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La Siria in taxi

giovedì 26 novembre 2015

Segnalo questa storia di quindici anni fa:

Al Raqqa (una storia di Siria e di tassisti)
di Carlo Paschetto

L’ho trovata molto bella (e interessante).

How Many More?

sabato 14 marzo 2015

Da ilPost:

L’account che twitta i nomi di tutti i morti nella guerra in Siria
di Adam Taylor – Washington Post
Si chiama “How Many More?”, fa un tweet al minuto e nel giro di pochi giorni dovrebbe arrivare a identificare 100mila siriani uccisi

Io invece dico “grazie”

domenica 18 gennaio 2015

Non so se andare in Siria in questo periodo sia una buona idea. Anche andare in Sierra Leone a curare malati di ebola forse non è una buona idea. Andare in posti dove si rischia la vita, o comunque si fa una vita difficile, è una buona idea? Non lo è, io non lo farei mai. Ma, per fortuna di noi tutti, ci sono persone che non seguono le buone idee, che lo “Stay foolish, stay hungry” di jobsiana memoria non lo vivono in un comodo ufficio con l’aria condizionata e nemmeno in un mitologico garage, senza bombe sulla testa o virus che non sono informatici. Per fortuna di noi tutti ci sono persone che non tollerano ingiustizie e soprusi e che mettono in gioco la loro intera esistenza per alleviarle o almeno per ricordarci che ci sono. La loro empatia non la spengono con l’interruttore della camera alla sera.

Vanessa, Greta, ma anche Fabrizio, ci portano in casa le ingiustizie e le sofferenze del mondo. Lo fanno a mani nude, senza armi o istituzioni alle spalle. Per questo danno fastidio e vengono insultati da chi quelle sofferenze vorrebbe lasciarle lontane dalla propria vita.

Io non so se Vanessa e Greta abbiano agito bene o male, se sia giusto pagare riscatti o meno, so che Vanessa e Greta ci hanno ricordato che quello che succede in Siria in qualche modo ci riguarda. Hanno reso il mondo più piccolo. Di questo possiamo solo ringraziarle.

Mi ricorda qualcosa /2

venerdì 11 ottobre 2013

Prima di tutto un breve ripasso: Qurico, il giornalista de La Stampa rapito in Siria ad aprile e liberato a settembre, durante la sua prigionia, origliò da una porta e sentì che:

“In questa conversazione – prosegue la ricostruzione di Quirico – dicevano che l’operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l’Occidente a intervenire militarmente. E che secondo loro il numero dei morti era esagerato”.

Poi, correttamente, ci disse che questa informazione non aveva altri riscontri e quindi non poteva essere spacciata come notizia.

Oggi abbiamo i riscontri (corsera):

«400 civili rapiti o uccisi»
Le prove che incastrano i ribelli siriani Human Rights Watch presenta prove, testimonianze, foto e video della «strage del 4 agosto». Accertate almeno 190 vittime.

Non so perché, ma al corsera rimangono nella tastiera i link alla notizia originale:

Syria: Executions, Hostage Taking by Rebels
Planned Attacks on Civilians Constitute Crimes Against Humanity

Con a lato il link per scaricare il report integrale in inglese.

Riassunto: 20 gruppi di ribelli siriani ad agosto hanno pianificato e attuato 14 giorni di terrore, con 190 morti e 200 rapiti. Tutti civili che avevano la colpa di abitare in zone considerate filogovernative. Devono essere stati filogovernativi anche i bambini.

Nel frattempo, la mancanza cronica di soldi degli USA ha impedito che le cose peggiorassero con l’esportazione forzosa di democrazia. Però se aspettiamo ancora un poco senza fare nulla possiamo farcela, a peggiorare le cose.

Mi ricorda qualcosa…

lunedì 9 settembre 2013

Leggo su LaStampa che Quirico, il giornalista rapito in Siria ad aprile e liberato ieri, un giorno, durante la sua prigionia, origliò da una porta e sentì che:

“In questa conversazione – prosegue la ricostruzione di Quirico – dicevano che l’operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l’Occidente a intervenire militarmente. E che secondo loro il numero dei morti era esagerato”.

Poi, correttamente, ci dice che questa informazione non ha altri riscontri e quindi non può essere spacciata come notizia.

Però questa vicenda a me ne ricorda un’altra. Quella dell’Iraq con le armi di distruzione di massa che non furono mai trovate, quella dell’Iraq governato da Saddam Hussein che era buono finché è stato lo yes man degli USA. Mi ricorda anche l’esportazione della democrazia con le bombe, che in questo giro non saranno portate dagli F35, ma da dei droni, dicono. (Questo per indicare quale sarà il futuro delle armi e che quindi gli F35 saranno vecchi prima ancora di essere montati negli hangar…)

A differenza di qualche anno fa non abbiamo più peacereporter e quindi siamo anche un po’ meno informati. Direi che siamo pronti per i bombardamenti in Siria.