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[libro] Il tuo anno perfetto inizia da qui

sabato 21 luglio 2018

Autrice: Charlotte Lucas
Titolo: Il tuo anno perfetto inizia da qui (Dein perfektes Jahr)
Editore: Garzanti
Altro: ISBN 9788811673163; 17,60€; 444 pagine; tradotto da: Roberta Scarabelli; I Edizione italiana: 2017; genere: romanzo sentimentale

Voto: 7/10

Come avrete intuito, non è il mio genere di romanzo e infatti la lettura è frutto di uno scambio con Lacomizietta: io avrei letto uno dei libri che le piacciono e lei avrebbe letto uno dei miei libri preferiti. Io la mia parte l’ho fatta e sono in attesa della sua lettura di “Preludio alla fondazione” di Asimov.

Tutto sommato pensavo peggio e l’inizio non era molto promettente, con quei messaggi già visti e rivisti rivolti all’ottimismo e al cambiamento un po’ vacuo, ma poi l’autrice è riuscita a dare un senso al tutto, a incuriosirmi e a portarmi fino alla fine.

Parliamo di due personaggi, Hannah, iperattiva, iperottimista, innamorata di Simon. E di Jonathan, divorziato, ricco, editore e affetto da manie ossessive compulsive. I due non si conoscono, ma il caso vuole che Jonathan troverà un’agenda dedicata a Simon scritta da Hannah. Un’agenda per il suo innamorato, per tirarlo su di morale a seguito di una diagnosi infausta, piena di piccole cose da fare per avere un anno perfetto. Jonathan, nel tentativo di restituire questa agenda al legittimo proprietario, si troverà a seguirne lo spirito, a cambiare se stesso, a rivoluzionare una vita piatta e monotona. Un percorso analogo dovrà fare Hannah e non ci vuole Einstein per capire che le due storie convergeranno nel finale.

Libro leggero e veloce, gradevole, non impegnativo. Ottimo per l’ombrellone.

Buona lettura.

[libro] Cecità

venerdì 24 ottobre 2014

Autore: José Saramago
Titolo: Cecità (Titolo originale: Ensaio sobre a cegueira)
Editore: Feltrinelli
Altro: ISBN 9788807881572, p. 288, 9,50 €, I ed. originale 1995, Traduzione di Rita Desti, romanzo, fantascienza

Voto: 7/10 (dopo breve riflessione: 8/10)

In un posto imprecisato, in un tempo imprecisato (approssimativamente fra il 1983 – si accenna all’AIDS – e il 1995 – non ci sono cellulari) un uomo diventa improvvisamente cieco mentre è fermo ad un semaforo. No, non vede tutto nero. Vede tutto bianco, come immerso nella nebbia. Va da un oculista, ma il medico non riesce a fare una diagnosi, tutto sembra in ordine. Il giorno dopo anche il medico diventa cieco come il suo paziente e man mano molte altre persone lo diventeranno. All’inizio si pensa a qualche infezione e allora si mettono in quarantena i primi casi, ma la situazione peggiorerà.

In questa situazione straordinaria Saramago mette alla prova le relazioni umane e lo spirito di sopravvivenza dei protagonisti e della società. La cecità bene presto non è più solo una malattia degli occhi, ma dell’anima. Anzi, sembra da questa causata:

Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono.

(È nel retro di copertina, non anticipo nulla.)

Le avventure dei ciechi e altri dettagli importanti li lascio alla vostra lettura, così come le speculazioni filosofiche e morali.

Un accenno sulla prosa, non banale, né facile. Saramago, per renderci ciechi e straniati durante la lettura, non solo non specifica luoghi e date, ma non usa nemmeno nomi propri. Ci sarà il primo cieco, la moglie del primo cieco, l’oculista, eccetera. Nemmeno i cani avranno un nome proprio, né le vie delle strade, nulla. Ecco, questa cosa dei nomi in alcuni punti appare una forzatura, alcuni ciechi li chiedono, ma la risposta è “siamo tutti ciechi, i nomi non servono.” L’effetto di straniamento però è notevole, ma Saramago va oltre: non viene segnalato il discorso diretto dei personaggi. Il discorso diretto è inserito nella frase che descrive la situazione. Vi faccio un esempio:

Il cieco si portò le mani agli occhi, le agitò, Niente, è come se stessi in mezzo a una nebbia, è come se fossi caduto in un mare di latte, Ma la cecità non è così, disse l’altro, la cecità dicono che sia nera, Invece no io vedo tutto bianco, Magari aveva ragione quella donna, potrebbero essere i nervi, i nervi sono diabolici, Lo so io che cos’è, è una disgrazia, sì, una disgrazia, Mi dica dove abita, per favore, in quell’istante si sentì l’avviamento del motore.

Questa è un’unica frase. Forse quattro o cinque persone che parlano fra loro. L’impatto, anche visivo è notevole: sembra di leggere un’enciclopedia, di affrontare un muro di testo. Eppure si capisce, i discorsi, nonostante tutto, si seguono.

Ultima nota, pardon, consiglio: non sbirciate l’ultima pagina.

Buona lettura!

[libro] Il gioco delle tre carte

mercoledì 6 marzo 2013

Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Il gioco delle tre carte
Editore: Sellerio Editore Palermo (collana La memoria)
Altro: Ottobre 2008, ISBN: 9788838923340. p. 208, Giallo, 12,00 €

Voto: 7/10

Ho sempre detestato l’espressione “romanzo/libro d’evasione”, come se esistessero romanzi non d’evasione. Se voglio la realtà mi leggo un manuale di storia, non mi leggo Guerra e pace. Ma qui siamo nel classico giallo da vacanza. Breve, leggero, gradevolissimo, divertente. Divertente soprattutto la caratterizzazione dei personaggi: Massimo, il barista quarantenne, divorziato, carriera accademica interrotta, indagatore e risolutore suo malgrado di misteri; Tiziana, giovane aiutante al bar, e poi la sezione INPS, come la chiama la voce narrante, composta da cinque anziani clienti fissi del BarLume. Siamo a Pineta, in Toscana. Durante un convegno internazionale di Chimica viene trovato morto un anziano e illustre cattedratico giapponese. Sembra un incidente, ma poi si scoprirà che è stato ucciso e Massimo, con le sue conoscenze informatiche e il suo intuito, unita a tanta fortuna, riuscirà a trovare il colpevole. Il BarLume, ovviamente, sarà il luogo in cui verrà discusso il caso.

Buona lettura!

[libro] Forte come l’onda è il mio amore

mercoledì 6 febbraio 2013

Autore: Francesco Zingoni
Titolo: Forte come l’onda è il mio amore
Editore: Fazi
Altro: Novembre 2012, ISBN: 9788864115849, p. 607, 17,50 €, anche versione ebook a 5 €

Voto: 8/10

Non è facile fare una recensione di questo romanzo. Prima di tutto mi hanno detto che l’autore si considera un sandonatese anche se vive a Milano, e qui il mio spirito campanilista inizia a lavorare. Poi sono andato a sentire la presentazione il 18 gennaio scorso in un posto che sembrava un luogo di ritrovo per carbonari, in quel di Rogoredo. Nell’occasione ho conosciuto l’autore, che, devo confessarvi, mi ha colpito molto. Tenace come il protagonista del libro.

La genesi del libro è questa: qualche anno fa Francesco ha avuto l’idea per il romanzo, l’ha scritto, impiegandoci due anni, e quando ha iniziato a farlo leggere agli amici e parenti tutti hanno iniziato a dirgli “che bello, pubblicalo”. Inutile dire che nessuna casa editrice l’ha considerato. E lui allora che fa? Si inventa una casa editrice, si stampa il romanzo e va a convincere i librai milanesi che vale la pena metterlo in esposizione e venderlo. Non ci crederete, ma la cosa ha funzionato. Il libro è piaciuto. E’ attraverso altre numerose peripezie che il romanzo arriva all’editore Fazi che decide di pubblicarlo, non prima di una cura dimagrante. Altre presentazioni, altro successo. Ora lo vogliono persino pubblicare in Germania. Ecco, già questo non sembra straordinario?

Del romanzo, quindi esistono due versioni. La prima, più lunga, e la seconda pubblicata da Fazi. Io ho letto la seconda, ovviamente. Il nuovo editore ha voluto cambiare il titolo al romanzo. Ecco, a me il nuovo titolo non piace per nulla. E’ troppo melenso e troppo lungo. E anche la copertina non mi piace affatto, preferivo la prima.

Poi il tema trattato: è un romanzo d’amore. Tanto amore. E’ il racconto di una perdita e di un ritrovamento. Lui si ritrova sperduto su un’isola del Pacifico senza memoria e senza riuscire a parlare. Ha dimenticato tutto. Un sogno, il sogno di Lei, riuscirà a fargli riacquistare la parola e i pensieri. Da questo posto sperduto nel mare Lui inizia la ricerca della sua identità, dei suoi ricordi e di Lei. Non sarà facile. Lui non si fermerà fino a quando tutto non sarà chiaro, fino a quando non riavrà tutti i suoi ricordi e la sua amata. Il lettore lo seguirà per tutte le sue peripezie.

Il finale, ovviamente, non posso svelarvelo e voi non avete speranza di indovinarlo. Posso solo dirvi che nella parte finale ho avuto difficoltà a seguire tutti gli eventi, ma insomma, si arriva alla fine che il cuore batte forte.

E’ un romanzo che pone domande esistenziali: come affrontare una perdita? Che significato hanno i legami d’amore? Cosa è possibile aspettarsi dal proprio amato? (A saperle, le risposte…) E’ un romanzo onirico: i sogni avranno un ruolo importante in tutte le vicende del romanzo. E’ un romanzo pieno di poesia, le poesie di Dylan Thomas.

Per essere un esordiente Francesco Zingoni di carne al fuoco ne ha messa parecchia. Speriamo che abbia un’altra idea per un altro romanzo e che sia bello almeno come questo.

Buona lettura!