Posts Tagged ‘scrittura’

[libro] Posta letteraria

domenica 25 Mag 2014

Autrice: Wisława Szymborska
Titolo: Posta letteraria – Ossia come diventare (o non diventare) scrittore. (Poczta literacka)
Editore: Scheiwiller
Altro: ISBN 9788876443305, p. 96, I ed. italiana 2002, premessa e traduzione di Pietro Marchesani

Voto: 10/10

L’agevole libercolo è la raccolta delle risposte che la Nostra diede dal 1960 al 1968 ad aspiranti poeti e scrittori. Ai tempi la Szymborska collaborava con la rivista letteraria Życie Literackie (Vita letteraria) scrivendo recensioni di libri (bellissime anche quelle) quando nacque la rubrica Posta letteraria. In realtà a rispondere ai polacchi aspiranti scrittori c’era anche Włodzimierz Maciag, collega della Szymborska, ma, avendo avuto meno fortuna letteraria, il libricino contiene solo le indicazioni della Premio Nobel.

Tenete presente che all’epoca non c’era il print on demand, il self publishing e nemmeno Yahoo Answer. (Non so se e come era possibile l’editoria a pagamento nel regime.) Quindi al povero polacco scribacchino non restava che chiedere lumi a chi ne sapeva più di lui. I bei tempi andati… E soprattutto, chi avrebbe mai immaginato di chiedere ad una futura Premio Nobel?

Con ironia sottile, senza mai scivolare nel sarcasmo, i consigli dispensati sono gli stessi dispensati oggi da persone molto meno famose. La letteratura, nei suoi tratti fondamentali, è cambiata ben poco in questi ultimi cinquanta anni: scrivere in modo grammaticalmente corretto e leggibile; suscitare interesse nel lettore; esercitarsi tanto; lasciare stare se non si è portati. Però sentirselo dire da lei deve essere stato tutta un’altra cosa!

Nota per chi volesse leggere il libro. È fuori catalogo. Lo stesso testo è contenuto in Opere, di Adelphi. Oppure recatevi nelle migliori biblioteche.

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla scrittura e non avete mai osato chiedere

mercoledì 30 aprile 2014

Avevo incontrato – solo su web, non di persona – Giulio Mozzi qualche anno fa e poi le vicende della vita lo hanno nascosto alla mia vista fino a ieri. (Grazie Mantellini!)

Ecco, se volete sapere cosa vuol dire scrivere, leggere e pubblicare, andate sul suo blog, leggetelo TUTTO, commenti compresi, visionate tutti i link che vi propone, studiate bene tutto e poi rinchiudetevi in bagno, in studio o in un monastero tibetano e iniziate la vostra opera che rimarrà nei secoli. Ovviamente scherzo, la vostra opera sarà molto probabilmente cestinata, che darsi da fare serve, ma un minimo di talento ci vuole, altrimenti saremmo tutti scrittori e invece non è così. Per un sostituto di Dante Alighieri dovremmo aspettare ancora un poco.

Il blog di Mozzi non è solo utile agli aspiranti scrittori, ma anche ai blogger, agli studenti e a chi vuole solo soddisfare qualche curiosità.

Io ho iniziato da qui:
Istruzioni per spedire dattiloscritti a Giulio Mozzi

Una curiosità:
Attuali (di dieci anni fa) tendenze della narrativa italiana (vista dal buco della serratura)

Una iniziativa che farebbe bene a Lacomizietta:
Diario di tutti (in collaborazione con Giulio Mozzi et al.)

Corso di scrittura creativa in 17 comode lezioni:
Inventare e raccontare storie – 01. Inventare: l’idea (in collaborazione con l’IPRASE)

Buona scrittura!

Errori di stompa /2

sabato 15 febbraio 2014

Questa mattina spiegavo a Lacomizietta il perché è importante scrivere correttamente, che è per farsi capire meglio e per essere credibili. E lei:

– Come per noi donne i gioielli e il trucco e i vestiti.
– Cioè?
– Vuoi essere perfettino, come noi donne con il nostro aspetto.
– Ma anche voi volete farvi “capire meglio” con il trucco e le altre cose?
. Ma Papi, non è per farci capire che lo facciamo, ma è solo per essere belle!
– Immagino che “essere belle” sia un po’ come “farsi capire”.
– Bravo Papi!

Errori di stompa

venerdì 14 febbraio 2014

Tanti anni fa, prima dei miei enta, ero molto più elastico sulle regole grammaticali, ortografia in primis. C’è stato un periodo che scrivevo senza mettere le maiuscole dopo il punto e mi sembrava una cosa bella. Non usavo nemmeno lettere accentate, ma scrivevo piu’, e’, sara’, e la scusa era che non sempre le lettere accentate erano visualizzate correttamente dal ricevente. Scusa valida allora, non oggi.

Superati gli enta, l’idea di scrivere male mi disturba. Potrei non esser capito o non esser preso sul serio. Rileggendomi, anche a distanza di molto tempo, a volte trovo frasi poco chiare o errori di battitura. Mi danno fastidio e li correggo.

Su altri nodi della rete mi è capitato pochi giorni fa di scrivere scola al posto di scuola. Parlando di scuola era una bella presentazione, no? (Il correttore ortografico non ha fatto una piega, visto che scola in italiano esiste.) Nessuno mi ha preso in giro o me l’ha fatto notare con discrezione, così che la scola è rimasta in bella vista per giorni. Poi ieri l’amara scoperta e la correzione tardiva.

Una conclusione e una comunicazione:
– siete autorizzati a prendetemi per il [beep], se siete anche voi grammar nazi e non amate la scola, ma la scuola;
– ho attivato le mie grandi conoscenze informatiche e ora so come si fa la È. Cercherò di usarla. Sto invecchiando.

[libro] Stasera mi butto

lunedì 27 gennaio 2014

Autrice: Giovanna Cosenza
Titolo: Stasera mi butto
Editore: Et al.
Altro: p. 316, ISBN 9788864631103, 16,00 €, I ed. Maggio 2013

Voto: 10/10

Prima di tutto il metodo narrativo, assolutamente all’avanguardia. Un io narrante (quasi) onnisciente che si mescola, a volte in modo invisibile, con l’io narrante del personaggio. E poi il racconto passa da un personaggio all’altro, da un posto all’altro, da un tempo all’altro, da un genere di scrittura – forse sarebbe meglio dire di espressione – ad un altro. Perché nel romanzo trovate articoli di giornale, blog, sms, TV, pensieri infantili e persino della musica. A questo proposito il formato cartaceo castra parecchio l’opera, ma forse anche un ebook non sarebbe stato pronto per accogliere la varietà comunicativa; ad oggi solo il web avrebbe potuto accoglierla. Siete già frastornati e confusi? Vi state chiedendo che razza di racconto sia? L’autrice ha chiamato questo metodo “transmediale”. Parola che fa un po’ paura, ma non morde.

Di che si parla? Di otto (l’autrice dice sei, ma io ne ho contati otto) personaggi in cerca di se stessi. Sono personaggi spezzati, incompleti, che si vedono orribili e insulsi e per questo cercano conferme all’esterno e non ne trovano (e come potrebbero?), sono pieni di pregiudizi, non riescono a comunicare e si ficcano in grandi pasticci. Giovanna ce li fa vedere ognuno nel loro mondo e nei loro pensieri e ogni volta il lettore fa un balzo e dice: “No! Ti sbagli! Non è come pensi!” Giovanna non mette in scacco solo i personaggi, ma anche il lettore: più di una volta si arriva alla fine del capitolo che non è più vero quello che si pensava all’inizio. Sorprese, quindi, e molte.

I personaggi inizieranno ad incontrarsi e a scontrarsi e imparerete a conoscerli pian piano. Non tutti gli intrecci avranno un finale, molte cose saranno lasciate all’immaginazione del lettore, ma la vostra curiosità non sarà lasciata inappagata.

La narrazione non vi lascerà indifferenti dal punto di vista emotivo. Ci sono stati capitoli che ho dovuto interrompere, leggere a piccoli sorsi, ché mi mettevano ansia e agitazione. Ma anche speranza, gioia, tensione, curiosità. Giovanna sa raccontare molto bene le emozioni, questo è fuori di dubbio.

Le parole: nessuna è lì per caso. Se pensate che qualcuna sia fuori posto, ebbene siete voi fuori posto. Rileggete meglio.

Ultimo appunto: il romanzo è in crescendo, quindi all’inizio potreste fare un po’ fatica o trovarlo noioso. Andate avanti e non sarete delusi.

Buona lettura!
PS: l’anno di ambientazione è il 2009. Giovanna, hai lasciato troppi indizi! :-)

Tolleranza letteraria

giovedì 18 luglio 2013

Oggi sono stato in libreria, in centro a Milano. Luogo pericolosissimo per uno come me, che legge molto più lentamente di quanto acquisti. Ancora più pericoloso da quando mi sono accorto che ho un numero consistente di arretrati. Mi sono limitato a Zorro, di Isabel Allende, che avevo iniziato ma poi è fuggito con la ex moglie. Era in super offerta, come non farlo rientrare in casa?

Ma non è di questo che volevo scrivere. Volevo raccontarvi che in libreria ho visto cose che voi umani… Per esempio le sfumature non sono state candeggiate. Ora sono in formato economico. Poi ci sono le modelle che scrivono poesie. Calciatori, presentatrici e presentatori, pornostar, cantanti, aspiranti politici di punta, chiunque abbia una qualche visibilità scrive e pubblica. Non nel suo strapuntino di blog, in digitale, per non disboscare la nota Foresta Amazzonica e non disturbare il prossimo. No, no, pubblica in libreria tomi pesanti di cellulosa e inchiostro! Queste persone hanno qualcosa di interessante da dire? Lo scrivono particolarmente bene? Sono temi che rimarranno nella storia dell’umanità? Non so. Su alcuni dubito fortemente. Di altri ho la certezza che no. Però loro pubblicano. Su carta.

Allora mi sono detto: e io? Cosa ho di meno di Pirlo, di Renzi o di Rocco Siffredi, a parte che non so giocare a calcio, so fare una migliore politica e ce l’ho più corto del suo? Mi mancano forse dei soldi per pagarmi un editor o un ghost writer; in compenso via mail mi arrivano già delle proposte per allungarmelo. Ma io non pretendo di entrare in libreria. Io ci tengo alla Foresta Amazzonica e i soldi per allungarmelo un editor non li ho. Quindi peggio per voi. Se mi verrà voglia di scrivere opere di fantasia vi toccherà fare da editor, critici letterari o cambiare blog.

Sapevatevelo.

PS1: Oppure, se i prezzi saranno ragionevoli, potrei andare in una casa di tolleranza letteraria.

PS2: se siete in crisi onanistico ormonale e volete dare una svolta letteraria ai vostri tormenti erotici, non comprate le sfumature. Ora in libreria c’è una professionista che almeno conosce l’argomento: Sasha Gray.  (Poi mi fate sapere se vale il prezzo del biglietto.)

Diario a scuola

mercoledì 22 settembre 2010

Segnalo questo progetto molto interessante a cui ha collaborato Giulio Mozzi:

Il diario di tutti

dove si presenta un progetto didattico per insegnare ai ragazzi delle superiori a scrivere senza annoiarsi. Leggere attentamente le istruzioni e il materiale prodotto.