Posts Tagged ‘renzi’

Tu pensa…

domenica 15 marzo 2015

Crozza il 13/03/2015 nel suo show:

Voi pensate che Licio Gelli, con lo stesso programma [di Renzi], l’hanno arrestato!

[Dal minuto 14:30 al minuto 14:52, che il puntamento del link sembra non funzionare.]

La politica del fare, dire, baciare e testamento /2

giovedì 12 dicembre 2013

Qui in ufficio ho scoperto un collego che leggeva Fabio Volo. Brivido: “Ah! Leggi Fabio Volo?” Il collego: “No, è che…” Sintetizzo: un gruppo di colleghi stavano sempre a prendere in giro Volo e un giorno una collega, fan di Fabio, ha detto loro: “Ma voi che criticate tanto, l’avete mai letto?” “No.” Punizione: lettura di almeno un libro di Fabio Volo. Ora possono prendere in giro Volo e relativi fan a ragion veduta.

Ecco, io che critico Renzi ho mai sentito parlare Renzi?
Ho immaginato di abitare in Australia, mi sono fatto coraggio e ho ascoltato:

Intervista a Matteo Renzi, nuovo Segretario del Pd
da 22.49 in poi.

Alla fine della lunga intervista cosa mi è rimasto? Perché un neo segretario che si propone di guidare una coalizione vincente qualche idea facile, comprensibile e condivisibile dovrebbe averla. Che ne so: matrimoni omosex sì o no? Legge elettorale X o Y? Tizio ha sbagliato, io farò così. Non si pretende grande dettaglio, ma un’idea facile che lo differenzi dagli altri è il minimo sindacale. Io non l’ho trovata. Oro posso criticare Renzi.

La politica del fare, dire, baciare e testamento

lunedì 9 dicembre 2013

Questo scriveva Luca Soda nel 2008:

La politica low cost.

su http://www.politicalowcost.org ora inesistente.

Sostituite Veltroni con Renzi. In che direzione siamo andati in questi 5 anni?

Un riassunto:

Walter Veltroni il sindaco di Roma organizza “eventi” politico-mediatici […] La politica low cost è simile. Non implica militanza, presenza, attenzione, richiede solo un minimo di informazione superficiale, cioè non costa impegno, capacità critica, costruzione, identificazione.
Eppure la politica Low Cost suscita la sensazione che l’orizzonte è lì a portata di mano, che tutto è possibile […] La politica low cost non chiede uno sforzo di critica, non chiede ad esempio coscienza di classe, o coscienze nuove, collegate al mutamento del sistema economico, non chiede consapevolezza della propria condizione e soprattutto non chiede una militanza forte, l’identificazione con un interesse, una condizione sociale. E’ necessaria soltanto una leggera attenzione […]
La politica ha il suo story board, la sua sceneggiatura, la sua regia.
Ha un inizio e una fine. Poi, il sipario.
L’evento per sua natura è includente, pensato per omologare tutti al punto da produrre frustrazione in chi non ha potuto parteciparvi e senso di orgoglio e soddisfazione per chi può dire “io c’ero”.
[…] la politica è al contrario escludente e parziale. Io sono bianco, tu nero. E’ la condizione necessaria e assoluta, altrimenti diventa altro. Nella politica non siamo tutti uguali ci sono idee diverse che si combattono. […] Dallo scontro e dalla mediazione politica nasce poi il diritto, il sistema delle regole che governano una comunità, che è invece includente e generale: non potrebbe essere altrimenti.
Dallo scontro tra idee politiche del movimento operaio e con quelle liberali e dell’impresa nasce lo statuto dei lavoratori, cioè il diritto, che si applica a tutti […] Così ha sempre funzionato la politica come sistema di creazione di regole di convivenza tra interessi sociali contrapposti. […]

Nella politica low cost questo schema salta […]

La politica low cost ha però bisogno di un riferimento culturale […] Questo riferimento è l’orizzonte democratico.
Democratico è tutto. Partire dal “democratico” vuol dire porre le condizioni per non spiegare nulla, per non prendere posizioni o peggio per identificarsi con tutti gli interessi in gioco.

[…] Se mi identifico con tutti gli interessi vuol dire che non ne scelgo uno. Vuol dire che gli assetti dati sono dati e che la sfida non è mutare l’assetto degli interessi ma solo governare tale assetto immodificabile. Governare, gestire, amministrare. La retorica del democratico svuota l’essenza stessa della politica come scontro di interessi trasformandola in pratica gestionale, in amministrazione tecnica di assetti immodificabili.
[…]
A chi parla Veltroni? Veltroni parla alle élite, élite medie e abbastanza omologate, scolarizzate, mediamente televisivizzate, impegnate si, ma non al punto da esercitare dubbi e critiche radicali. […]

Oppure, molto più sinteticamente:

Crozza che imita Renzi