Posts Tagged ‘recensione’

[film] Moschettieri del Re

martedì 1 gennaio 2019

Titolo: Moschettieri del re – La penultima missione
Regia: Giovanni Veronesi
Soggetto: Alexandre Dumas
Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Nicola Baldo
Altro: Italia; 2018; 105 min; commedia

Attori:
Pierfrancesco Favino: D’Artagnan
Rocco Papaleo: Athos
Valerio Mastandrea: Porthos
Sergio Rubini: Aramis
Alessandro Haber: Cardinale Mazzarino
Margherita Buy: Regina Anna

(fonte dati: Wikipedia)
Voto: 6/10

I moschettieri D’Artagnan, Porthos, Aramis e Athos, richiamati dalla regina di Francia dopo che sono da molti anni “in pensione”, hanno una nuova missione: salvare gli ugonotti dalla persecuzione del Cardinale Mazzarino. La banda darà vita a tante scene divertenti, l’ideale per iniziare l’anno con un sorriso.

[film] Bohemian Rhapsody

domenica 9 dicembre 2018

Titolo: Bohemian Rhapsody
Regia: Bryan Singer e Dexter Fletcher (non accreditato)
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Musiche: John Ottman
Scenografia: Aaron Haye
Costumi: Julian Day
Produttori: Jim Beach, Robert De Niro, Graham King, Brian May, Peter Oberth, Bryan Singer, Roger Taylor
Altro: 2018; USA, UK; 134 minuti; genere: biografico, musicale; direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Rami Malek: Freddie Mercury
Ben Hardy: Roger Taylor
Joseph Mazzello: John Deacon
Gwilym Lee: Brian May
Lucy Boynton: Mary Austin

Voto: 8/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Come molti lettori sapranno, il film narra quindici anni di storia dei Queen, dal 1970 al 1985, data del concerto Live Aid, dove Freddie Mercury è ovviamente al centro del racconto. Non sono esperto di musica e di biografie dei cantanti, ma ho trovato il film molto convincente, pur con il limite di far impersonare personaggi tanto famosi da attori. (Molto bravo Rami Malek.)

Segnalo fra i dati del film anche i produttori, perché fra di essi c’è Brian May e Roger Taylor, dei Queen. Comingsoon trova il film superficiale e agiografico e ne incolpa in parte i produttori e in parte il cambio del regista a metà film. In effetti la pellicola ha avuto una storia travagliata, stando a wikipedia, e Mercury non era certo un personaggio facile da ritrarre, ma dubito che indugiare sui suoi eccessi avrebbe apportato maggiore qualità alla biografia. Così come dubito che rappresentare una maggiore conflittualità nella band avrebbe reso il film più realistico. Al di là degli aggiustamenti di sceneggiatura, la complessità del processo creativo, la genialità di Freddie e del gruppo, è ben raccontata e il film coinvolge.

Per l’occasione mi sono ripassato le biografie della band. Brian May laureato in fisica (ha poi ripreso gli studi e concluso il dottorato nel 2007). Roger Taylor laureato in biologia. John Richard Deacon laureato in ingegneria elettronica. Freddie si è diplomato presso l’Ealing Art College. Il rock e la musica per segnare una discontinuità artistica e sociale col passato. Sono dati che colpiscono e chiedo ai miei due lettori rimasti se oggi, nel panorama musicale, ci sia qualcuno di giovane e con uno spessore intellettuale paragonabile. In altre parole: ci sono nuove band che sanno proporre qualcosa di nuovo a questi livelli? E che forse diventeranno famosi e segneranno la storia della musica?

Aggiornamento 10/12/2018 (con un poco di spoiler): Una voce molto critica sulla biografia: Bohemian Rhapsody, il film sui Queen che piace a chi non conosce i Queen di Simone Stefanini su dailybest.it.

[film] Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

domenica 9 dicembre 2018

Titolo: Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) (Dead in a Week: Or Your Money Back)
Regia: Tom Edmunds
Altro: GB; 90 minuti; genere: Commedia; anno 2017; direzione del doppiaggio: Alessia Amendola

Voto: 5/10

Sai quei film che vai a vedere perché non vuoi fare le ragnatele sul divano, epperò non c’è nulla che ti interessi davvero e scegli quello che ti sembra il meno peggio? Ecco, questo è il caso.

Un depresso tenta di suicidarsi, ma non ci riesce. In uno dei suoi tentativi, un fantomatico killer professionista, con tanto di ufficio e partita IVA, si offre per soddisfare il suo desiderio. Ovviamente, appena dato l’ingaggio al killer, il protagonista si innamora e ci ripensa, ma tornare indietro non è così facile.

Film cialtrone, con qualche gag divertente, è inadatto a chi soffre veramente di depressione e/o ha avuto a che fare con veri suicidi.

(Il film è talmente importante che è snobbato da wikipedia. Dati da Comingsoon e per il doppiaggio dal solito Antonio Genna.)

Aggiornamento 10/12/2018: Da uno spunto del commento di Gianc. ho scoperto che il filone ha una lunga storia:
Le tribolazioni di un cinese in Cina
The Man in Search of His Murderer
Les Tribulations d’un Chinois en Chine (film)
The Assassination Bureau
Ho affittato un killer

[film] Il primo uomo

domenica 11 novembre 2018

Titolo: Il primo uomo (First Man)
Regia: Damien Chazelle
Soggetto: dal libro biografico di James R. Hansen
Sceneggiatura: Josh Singer
Montaggio: Tom Cross
Effetti speciali: J.D. Schwalm, Paul Lambert
Musiche: Justin Hurwitz
Altro: USA; 2018; 141 minuti; Genere: biografico, drammatico, storico; direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Ryan Gosling: Neil Armstrong
Claire Foy: Janet Shearon Armstrong

(dati da Wikipedia, per il doppiaggio da Antonio Genna.)

Voto: 8/10

Il film racconta la vita pubblica e privata di Neil Armstrong fra il 1961 e il 1969 ed è basato sulla biografia – autorizzata da Armstrong – di Hansen pubblicata nel 2005.

Non era facile fare qualcosa di originale con un personaggio che ha avuto una vita pubblica esaminata in ogni dettaglio, specie quella relativa all’impresa lunare. Eppure Chazelle ci riesce, anche perché le esercitazioni, i lanci spettacolari del Saturn V, l’atterraggio sulla luna, i pericoli affrontati fanno da contrappunto al racconto della sua vita privata. Qui scopriamo un uomo innamorato del suo lavoro – collaudatore di aerei prima e astronauta dopo – schivo e riservato in pubblico e in privato, ma allo stesso tempo sensibile e determinato.

Armstrong intraprende la carriera di astronauta poco dopo la morta di sua figlia Karen, forse per ridare un senso alla sua vita. Entra nel programma Gemini e poi nel programma Apollo, affrontando ancora numerosi lutti fra i colleghi e amici. Nonostante il dolore provato e le numerose difficoltà, anche di ordine politico e lavorativo, Armstrong dimostra una determinazione e una preparazione che lo porterà a essere scelto come comandante della missione Apollo 11. (Nonostante le immagini e la storia sia stata ormai raccontata in mille modi, l’epica impresa del viaggio verso la Luna emoziona sempre.)

Al suo fianco Neil ha Janet Shearon, una donna altrettanto determinata e innamorata, interpretata da una straordinaria Clair Foy.

Girato con tecnologia IMAX, il regista sa come riportarci agli anni 60. (Forse bastava anche meno.)

Buona visione!

Aggiornamento 14/11/2018:

Radio3Scienza intervista Umberto Guidoni, astronauta, per avere una sua opinione sul film. Qui il link diretto alla puntata.

[libro] A tua insaputa

sabato 22 settembre 2018

Autore: John Bargh
Titolo: A tua insaputa – La mente inconscia che guida le nostre azioni (Before You Know It: The Unconscious Reasons We Do What We Do)
Editore: Bollati Boringhieri
Altro: ISBN: 9788833926599; I ed. ling. orig. 2017; I ed. it. 2018; genere: saggistica, psicologia; traduzione di Sabrina Placidi; p. 422; 25,00 €

Voto: 8/10

Cosa ci fa fare il nostro inconscio? Come è influenzato dal nostro passato e dal nostro presente? Lo sapevate che anche le nostre intenzioni future lo guidano?

In questo saggio, ricco di aneddoti sugli esperimenti svolti, Bargh riassume la sua quarantennale ricerca sul tema dell’inconscio.

Fra comportamentismo (il mondo là fuori ci condiziona in ogni aspetto) e cognitivismo (solo la nostra volontà conta in quello che facciamo), Bargh crea una posizione nuova sostenendo che il nostro inconscio è fondamentale per la nostra sopravvivenza, anche quando sembra in balia di eventi esterni e che la nostra volontà, se vengono riconosciuti i meccanismi di questo lato nascosto, può essere di grande aiuto per raggiungere i nostri obiettivi. Ci sono però due punti di attenzione: il primo è che il nostro inconscio si è strutturato e funziona per una società che ora non c’è più, fatta di poche persone facilmente riconoscibili. Sapere questi limiti può essere utile per fermare alcune tendenze che ci portano a essere diffidenti con chi è diverso da noi, per esempio. Il secondo è che al nostro inconscio non possiamo mentire. Se il nostro vero obiettivo è avere più potere, non riusciremo a ingannare noi stessi e gli altri con gesti di generosità. Prima o poi ci tradiremo. (Bargh, a proposito della gestione del potere, sostiene che ci sono persone più “egoiste”, sempre pronte ad approfittare della propria posizione di potere, e persone più “altruiste”, più attente alla collettività.)

Le implicazioni e gli usi di questi studi sono notevoli: dalla propaganda politica a quella sulla salute. Dalla motivazione allo studio, alla gestione del potere.

Gli ultimi capitoli sono dedicati a come usare il nostro inconscio per raggiungere i nostri obiettivi. Non riconoscere il ruolo e il potere del nostro inconscio porta di solito a esserne in balia in modo maggiore rispetto ad altri. Per questo conoscere meglio questi meccanismi nascosti e alcuni suggerimenti potrebbero renderci persone migliori.

Buona lettura!

[libro] Pasticcio padano

sabato 21 luglio 2018

Autrice: Gaia Conventi
Titolo: Pasticcio padano
Editore: Le Mezzelane Casa Editrice
Altro: ISBN 9788833280837; 15,90€; 348 pagine; I edizione: 2018; genere: giallo

Voto: 7/10

Questo è il terzo romanzo di Gaia con Luchino e il suo cane (fetente) Poirot come protagonisti. I primi due tomi sono stati rivisti, ampliati, aggiornati e riediti da Le Mezzelane e ora li trovate in libreria: Misfatto in crosta (con cane fetente) e Giallo di zucca, nuovo di zecca; Pasticcio padano è il terzo della serie. Inutile dire che il trittico è consigliatissimo per la stagione estiva, specie quella che prevede l’ombrellone.

Più che genere giallo, dovrei dire comico giallo o giallo comico, perché la storia raccontata è grottesca, un rapimento degno delle comiche di Stanlio e Olio. Siamo ovviamente a Ferrara, nel periodo natalizio, e il rapito è Iago, libraio tutto fare della famiglia Girondi, noti librai di Ferrara. Iago è rapito di notte dentro la libreria, ovviamente, per rendere la cosa sempre meno plausibile. Un rapimento che ha che fare con un libro usato e una ex famiglia nobile ferrarese. Luchino sarà invocato in quanto poliziotto fotografo e nipote dei Girondi. Ma Luchino è a Milano, in aspettativa, e quando arriverà troverà il mistero quasi completamente svelato.

I personaggi sono tanti e si muovono tutti freneticamente, in modo bizzarro, come marionette in un teatro circense.

L’effetto è divertente e si arriva alla fine del romanzo troppo in fretta.

Buona lettura!

[libro] Il tuo anno perfetto inizia da qui

sabato 21 luglio 2018

Autrice: Charlotte Lucas
Titolo: Il tuo anno perfetto inizia da qui (Dein perfektes Jahr)
Editore: Garzanti
Altro: ISBN 9788811673163; 17,60€; 444 pagine; tradotto da: Roberta Scarabelli; I Edizione italiana: 2017; genere: romanzo sentimentale

Voto: 7/10

Come avrete intuito, non è il mio genere di romanzo e infatti la lettura è frutto di uno scambio con Lacomizietta: io avrei letto uno dei libri che le piacciono e lei avrebbe letto uno dei miei libri preferiti. Io la mia parte l’ho fatta e sono in attesa della sua lettura di “Preludio alla fondazione” di Asimov.

Tutto sommato pensavo peggio e l’inizio non era molto promettente, con quei messaggi già visti e rivisti rivolti all’ottimismo e al cambiamento un po’ vacuo, ma poi l’autrice è riuscita a dare un senso al tutto, a incuriosirmi e a portarmi fino alla fine.

Parliamo di due personaggi, Hannah, iperattiva, iperottimista, innamorata di Simon. E di Jonathan, divorziato, ricco, editore e affetto da manie ossessive compulsive. I due non si conoscono, ma il caso vuole che Jonathan troverà un’agenda dedicata a Simon scritta da Hannah. Un’agenda per il suo innamorato, per tirarlo su di morale a seguito di una diagnosi infausta, piena di piccole cose da fare per avere un anno perfetto. Jonathan, nel tentativo di restituire questa agenda al legittimo proprietario, si troverà a seguirne lo spirito, a cambiare se stesso, a rivoluzionare una vita piatta e monotona. Un percorso analogo dovrà fare Hannah e non ci vuole Einstein per capire che le due storie convergeranno nel finale.

Libro leggero e veloce, gradevole, non impegnativo. Ottimo per l’ombrellone.

Buona lettura.

[film] Solo: A Star Wars Story

sabato 2 giugno 2018

Titolo: Solo: A Star Wars Story
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Jon Kasdan, Lawrence Kasdan
Effetti speciali: Rob Bredow
Altro: 2018, 135 minuti, USA, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Alden Ehrenreich: Han Solo
Woody Harrelson: Tobias Beckett
Emilia Clarke: Qi’ra

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 6/10

Dove si racconta la vita di Han Solo prima che diventasse Han Solo che avete visto nei precedenti film.
Carino, ma se ne può fare a meno.

[libro] Il grande saccheggio

domenica 20 maggio 2018

Autrice: Francesca Mereu
Titolo: Il grande saccheggio – Da zar Boris alla presa di potere di Putin, diario di una democrazia mancata
Editore: Le mezzelane casa editrice
Altro: ISBN: 9788833280431; p. 256; 14,90€; prima ed. 2018; genere: saggistica: giornalismo, storia

Voto: 7/10

Lo scorso 13 maggio sono andato al salone del libro di Torino a trovare Gaia Conventi (ne parlerò quando recensirò la sua ultima uscita) e nello stand della casa editrice ho conosciuto Francesca Mereu, una donna minuta, espansiva e piena di vita. Era lì per promuovere la sua ultima opera Il grande saccheggio. Ma non abbiamo parlato affatto del suo ultimo libro, semmai della sua vita in Alabama, di suo marito Sergei, di musica. Solo poco prima di andarmene ho scoperto il vero motivo della sua presenza, che è vissuta tanto in Russia e che ha fatto giornalismo di inchiesta. Mi sono lasciato tentare dalla mia sconfinata curiosità è ho aggiunto ulteriore peso alla borsa del ritorno. (Ormai è tradizione che agli incontri con Gaia io scopra nuovi autori.)

Il grande saccheggio è un lungo reportage sulla trasformazione dell’Unione Sovietica verso la Russia attuale. Vita vissuta, informatori inseriti dentro la macchina del potere, statistiche ufficiali e inchieste giornalistiche raccontano questa drammatica trasformazione. Drammatica perché la maggior parte dei russi si trova, a più riprese, improvvisamente nullatenente. La riforma di Yeltsin attuata con l’introduzione improvvisa del capitalismo deregolamentato in un paese completamente impreparato al nuovo corso, ha dilapidato e distrutto la maggior parte delle ricchezze del paese: le aziende statali sono state svendute, la ricerca scientifica è stata azzerata, la giustizia resa impossibile dalla corruzione e la criminalità organizzata diventa il vero regolatore degli affari. Pochi oligarchi conquistano il potere e la ricchezza, mentre la gran parte del popolo russo soffre la fame. Molti si salvano perché in casa, per sopravvivere alle manchevolezze del commercio sovietico, hanno cibo confezionato per un anno. Le riforme democratiche vengono vissute come la causa del periodo nero della Russia. Yeltsin, con i suoi continui problemi di salute derivanti dall’essere schiavo dell’alcool, diventa sempre più impopolare e chi lo sostiene deve trovare un sostituto.

Putin proviene dai servizi segrati Russi, il FSB, ex KGB, e si dimostra subito un abile stratega. Con il sostegno dei servizi riesce a utilizzare il conflitto ceceno per andare al potere. Una volta insediato fa tabula rasa di ogni opposizione e si prepara la strada per comandare a vita.

Molte riflessioni sulle reazioni russe al potere politico di Putin dovrebbero farci riflettere su cosa sta accadendo da noi e in altri paesi, USA in testa.

Vi lascio i dettagli, sconvolgenti, alla lettura.

La narrazione passa attraverso aneddoti personali, inchieste giornalistiche, interviste a informatori e dati statistici. Il tutto è ben amalgamato, la lettura piacevole e avvincente.

Come difetti annoto qualche refuso e la mancanza di un indice dei nomi. Un maggior dettaglio sulle fonti ufficiali avrebbe reso perfetta l’opera.

Buona lettura!

Aggiornamento 26/05/2018:

Una intervista a Francesca Mereu su Letteratitudine, di Massimo Maugeri:

IL GRANDE SACCHEGGIO di Francesca Mereu (intervista) del 28/03/2018

Un riassunto dell’opera migliore del mio.

[libro] Sposati e sii sottomessa

domenica 25 marzo 2018

Autrice: Costanza Miriano
Titolo: Sposati e sii sottomessa – Pratica estrema per donne senza paura
Editore: Vallecchi
Altro: ISBN 9788884272140; 12,50€; 254 p.; genere: saggistica; I ed. 2011

Costanza Miriano è una giornalista, politicamente attiva nell’area cattolica più conservatrice in fatto di famiglia, aborto e matrimonio. A molti, solo a sentirla nominare, fa venire l’orticaria. Come potete immaginare, su questi temi sono in una posizione diametralmente opposta alla sua. Viste queste premesse, perché leggere questo libro?

A dire la verità venni a sapere di questo curioso titolo prima di sapere chi fosse Costanza Miriano e, per uno strano motivo che non saprei spiegare, mi incuriosì molto; dimostrava senza dubbio coraggio, perché un conto è dire di essere contro il divorzio, l’aborto e i matrimoni omosessuali, un conto è dire apertamente che la donna deve essere sottomessa all’uomo. Su questo ultimo tema il consenso potrebbe non essere così vasto. Non solo la curiosità è rimasta, anche dopo aver inquadrato l’autrice nel giusto contesto, ma è anche un mio preciso proposito, ogni tanto, esplorare i campi avversari. Penso sia salutare non frequentare solo la nostra bolla. Qualche mese fa ho trovato questo libro di seconda mano gratis e quindi mi sono detto: buttiamoci.

Prima di tutto il titolo. Riprende un comandamento di S. Paolo (Lettera agli Efesini, 5,22-33) e lo porta nel nostro mondo, cercandone una giustificazione moderna. E come S. Paolo, la Miriano scrive alle sue amiche e ai suoi amici facendo l’apologia del matrimonio cattolico. Poi alle sue lettere ci aggiunge una auto esegesi. Questo per undici volte.

Devo dare atto che ho avuto due sorprese: la prima è che, almeno nello scrivere, la Miriano sa essere molto ironica e autoironica, rendendo il libro molto più facile da leggere e riuscendo persino a strappare qualche sorriso. La seconda è stato trovarmi d’accordo con lei su alcuni punti.

La tesi del saggio è sostanzialmente questa: la donna ha un ruolo ben definito: sposarsi, dare al marito il ruolo di Capo Famiglia, fare figli, accudire e supportare marito e figli. Può anche lavorare, se riesce a fare tutto quanto il resto, ma le priorità sono chiare. Per carità, è una scelta di vita più che dignitosa e arbitraria come molte altre. Può contenere una devozione e un amore d’altri tempi, lo ammetto. Il problema è che in questo saggio questo ruolo non è un’opzione possibile. È l’unica opzione possibile. Per tutte e tutti (ovviamente il marito non può sottrarsi al suo ruolo di Capo).

Le giustificazioni non sono solo religiose, ma anche pseudo psicologiche (tutte le amiche e conoscenti che non si sono sposate e non hanno avuto figli sono tristi e irrealizzate; la donna ha nel DNA il gene dell’accudimento e dell’amore incondizionato) e sociali. Per queste ultime l’autrice riprende osservazioni che ho già letto in Amore liquido di Bauman: fare un progetto a lungo termine in un mondo senza punti fissi e inneggiante in molti campi al cambiamento fine a se stesso (leggi: consumismo) è decisamente fuori moda. La vita coniugale è una scelta volontaria che può togliere vie di fuga e questo è oggi inaccettabile; la nostra società sembra non vedere più nessun beneficio dalla solidità di un legame duraturo. Su questo non è difficile essere concordi, anche senza essere cattolici. Ma mentre Bauman sa che non si può andare indietro e non sa cosa ci sarà in futuro nella società occidentale, la Nostra ha già la soluzione pronta: S. Paolo.

Se da un lato, a parole, questa scelta di sottomissione deve essere libera, e non può che essere così, lo riconosce l’autrice stessa, dall’altro però la società non deve dare nessuna possibilità di sfuggire a questo mandato: no aborto, no divorzio, no unioni omosessuali. Se fosse economicamente sostenibile, la donna non dovrebbe nemmeno andare a lavorare, ma su questo l’autrice ha alcuni dubbi, visto che lei stessa lavora. La donna e l’uomo hanno una specie di libertà vincolata: “andremo d’accordo se farai quello che dico io” è il messaggio.

Non critico la visione della donna secondo S. Paolo. Critico l’unicità di questa visione. Non possiamo più ignorare che ci sono altri modi, altre esigenze, altre realtà che hanno pari dignità e devono poter essere espresse. Altre realtà che, fra l’altro, si sono sempre espresse, a dispetto delle leggi sociali e religiose, e che oggi è ridicolo non riconoscere. La battaglia della Miriano è perdente, da questo punto di vista. Questo non toglie che, in una società senza punti di riferimento, liquida secondo Bauman, questo messaggio possa avere un suo fascino. Perverso.

Buona lettura. Forse.