Posts Tagged ‘recensione’

[libro]Eccì

sabato 27 maggio 2017

Autore: Cristiano Micucci (Mix)
Titolo: Eccì
Editore: Blonk
Altro: ISBN 9788897604389, formato epub, 3,23 MB, 2,99 €, p. 79

Voto: 6/10

Una storia ambientata nei giorni nostri con lo stile che mi ricorda Rodari in C’era due volte il barone Lamberto. Divertente, scorrevole, adatta però a un pubblico giovane, o almeno giovane dentro, e si sa che io non lo sono più. (Per questo il 6 come voto.)

La storia? Un uomo starnuta: eccì! Solo molto più forte.

La versione epub ha qualche problema nella separazione dei paragrafi, ma nulla che impedisca la lettura e la comprensione.

Buona lettura.

[libro] Delitti dal futuro

sabato 22 aprile 2017

Autore: AA.VV.
Titolo: Delitti dal futuro
Editore: ISTOS
Altro: genere: fantascienza, giallo; raccolta di racconti a cura di Gian Filippo Pizzo; Anno: 2016; I edizione; ISBN: 9788869400230; p. 300

Voto: 7/10

È una raccolta di racconti italiani di fantascienza tinta di giallo, tutti ambientati in casa nostra. Lettura di svago, piacevole. Alcuni racconti potevano osare di più, ma sapete che ho dei pregiudizi sulla fantascienza italiana.

La cura editoriale è decisamente scarsa, con refusi e altri errori grossolani, come una Linda che diventa Laura.

Buona lettura.

[film] Life – Non oltrepassare il limite

domenica 2 aprile 2017

Titolo: Life – Non oltrepassare il limite (Life)
Regia: Daniel Espinosa
Sceneggiatura: Rhett Reese, Paul Wernick
Fotografia: Seamus McGarvey
Musiche: Jon Ekstrand
Scenografia: Nigel Phelps
Altro: anno 2017, durata 103 min, genere: thriller, fantascienza, direzione del doppiaggio: Sandro Acerbo

Interpreti e personaggi:
Jake Gyllenhaal: David Jordan
Rebecca Ferguson: Miranda North
Ryan Reynolds: Roy Adams
Hiroyuki Sanada: Sho Kendo
Ariyon Bakare: Hugh Derry
Olga Dihovichnaya: Katerina Golovkin

Voto: 5/10

Praticamente Alien ambientato nella Stazione Spaziale Internazionale nel 2028. Con alcune citazioni a 2001 Odissea nello spazio.

Buona passeggiata.

[libro] Storie della tua vita

mercoledì 29 marzo 2017

Autore: Ted Chiang
Titolo: Storie della tua vuta (Stories of Yuor Life and Others)
Editore: Frassinelli
Altro: ISBN: 9788893420020, I edizione 2016, prezzo: 18,50 €, Traduzione: Christian Pastore, genere: racconti di fantascienza

Voto: 8/10

Otto storie di fantascienza, compresa quella che ha ispirato il film Arrival, Storia della tua vita. La lettura merita. Chang ha una scrittura pulita, precisa, minimale. Tutto quello che scrive è necessario alla storia.

Ovviamente sono stato colpito dalle differenze con il film, ma devo confessare che l’adattamento è quasi meglio del racconto, almeno per alcuni aspetti.

Mi sono piaciuti particolarmente due racconti della raccolta: L’inferno è l’assenza di Dio un riflessione fantateologica su Dio, l’amore (o l’assenza di amore) che abbiamo verso di lui, la giustizia. Una riflessione non banale che può portare a molti spunti di riflessione. Il secondo è Amare ciò che si vede: un documentario. Una riflessione su cosa significa la bellezza corporea, l’uso che ne facciamo, la sua valenza sociale, religiosa, biologica. Cosa succederebbe se potessimo non tenerne conto? Che, nella nostra realtà, meno avanzata del racconto, si traduce: è giusto usare photoshop per abbellire le immagini della pubblicità?

Un libro che consiglio a tutti gli appassionati del genere e a chi si vuole interrogare in modo non banale su alcuni problemi filosofici ed etici.

Buona lettura!

[film] Il diritto di contare

domenica 19 marzo 2017

Titolo: Il diritto di contare (originale: Hidden Figures)
Regia: Theodore Melfi
Soggetto: Margot Lee Shetterly (libro)
Sceneggiatura: Theodore Melfi, Allison Schroeder
Musiche: Pharrell Williams, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch
Altro: USA, 2016, 127 minuti, biografico, direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Taraji P. Henson: Katherine Johnson
Octavia Spencer: Dorothy Vaughan
Janelle Monáe: Mary Jackson
Kevin Costner: Al Harrison
Jim Parsons: Paul Stafford

Voto: 8/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna.)

Dove si racconta la storia di tre donne nere, matematiche, che lavorano alla NASA all’inizio degli anni ’60. L’Unione Sovietica aveva surclassato la potente America nella corsa allo spazio mandando per primi in orbita lo Sputnik e poi Gagarin, il primo astronauta. C’era molto lavoro da fare per riprendere il primato dello spazio, i computer ancora erano merce rara e costosa e molti conti necessari per la meccanica e il calcolo dell’orbita venivano fatti a mano. Da donne nere. Tre di loro emergeranno per le loro capacità.

La storia vera è romanzata, si punta molto sulla drammaticità della segregazione razziale dell’epoca. Molte situazioni reali sono state semplificate. Il risultato però è buono, le tre storie sono seguite in modo armonioso. Il messaggio è positivo: donne assertive che ottengono quello che spetta loro: riconoscimento e lavoro qualificato.

Per i dettagli sullo scarto fra realtà e fantasia segnalo un articolo su ilPost. Io l’ho letto prima del film e non mi ha tolto il piacere della visione. Chi però non volesse nessuna anticipazione si astenga dalla lettura.

Da ilPost (spoiler alert: non leggere prima della visione del film):
Le cose vere e quelle finte di “Il diritto di contare”
L’apprezzato film sulle matematiche nere della NASA racconta storie vere, ma è pieno di cose vere a metà o proprio inventate

Una nota su Jim Parson, famoso per interpretare Sheldon Cooper nella serie TV The Big Bang Theory. Una volta vista la serie è molto difficile togliersi dalla mente il personaggio di Sheldon sul grande schermo. Specie se fa la parte del matematico un po’ stronzo.

Nella mia ignoranza musicale mi è sembrata degna di nota la colonna sonora.

Buona visione.

(Dimenticavo: c’è questa mania di tradurre classified con classificato. Ma perché?)

[film] Arrival

domenica 22 gennaio 2017

Titolo: Arrival
Regia: Denis Villeneuve
Soggetto: Ted Chiang (libro)
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Musiche: Jóhann Jóhannsson
Altro: USA, 2016, 116 minuti, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Simone Mori

Attori principali:
Amy Adams: Louise Banks
Jeremy Renner: Ian Donnelly
Forest Whitaker: colonnello Weber

Voto: 9/10

(fonti Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

È un film di fantascienza, non è un film di azione classicamente inteso, c’è la storia d’amore, è un film da vedere almeno due volte. E poi un sacco di altre cose.

Una razza aliena arriva sul nostro pianeta con 12 astronavi a forma di lente. Le astronavi sono sospese a pochi metri da terra e sono in varie parti del mondo. Consentono agli uomini di entrarvi (e uscire). Una di queste è nel Montana. Il governo USA contatta una linguista (una che aveva già lavorato per il governo), Louise Banks, per cercare di comunicare con questa nuova specie. È affiancata da un altro civile, un fisico teorico, Ian Donnelly. L’operazione è portata avanti dai militari che, diciamolo, fanno la figura dei cerebrolesi.

Ma il tema del film è sul linguaggio e sulla sua potenza, sulla sua capacità di cambiare il mondo. In principio era il Verbo, c’è scritto in un libro famoso. Questa è la versione moderna e fantascientifica.

Bravissima e bellissima l’attrice Amy Adams; mi è piaciuta molto la colonna sonora. Pur non essendo un film d’azione, la tensione narrativa nel film è costante. Non ci sono buchi di sceneggiatura e si può capire tutta la trama. Ci sono, però, più livelli di lettura. Per questo, dopo aver visto il film e prima di andarlo a rivedere, consiglio:

Arrival (Denis Villeneuve 2016). Il dono del nuovo monolite
di Giuseppe Marino

“Arrival”, spiegato bene
di Giorgio Busi Rizzi

Chi vuole sapere qualcosa prima della visione del film (da ilPost):

Prima di vedere “Arrival”
Cosa da sapere e da vedere per arrivare preparati – senza spoiler – a un film di cui si parla bene: di fantascienza ma atipico, «epico e intimo»

Aggiornamento 23/01/2017 (da ilPost):
“Arrival” per chi l’ha visto

Buona visione!

[film] Oceania

domenica 1 gennaio 2017

Titolo: Oceania (originale: Moana)
Regia: Ron Clements, John Musker
Soggetto: Ron Clements, John Musker, Aaron Kendell, Jordan Kendell, Pamela Ribon
Sceneggiatura: Jared Bush
Musiche: Mark Mancina, Lin-Manuel Miranda, Opetaia Foa’i
Altro: USA; 2016; 107 minuti; genere: animazione, avventura, musicale; produttore: Walt Disney Pictures; direzione del doppiaggio: Fiamma Izzo

Voto: 6/10

(Fonte dati: Wikipedia – attenzione spoiler – e AntonioGenna per il doppiaggio.)

In principio, fra le isole dell’Oceano Pacifico, era tutto pace e armonia, poi un semidio, Maui, rubò il cuore alla dea Madre Della Vita Te Fiti e da allora solo guai. Dopo mille anni, Vaiana (nell’originale: Moana) Waialiki, figlia del capo tribù Motunui, è chiamata dall’Oceano in persona personalmente a rimettere le cose a posto, ovvero riportare il cuore rubato alla dea Te Fiti. Dovrà credere molto in se stessa e farsi aiutare dall’autore del misfatto, il semidio Maui.

Una trama talmente scontata che di sorprese proprio non ce ne sono. Il piccolo Tittatà, seienne, ha avuto qualche difficoltà a capire la morale del film, ma anticipava a tutto il pubblico le scene successive, questo per dire.

Ottime le gag dal gallo (HeiHei).

Buona visione!

[film] Rogue One: A Star Wars Story

lunedì 26 dicembre 2016

Titolo: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Soggetto: John Knoll, Gary Whitta
Sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
Effetti speciali: Neil Corbould, John Knoll
Altro: USA; 2016; 133 minuti; genere: fantascienza, azione; direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Felicity Jones: Jyn Erso
Diego Luna: Cassian Andor

Fonte dati: Wikipedia e www.antoniogenna.net per il doppiaggio.

Voto: 7/10

Il film si colloca, nell’universo narrativo di Star Wars, fra Episodio III: La vendetta dei Sith e Episodio VI: Il ritorno dello Jedi. Nel film si racconta come i Ribelli siano venuti in possesso degli schemi di costruzione della Morte Nera e a conoscenza del suo punto debole. Non dico altro sulla trama perché con i dettagli si fa tutto il film.

Pur non essendo una trama con molte sorprese, con alcuni dialoghi non proprio entusiasmanti, il film è decisamente meglio de Il risveglio della Forza: non si ha la sensazione di un film girato tanto per continuare la saga e si inserisce bene nel ciclo narrativo.

Da notare gli effetti speciali. Il generale Wilhuff Tarkin, personaggio dell’Episodio IV Una nuova speranza, interpretato da Peter Cushing, è tutto un effetto speciale. L’attore infatti è morto nel 1994. Non si hanno notizie sui dettagli di come abbiano fatto, se non che l’attore reale dietro il volto è Guy Henry. Molte le critiche all’operazione: quanto è giusto far rivivere attori morti nei film? Una panoramica delle critiche su ilPost: Come hanno fatto a girare QUELLE scene di “Rogue One”? Io non posso dire nulla, che mi accorgo di certi dettagli solo alla ventesima volta che vedo un film, ma se non sapete che Cushing è morto non vi verrebbe mai in mente che il personaggio è stato sostituito da un effetto speciale. Al di là delle implicazione etiche un lavoro molto ben fatto.

Per chi non ha paura degli spoiler, o per chi ha già visto il film e vuole qualche chiarimento sulla trama: 10 risposte su “Rogue One”

Un appunto sul doppiaggio: Rogue Uno nel film non si può sentire. Uno scivolone che nel trailer è stato corretto.

Buona visione!

[film] Star Trek Beyond

sabato 30 luglio 2016

Titolo: Star Trek Beyond
Regia: Justin Lin
Sceneggiatura: Simon Pegg, Doug Jung
Effetti speciali: Brandon Allen, Eric Lemay, Mark Mentiply, Cameron Waldbauer, Kevin Baillie, Peter Chiang
Musiche: Michael Giacchino
Scenografia: Thomas E. Sanders
Altro: USA, 2016, 122 minuti, fantascienza, direzione del doppiaggio: Massimiliano Manfredi

Attori:
Chris Pine: James T. Kirk
Zachary Quinto: Spock
Zoë Saldaña: Nyota Uhura
Simon Pegg: Montgomery Scott
Karl Urban: Dott. Leonard ‘Bones’ McCoy

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio)

Voto: 6/10

I telefilm di star trek mi piacciono molto e li ho tutti in originale. I film invece non mi sono mai piaciuti molto e non ne ho nessuno. Mi sono sempre sembrati fuori dallo spirito della serie e in qualche modo forzati, troppo concentrati nello spettacolo degli effetti speciali.

Star Trek Beyond è pieno di effetti speciali e azione, pur riprendendo un poco lo spirito della serie. Poi Attivissimo dice che ci sono tanti omaggi alle serie precedenti, ma io essendo smemorato me le sono persi quasi tutti.

I siparietti fra Spock e Bones sono ok, ma senza Nimoy un po’ meno.

In questa puntata Kirk andrà a salvare una nave in difficoltà all’interno di una nube misteriosa. Dentro la quale, però, ci sarà una minaccia per tutta la Federazione. Non vi sto neanche a dire che i buoni vinceranno.

Azioni da Mission Impossible come se piovesse.

Buuona visione.

[libro] Accettazione

domenica 3 luglio 2016

Autore: Jeff VanderMeer
Titolo: Accettazione – Trilogia dell’Area X – Libro terzo (Originale: Acceptance)
Editore: Einaudi
Altro: ISBN 9788806218300, 17,00€, 280 pagine, traduzione di Cristiana Mennella, genere: fantascienza, prima edizione lingua originale: 2014, prima edizione italiana: 2015

Voto: 7/10

Siamo al capitolo finale della saga.

Il passato dell’Area X: Il guardiano del faro, la Banda dei Savi e degli Spiritisti. La direttrice (la psicologa del primo libro) con il suo passato legato al faro, presenza inquietante e centrale dell’Area X, e i suoi anni alla direzione della Southern Reach. Uccello Fantasma, la biologa sopravvissuta della XII missione. Controllo che cerca ancora di capire l’Area X. Questi i protagonisti del finale, con un continuo spostamento del punto di vista, continui flash back. L’unica cosa che impariamo, però, è come è nata l’Area X. Senza troppi dettagli, però, che molti punti oscuri rimarranno tali. (Chi cavolo sono quei svalvolati della Banda dei Savi e degli Spiritisti?) Sicuramente abbiamo a che fare con una entità aliena, forse risvegliata dalla Banda. Il resto però rimarrà sfuggente e avvolto nel mistero.

VanderMeer, tanto preciso quando descrive realtà conosciute, i personaggi e le situazioni, si fa decisamente mistico quando descrive l’Area X e tutto quanto vi accade.

Personalmente non ho gradito il finale aperto e mi sarebbe piaciuto “chiudere” tutti i misteri. Ma l’autore è di avviso contrario.

Una lettura impegnativa, ma valida. Consigliata agli appassionati di genere e a chi non si fa problemi con i misteri irrisolti.