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La Divina Commedia

mercoledì 28 dicembre 2011

La Divina Commedia è un’opera difficile. Difficile perché scritta con l’italiano del 1300, difficile perché scritta in poesia e la poesia è più difficile della prosa, difficile perché fa riferimento a fatti e conoscenze popolari all’epoca, almeno fra le persone colte, e oggi sconosciute ai più. Eppure la Commedia è diventata Divina pochi anni dopo la pubblicazione ed è rimasta tale fino ad oggi e nessuno pensa di degradarla a semplice Commedia. Perché? Perché parla di un viaggio fantastico nell’aldilà, un viaggio allegorico, un viaggio educativo, un viaggio che ognuno di noi può leggere come vuole; ed è questa la sua grandezza: ogni volta che si legge la Divina si trova qualcosa e siamo nel 2011 e ancora c’è chi vi trova tesori: una descrizione, un modo di dire, un sentimento, una lezione, un’intuizione, un suggerimento, una cosa meravigliosa, una magia. Per arrivare a tanto tesoro bisogna faticare e molto, ma la Divina non delude mai.

Benigni, con le sue lezioni, riesce molto bene a trasmettere la magia dell’opera. Forse non è molto preciso ed è  sconclusionato in alcuni passaggi, ma una volta finito di ascoltarlo si ha tanta voglia di prendere la Divina Commedia e iniziare a studiarla per bene. Si ha voglia di rileggerla e di scavarla a fondo. Ed è quello che periodicamente faccio. Riascolto Benigni e inizio a ristudiare Dante.

Questa cosa della lettura della DC è iniziata nell’aprile del 2009 e periodicamente ritorna. Sono al canto 27esimo dell’Inferno.

Lacomizietta, ovviamente, vedendo che il Papi fa una cosa difficile deve imitarlo e allora il Papi, quando risveglia questa sua passione, deve leggere i versi (quanto è difficile leggere la Divina!) di qualche canto senza interruzioni, anche se Lacomizietta non capisce nulla, e dopo, solo se richiesto, può spiegare ciò che ha letto.

Poi, sia benedetto, c’è chi ha illustrato l’opera. Come sapete i libri senza illustrazioni sono poco appetibili per i bambini e Lacomizietta non fa eccezione. Poiché possiedo la versione pubblicata da Rapubblica nel 2009 illustrata da Gustave Doré, questa versione è ideale per Sua Perfezione. E quindi stamattina, prima di colazione, per circa un’ora, abbiamo visto le incisioni di Doré e il Papi, al volo e con una certa solerzia, doveva dare le seguenti informazioni: chi era ritratto e quale punizione era raffigurata. E se il Papi non era abbastanza veloce, veniva adeguatamente redarguito. (Papi, sto aspettando… Non avevi detto che l’avevi già letta questa parte? Il Papi si è anche innervosito un poco.) Altro che interrogazione dello Scorfano ai suoi alunni!

E poi Lacomizietta ha detto che voleva leggere tutta l’opera e ha iniziato a leggerla.

Papi: Ma ci capisci qualcosa?
Figlia: Non disturbare. Prima leggo, poi se non capisco ti chiedo.

E intanto il primo canto è stato letto e non ha chiesto nulla, anche se ne abbiamo parlato in passato. Non so cosa abbia capito o cosa sia rimasto… però intanto ha letto.

Nei giorni l’ho interrogata in proposito:
Papi: Ma ti piace la Divina Commedia?
Figlia: Sì, è bella.
P: Ma cosa ti piace?
F: E’ bella e basta…
Incalzata e per far contento il Papi: – E’ una storia un poco paurosa, ma non troppo. A me piacciono le storie di paura.

PS: la Divina è gratis ed è anche in audiolibro.
PS2: Questa è una possibile risposta al Disagiato che vede genitori che chiedono libri inadatti per i loro figli.