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Eutanasia legale – il referendum

giovedì 12 agosto 2021

Segnalo ai miei due lettori che l’Associazione Luca Coscioni e molte altre associazioni, partiti e movimenti, stanno promuovendo la raccolta firme per un referendum. Se approvato, il referendum permetterà, a chi lo vorrà e sotto alcune stringenti condizioni, di porre termine alla propria vita in modo legale e assistito, come è già possibile fare in paesi più civili del nostro.

Le informazioni le trovate qui.

Per i più pigri, segnalo anche che, per la prima volta in Italia, il referendum è possibile firmarlo da remoto, con lo SPID o, per chi non ha lo SPID, con TrusPro. Su questa modalità segnalo che chi ha già firmato ai banchetti o al comune, su moduli di carta, NON deve anche firmare via SPID o TrustPro, altrimenti le due firme vengono annullate. Inoltre la firma digitale ha un costo per il comitato promotore (0,50€ per lo SPID), quindi è il caso di fare una piccola donazione per coprire queste spese.

Per chi preferisce il metodo tradizionale, qui i banchetti e i posti dove firmare.

Avete tempo fino al 30 settembre 2021.

Art. 75

sabato 22 settembre 2012

della Costituzione:

[…]
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
[…]

Ora, forse ho capito male, ma mi sembra che un referendum sull’euro non sia possibile. Che ne dite?

Sui referendum: i risultati

lunedì 13 giugno 2011

Visti i votanti e visti i primi risultati, posso dire:

1) il messaggio politico per questa maggioranza è forte e chiaro: Silvio vattene.
2) i sì sono un po’ troppi per affermare che 25 milioni di italiani non abbiano capito nulla dei quesiti o siano stati plagiati dalla propaganda per il sì. Una chiara indicazione “tecnica”. In altre parole: basta con ‘sto @#! di libero mercato sui servizi pubblici.

Aggiornamento postumo:
3) Nonostante i soldi, i media e le scorrettezze del Silvio, con qualche idea sensata (rimango sul significato politico dei referendum, non sul loro lato tecnico) e tanto lavoro “in strada” (e in rete), i risultati si ottengono. Giusto per dire che l’alternativa è possibilissima e a portata di mano.

Sui referendum

giovedì 9 giugno 2011

Cari Lettori,

pensavate di scampare al comizio sui referendum, dite la verità! E invece eccolo, il comizio:

Il sottoscritto è orientato a votare 4 sì. I motivi sono tutti squisitamente ideologici.

1) Nucleare. Pochi credono che avremo realmente centrali nucleari in Italia. I più pensano che l’obiettivo del governo sia distruibuire appalti per non avere in cambio nulla. Nel peggiore dei casi avremo sprecato diversi miliardi, ma saremo liberi da nuova radioattività nostrana. Quindi il ragionamento su questo quesito non verterà sulla pericolosità/convenienza dell’energia nucleare. Inoltre sono conscio che il referendum non può dare indicazioni dirette su cosa vorremmo noi cittadini. Nonostante ciò sono convinto che una vittoria del sì, con tanto di quorum, possa non solo porre fine allo spreco di denaro pubblico, ma dare una piccola indicazione sui piani energetici futuri, sempre che se ne facciano di sensati.

2) Legittimo impedimento. La legge che si vorrebbe abrogare è in scadenza. Il sì va dato, anche in questo caso, per dare un segnale politico doveroso: le leggi su misura non le voglio.

3 e 4) Acqua. Ho letto pareri discordanti e opinioni articolate, anche molto valide. Anche in questo caso voglio affermare un’idea di base: ci sono cose che non devono seguire logiche di mercato. Una di queste è la gestione dell’acqua (e aggiungiamo: rifiuti, trasporti locali, strade, eccetera). L’amministrazione dello Stato si adegui. Il prezzo dell’acqua mi interessa relativamente e l'(in)efficenza della gestione può essere raggiunta tranquillamente sia in regime privato sia in regime pubblico. Quello che non voglio è che le logiche di mercato gestiscano un servizio pubblico. Sono decisamente comunista in questo.

Un ulteriore stimolo ad andare a votare e a votare sì me lo dà il nostro Governo. Non solo non si premura di difendere le proprie scelte politiche, ma sembra fare di tutto per boicattare una consultazione democratica. Un indizio di colpevolezza, si direbbe in un giallo.

Per finire, la mia fiducia verso il lavoro di questa maggioranza è sotto zero. Stima che nasce, o meglio muore, dopo aver preso in attento esame un numero significativo di “interventi” governativi. Sono ragionevolmente sicuro che cancellare ad occhi chiusi una qualsiasi legge di questa legislatura non possa che farci bene.

Detto ciò, io andrò a votare 4 sì.

Aggiornamento, le schede informative de Linkiesta:
Il referendum sui servizi pubblici
Il referendum sul legittimo impedimento
Il referendum sul nucleare
Il referendum sull’acqua pubblica