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La sicurezza nel 2020

giovedì 16 dicembre 2010

Purtroppo è un post in inglese e anche lungo:

Security in 2020
di B. Schneier
(Prefazione a Security 2020, di Doug Howard and Kevin Prince)

Ma vale la pena leggerlo. Si racconta di come sarà il futuro per chi userà la tecnologia, ovvero per tutti noi. Si racconta di come presto saremo (siamo in parte già) noi, persone normali, i potenziali cattivi informatici e di come il mondo degli affari si dovrà difendere da noi. Dopo la lettura di questo post si può affermare che Orwell è stato un ingenuo ottimista.

NOTA IMPORTANTE: Non fatevi fuorviare dalla parola security. Il discorso di Schneier riguarda tutti noi nella vita di tutti i giorni. E non fatevi fuorviare dalla data 2020. Schneier parla di cose che succedono già oggi. Nel 2020 sarà solo peggio.

Aggiornamento:
Dei post correlati all’articolo di Schneier: leggere il post di e-due e seguire i suoi link.

Cryptogram in italiano chiude

venerdì 9 aprile 2010

Cara Communicationvalley,

Questa comunicazione è una grossa perdita per tutti i lettori italiani di Schneier. Un’occasione in meno per avvicinare il pubblico inesperto a problemi e notizie sulla sicurezza. Una perdita aziendale, perché la cultura veicolata da Schneier è un bene prezioso per la vostra attività e ora è un poco più distante dall’Italia.

Spero in un ripensamento.

Un grande grazie per l’ottimo lavoro fatto in questi anni.

ilcomiziante.

Il 2010-03-31 10.02, Cryptogram.it ha scritto:

> Gentili lettori di CryptoGram.it,
> siamo spiacenti di dovervi comunicare che dal prossimo mese Communication  Valley, Business Unit di Security Reply, non effettuerà più il servizio gratuito di traduzione in lingua italiana della newsletter CryptoGram redatta da Bruce Schneier.
[…]
> CryptoGram.it
> Communication Valley – Business Unit di Security Reply Srl
> http://www.communicationvalley.it
>
> Via Budellungo, 2
> 43100 – Parma
> Tel. +39 0521 4980
> Fax. +39 0521 498080
>
> Security Reply Srl è società con unico azionista soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Reply S.p.A.

La paura e i numeri

venerdì 8 gennaio 2010

Il giorno 5 mi sono imbattuto per caso in un servizio del TG2 delle 20.30: le nuove misure di sicurezza annunciate da Maroni e Frattini sono giuste? A chi chiedere un’opinione disinteressata e informata? A chi parte, ovviamente. E tranne uno, tutti pronti a denudarsi pur di non esplodere per aria. Per riportarci con i piedi per terra, grazie a Schneier, segnalo i seguenti articoli:

[Cerco di tradurre e riassumere qualcosa per chi ha fretta]

The Skies Are as Friendly as Ever: 9/11, Al Qaeda Obscure Statistics on Airline Safety
by Nate Silver

Negli anni 2000 (10 anni) sono morti 469 passeggeri per atti violenti sugli aerei, compresi terroristi ed equipaggio, compreso l’attentato dell’11 settembre 2001. Questo dato è paragonabile a quello degli anni ’60, ed è migliore degli anni ’70 e ’80. Ovviamente oggi si viaggia molto più di allora. Rifacendo i conti sulle stime di passeggeri che hanno volato: 22 passeggeri morti per atti violenti ogni miliardo di passeggeri negli anni 2000, contro i 191 per miliardo degli anni ’60.

[Le cose vanno un pelino peggio se si contano anche i morti a terra, ma non credo nessuno abbia paura di stare a terra. :-) ]

The Odds of Airborne Terror
by Nate Silver

[Attenzione, d’ora in poi sono statistiche valide solo negli USA]

Secondo il Bureau of Transportation Statistics negli anni 2000 (10 anni) sono partiti o atterrati dagli USA 99 milioni di aerei commerciali e ci sono stati 6 attentati terroristici. Un (1) attentato per ogni 16,5 milioni di partenze.

Queste partenze hanno generato uno spostamento di 69,5 miliardi di miglia. 1 attentato terroristico ogni 11,5 miliardi di miglia. Si potrebbe andare e tornare da Nettuno comodamente.

Assumendo che questi viaggi siano durati 163 milioni di ore (425Miglia/h) arriviamo a 1 attentato per ogni 27 milioni di ore volate (1/3105 anni).

C’erano 674 passeggeri (esclusi equipaggio e terroristi) sugli aerei in cui sono avvenuti questi 6 atti terroristici. In questi 10 anni, negli USA, sono volati 7 miliardi di persone: abbiamo 1 probabilità ogni 10 milioni di passeggeri di essere in un aereo con l’attentatore. La probabilità di essere folgorati da un fulmine è di 1/500.000.

Lasciamo ora i numeri e seguiamo sempre Schneier che ci suggerisce questo articolo:

The God That Fails
By DAVID BROOKS

Scheneier conclude [traduco a spanne]:
In questa società tutti credono che la perfezione sia possibile. Così, se capita qualcosa di brutto, non può certo essere perché siamo stati sfortunati. Deve essere per forza colpa di qualcuno e le cose devono essere sistemate. Questo, a volte, è semplicemente non vero. A volte è meglio non sistemare nulla: o non c’è la soluzione, o la soluzione costa troppo rispetto al danno o gli effetti collaterali della soluzione sono peggiori del problema. E qualche volta si fa tutto giusto e le cose vanno lo stesso male. Benvenuti nel mondo reale.

Buona riflessione.