donna altrettanto determinata e innamorata, interpretata da una straordinaria Clair Foy.

Girato con tecnologia IMAX, il regista sa come riportarci agli anni 60. (Forse bastava anche meno.)

Buona visione!

Aggiornamento 14/11/2018:

Radio3Scienza intervista Umberto Guidoni, astronauta, per avere una sua opinione sul film. Qui il link diretto alla puntata.

[libro] A tua insaputa

sabato 22 settembre 2018

Autore: John Bargh
Titolo: A tua insaputa – La mente inconscia che guida le nostre azioni (Before You Know It: The Unconscious Reasons We Do What We Do)
Editore: Bollati Boringhieri
Altro: ISBN: 9788833926599; I ed. ling. orig. 2017; I ed. it. 2018; genere: saggistica, psicologia; traduzione di Sabrina Placidi; p. 422; 25,00 €

Voto: 8/10

Cosa ci fa fare il nostro inconscio? Come è influenzato dal nostro passato e dal nostro presente? Lo sapevate che anche le nostre intenzioni future lo guidano?

In questo saggio, ricco di aneddoti sugli esperimenti svolti, Bargh riassume la sua quarantennale ricerca sul tema dell’inconscio.

Fra comportamentismo (il mondo là fuori ci condiziona in ogni aspetto) e cognitivismo (solo la nostra volontà conta in quello che facciamo), Bargh crea una posizione nuova sostenendo che il nostro inconscio è fondamentale per la nostra sopravvivenza, anche quando sembra in balia di eventi esterni e che la nostra volontà, se vengono riconosciuti i meccanismi di questo lato nascosto, può essere di grande aiuto per raggiungere i nostri obiettivi. Ci sono però due punti di attenzione: il primo è che il nostro inconscio si è strutturato e funziona per una società che ora non c’è più, fatta di poche persone facilmente riconoscibili. Sapere questi limiti può essere utile per fermare alcune tendenze che ci portano a essere diffidenti con chi è diverso da noi, per esempio. Il secondo è che al nostro inconscio non possiamo mentire. Se il nostro vero obiettivo è avere più potere, non riusciremo a ingannare noi stessi e gli altri con gesti di generosità. Prima o poi ci tradiremo. (Bargh, a proposito della gestione del potere, sostiene che ci sono persone più “egoiste”, sempre pronte ad approfittare della propria posizione di potere, e persone più “altruiste”, più attente alla collettività.)

Le implicazioni e gli usi di questi studi sono notevoli: dalla propaganda politica a quella sulla salute. Dalla motivazione allo studio, alla gestione del potere.

Gli ultimi capitoli sono dedicati a come usare il nostro inconscio per raggiungere i nostri obiettivi. Non riconoscere il ruolo e il potere del nostro inconscio porta di solito a esserne in balia in modo maggiore rispetto ad altri. Per questo conoscere meglio questi meccanismi nascosti e alcuni suggerimenti potrebbero renderci persone migliori.

Buona lettura!