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[libro] Helgoland

martedì 6 ottobre 2020

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Helgoland
Editore: Adelphi
Altro: ISBN 9788845935053; p. 228; 15,00€; I ed 2020; genere: saggistica: fisica, filosofia; Piccola Biblioteca Adelphi 756

Voto: 9/10

Opera non facile, questa volta, e non per la parte in cui si parla di fisica, almeno per me, parte fra l’altro ridottissima. La parte difficile è dove l’autore cerca di trarre delle conclusioni filosofiche da quanto sappiamo della teoria dei quanti.

La realtà che pensavamo di conoscere è definitivamente svanita, nella nuova concezione di Rovelli. Cambia radicalmente il modo di vedere il mondo: da un mondo pieno di oggetti nella scatola dell’Universo, a un Universo pieno di oggetti che interagiscono. Le proprietà degli oggetti, il peso del vostro gatto, l’azzurro del cielo, l’elettrone nello schermo di un laboratorio, sono il risultato di queste interazioni fra oggetti. La realtà non è più l’oggetto, ma l’interazione fra gli oggetti. Se un oggetto non interagisce con nulla (o per lo meno, direttamente o meno, con noi), di questo oggetto non possiamo dire nulla. Al massimo possiamo fare qualche previsione probabilistica, ma nulla di più. In questo modo alcuni dei paradossi della fisica quantistica (il gatto di Schrödinger, l’esperimento dell’elettrone e la doppia fenditura e altro ancora) sono chiaramente spiegabili con la mancanza di interazione, prima, e poi la successiva interazione.

Ok, ci ho provato, ma non credo di esserci riuscito. Rovelli impiega molte più pagine ed è molto più chiaro.

Il pensiero di Rovelli si inserisce nella scia del pensiero filosofico di Mach e altri, anche di autori orientali come Nagarjuna; l’autore spazia parecchio, arrivando a citare Lenin e Bogdanov.

Non mancano le esperienze e le sensazioni personali.

Curiosità: scopro che Mach, oltre che fisico, è stato anche filosofo e quasi neuroscienziato. E che Schrödinger era un donnaiolo impenitente, persino più di Einstein.

Per sapere il perché del titolo, però, dovrete leggerlo. Almeno la quarta di copertina.

Buona lettura!

[libro] OK? – Nuove letture facoltative

sabato 24 ottobre 2015

Autrice: Wisława Szymborska (Premio Nobel per Letteratura 1996)
Titolo: OK? – Nuove letture facoltative (Nowe lektury nadobowiaqzkowe)
Editore: Scheiwiller
Altro: ISBN: 9788876445378; p. 104; prima edizione 2006; traduzione di Laura Rescio; introduzione di Roberto Galaverni

Voto: 10/10

Il mio alias, Comizietto, prende spunto da una mia caratteristica: avere opinioni su (quasi) tutto e disturbare il mondo raccontandole. Io, ovviamente, non ho vinto nessun Premio Nobel per la Letteratura e non sono nemmeno un famoso scrittore. Al massimo ho qualche decina di lettori che non si strapperebbero certo i capelli per la mia dipartita intellettuale (leggi: chiusura del blog).

La Siora Wisława fa di questa caratteristica un’arte. Questo libercolo, leggero nella prosa e nel numero di pagine, è un gioiello pieno di piccoli brillanti. Sono brevi recensioni delle letture della Nostra pubblicate sul quotidiano Gazeta Wyborcza tra l’aprile del 1977 e il giugno del 2002. Uso il termine recensioni, ben sapendo quanto sia inadeguato questo termine. Forse li dovrei chiamare piccoli comizi, ma mi sentirei a disagio nel paragonare le mie farneticazioni con le sue opere d’arte. Gaia Conventi, responsabile di questa lettura in quanto mi ha regalato il libricino per il compleanno, ha coniato il termine di receslawa, forse più adeguato.

Fatto sta che la Siora Wisława legge qualsiasi cosa, da un librodimmerda a una pseudo enciclopedia, da un manuale di floricoltura alla raccolta di riflessioni di Einstein e ha qualcosa di interessante da dire. Quando la lettura è vuota, lei la riempie; quando è interessante, ne esalta i punti principali; se la lettura è zoppicante, indica con sottile ironia quello che non va. Sintetica, puntuale, ironica, colta e al tempo stesso leggera. Potrebbe tranquillamente fare la recensione della vostra lista della spesa o del vostro manuale della lavatrice: la trovereste interessante. (Non mi sorprenderebbe se l’avesse già fatto). Questa sua abilità mi lascia ogni volta senza fiato, mi solletica i pochi neuroni rimasti. È un’esperienza da non perdere.

Buona lettura!

PS: Un altro punto di vista su questo capolavoro, che sottoscrivo in toto, lo trovate su Giramenti.

No, grazie, pago io

martedì 4 febbraio 2014

E’ già il secondo in pochi giorni.

Non vorrei montarmi però la testa. Perché delle due l’una: o le mie recensioni sono diventate di un certo spessore, oserei dire professionali, oppure la sete di visibilità è tanta e contattare un blogger da 50 contatti giornalieri e 69 follower reali è cosa saggia.

Non vorrei neanche apparire irriconoscente, che sentirsi chiedere una recensione fa piacere e fa piacere persino sentirsi dire che mi spediranno l’ebook in casella “a gratis”. A dire il vero che qualcuno mi regali un libro per sapere la mia opinione è uno dei miei sogni più segreti. (E adesso non più, vabbè.)

Solo che la realtà è bastarda. Ho già in coda di lettura cinque volumi e io sono lento nella lettura e spesso pigro. Che faccio? Ne aggiungo altri due?

Poi non amo scrivere su richiesta. Ho il blocco dello scrittore facile. Uno dei motivi per cui non sarò mai uno scrittore professionista è che non saprei gestire le scadenze. Ne ho già tante nella vita, non vorrei metterci anche questa.

Poi c’è un problema etico: chi ha chiesto la mia recensione ha un interesse economico nella diffusione dello scritto. E io con che spirito ne scrivo una? E voi con che spirito la leggereste? Ok, non diventerei ricco, al massimo col valore degli ebook mi ci pagherei due biglietti del tram, però è il metodo che conta, non credete?

Poi, e poi la smetto con i poi, non credo di essere così bravo a scrivere recensioni. Altrimenti avrei un paio di zeri in più dietro ai miei 50 e 69.

Poi la smetto, eridaje, ma tutto questo comizio non vuol dire che non leggerò mai quanto mi avete proposto. Potreste anche essere fortunati e vincere una recensione visitata da qualche decina di persone e guadagnare anche sul mio acquisto. Cosa volere di più?

Per tutto il resto c’è la mia lista dei desideri su anobii. (Senza promessa di recensione, ovviamente.)