Posts Tagged ‘storia’

74 anni di Resistenza / La storia

venerdì 26 aprile 2019

Alessandro Barbero risponde a due domande sulla Resistenza:
1) La Resistenza fu determinante dal punto di vista militare alla liberazione dell’Italia?
2) Chi erano i partigiani?

E anche “l’attentato di via Rasella spiegato bene”:

[libro] Il grande saccheggio

domenica 20 maggio 2018

Autrice: Francesca Mereu
Titolo: Il grande saccheggio – Da zar Boris alla presa di potere di Putin, diario di una democrazia mancata
Editore: Le mezzelane casa editrice
Altro: ISBN: 9788833280431; p. 256; 14,90€; prima ed. 2018; genere: saggistica: giornalismo, storia

Voto: 7/10

Lo scorso 13 maggio sono andato al salone del libro di Torino a trovare Gaia Conventi (ne parlerò quando recensirò la sua ultima uscita) e nello stand della casa editrice ho conosciuto Francesca Mereu, una donna minuta, espansiva e piena di vita. Era lì per promuovere la sua ultima opera Il grande saccheggio. Ma non abbiamo parlato affatto del suo ultimo libro, semmai della sua vita in Alabama, di suo marito Sergei, di musica. Solo poco prima di andarmene ho scoperto il vero motivo della sua presenza, che è vissuta tanto in Russia e che ha fatto giornalismo di inchiesta. Mi sono lasciato tentare dalla mia sconfinata curiosità è ho aggiunto ulteriore peso alla borsa del ritorno. (Ormai è tradizione che agli incontri con Gaia io scopra nuovi autori.)

Il grande saccheggio è un lungo reportage sulla trasformazione dell’Unione Sovietica verso la Russia attuale. Vita vissuta, informatori inseriti dentro la macchina del potere, statistiche ufficiali e inchieste giornalistiche raccontano questa drammatica trasformazione. Drammatica perché la maggior parte dei russi si trova, a più riprese, improvvisamente nullatenente. La riforma di Yeltsin attuata con l’introduzione improvvisa del capitalismo deregolamentato in un paese completamente impreparato al nuovo corso, ha dilapidato e distrutto la maggior parte delle ricchezze del paese: le aziende statali sono state svendute, la ricerca scientifica è stata azzerata, la giustizia resa impossibile dalla corruzione e la criminalità organizzata diventa il vero regolatore degli affari. Pochi oligarchi conquistano il potere e la ricchezza, mentre la gran parte del popolo russo soffre la fame. Molti si salvano perché in casa, per sopravvivere alle manchevolezze del commercio sovietico, hanno cibo confezionato per un anno. Le riforme democratiche vengono vissute come la causa del periodo nero della Russia. Yeltsin, con i suoi continui problemi di salute derivanti dall’essere schiavo dell’alcool, diventa sempre più impopolare e chi lo sostiene deve trovare un sostituto.

Putin proviene dai servizi segrati Russi, il FSB, ex KGB, e si dimostra subito un abile stratega. Con il sostegno dei servizi riesce a utilizzare il conflitto ceceno per andare al potere. Una volta insediato fa tabula rasa di ogni opposizione e si prepara la strada per comandare a vita.

Molte riflessioni sulle reazioni russe al potere politico di Putin dovrebbero farci riflettere su cosa sta accadendo da noi e in altri paesi, USA in testa.

Vi lascio i dettagli, sconvolgenti, alla lettura.

La narrazione passa attraverso aneddoti personali, inchieste giornalistiche, interviste a informatori e dati statistici. Il tutto è ben amalgamato, la lettura piacevole e avvincente.

Come difetti annoto qualche refuso e la mancanza di un indice dei nomi. Un maggior dettaglio sulle fonti ufficiali avrebbe reso perfetta l’opera.

Buona lettura!

Aggiornamento 26/05/2018:

Una intervista a Francesca Mereu su Letteratitudine, di Massimo Maugeri:

IL GRANDE SACCHEGGIO di Francesca Mereu (intervista) del 28/03/2018

Un riassunto dell’opera migliore del mio.

[libro] Socrate, per esempio

giovedì 14 settembre 2017

Autrice: Mariangela Galatea Vaglio
Titolo: Socrate, per esempio – Altre storie dal passato
Editore: Lit Edizioni s.r.l. – Collana Ultra Novel
Altro: ISBN 9788867763146, p.255, 16,00€, genere: saggio filosofico, storico

Voto: 7/10

Partiamo subito dai difetti: manca una cartina dei luoghi citati e una breve cronologia dei fatti e dei personaggi. Due cose che aiuterebbero molto a collocare i vari capitoli nel loro tempo e luogo.

Ma di cosa stiamo parlando? Chi ha già letto Didone, per esempio, avrà già capito: una rapida carrellata dei filosofi presocratici (siamo attorno al V secolo a.C.), con le loro storie, le loro filosofie, le loro avventure. Il taglio è colloquiale, quasi da conversazione dopo cena; lo scopo è fare vedere quanto siano attuali i filosofi di allora, quanto poco siano cambiati alcuni comportamenti nella politica nonostante i 2500 anni passati. E quindi troviamo Mileto, la città cosmopolita, gli esperti di marketing come Pisistrato (a lui pare dobbiamo la forma scritta dell’Iliade e dell’Odissea), la nascita della storia con Erodoto, le sette segrete con Pitagora, gli intrighi politici nell’ultimo capitolo, con Socrate, e tanto altro.

Non è un manuale di filosofia, sia chiaro, è evidente che molte lacune storiche sono state riempite dalla retorica di Galatea, ma non è nemmeno una ricostruzione inaccurata e fantasiosa della storia della filosofia. (Galatea è una studiosa della materia ed è molto precisa nella narrazione dei fatti.) È un tentativo, riuscito benissimo, di avvicinare un mondo che pensiamo lontano e invece è molto, molto vicino. Sono passati i secoli, ma alcuni comportamenti umani sono cambiati ben poco.

Buona lettura!

[libro] Didone, per esempio

sabato 4 luglio 2015

Autrice: Mariangela Galatea Vaglio
Titolo: Didone, per esempio – Nuove storie dal passato
Editore: Lit Edizioni s.r.l.
Altro: ISBN: 9788867761456, I edizione: giugno 2014, prezzo: 6,99 €, formato: epub, 317 KB, pagine: 192, genere: saggistica (storia), versione cartacea: ISBN: 9788867761029, 11,90€.

Voto: 8/10

Nato dalla rubrica Badilate di cultura del blog di Galatea, il saggio che ne è uscito non poteva che rispecchiarne lo spirito.

Lo scopo di Didone, per esempio non è dare informazioni precise e puntuali sulla vita dei personaggi dell’antichità, ma piuttosto riportare nei nostri canoni moderni la vita antica. I personaggi sono come adottati da Galatea, sono fatti suoi, vezzeggiati, sgridati, presi in grembo e mostrati in tutta la loro umanità. Certo, si perde forse in precisione storica, molte cose saranno inventate per riempire i buchi che la storia ci ha lasciato, molta Galatea sarà sicuramente finita dentro più di una descrizione – se cercate obiettività lasciate stare – ma l’operazione è riuscita perfettamente: durante la lettura avrete una disperata voglia di cercare il vostro manuale di storia delle superiori per ricordare altri particolari e per sapere chi c’è stato prima e dopo. Ecco, sarebbe stato utile, come appendice, un rapido bigino di storia, ma forse ne sarebbe uscito qualcosa di diverso.

Vi lascio alla lettura, quindi. E se siete degli studenti delle superiori questo saggio deve far parte della vostra biblioteca.

Per chi non fosse ancora convinto, un assaggio, il primo capitolo: Didone, per esempio.

Segnalo che l’avventura continua con i filosofi: Socrate, per esempio.

La verità sul genocidio degli armeni

giovedì 16 aprile 2015

Spiegata bene, anche se questa volta siamo su internazionale.it:

La verità sul genocidio degli armeni
di Gwynne Dyer
(Traduzione di Federico Ferrone)

(via Lo Scorfano)

Matrimoni ottocenteschi

sabato 21 marzo 2015

Da ilPost:

Storia di una coppia lesbica a inizio Ottocento
di Sarah Kaplan – Washington Post
Charity Bryant e Sylvia Drake convissero per oltre quarant’anni, praticamente da sposate, racconta una storica americana: per dire che no, non è una cosa mai vista

[film] The imitation game

venerdì 2 gennaio 2015

Titolo: The imitation game
Regia: Morten Tyldum
Soggetto: Andrew Hodges
Sceneggiatura: Graham Moore
Scenografia: Maria Djurkovic
Costumi: Sammy Sheldon
Altro: basato sulla biografia di Andrew Hodeges – Alan Turing. Storia di un enigma – Bollati Boringhieri, anno 2014, Stati Uniti – UK, 113 minuti, genere: biografia, storico, Miglior Film al Toronto International Film Festival e molte nomination ad altri premi, Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi.

Attori:
Benedict Cumberbatch: Alan Turing
Keira Knightley: Joan Clarke

(Dati tratti da wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 7/10

Il film è veramente bello, gli attori bravi, la storia coinvolge, anche se si sa chi era Alan Turing e cosa ha fatto, almeno a grandi linee. Però, pur basandosi su fatti reali, il film non può considerarsi una biografia fedele di Turing. Aggiunge del dramma che non ci fu – l’avversione dei militari a Turing, la sua depressione – e in alcuni casi risulta ridicolo, come il suo colloquio di assunzione da parte del comandante Denniston. Per quel che ho potuto vedere dopo una breve ricerca superficiale, le differenze fra realtà e fantasia sono sostanziali. Spero che il libro da cui è tratto – già inserito nella lista dei desideri preso in biblioteca – sia più fedele alla realtà.

Due parole su Turing, i fatti veri mantenuti anche nel film e che non rovinano la visione. Turing è stato un matematico, logico e crittografo britannico, fra i padri fondatori dell’informatica moderna. Fu veramente reclutato dai militari britannici per decifrare i messaggi in codice dei nazisti e il suo contributo fu sostanziale per la riuscita dell’impresa, contribuendo alla vittoria degli Alleati. Le scoperte relative alla decrittazione di Enigma rimasero segrete fino alla fine degli anni ’70 e furono rese completamente pubbliche nel 2000. Era omosessuale e al tempo, nel Regno Unito, la cosa era considerata illegale. Quando fu scoperto, nel 1952, fu costretto alla castrazione chimica e due anni dopo morì, forse suicida.

–ATTENZIONE SPOILER–
Ora, chi non vuole sapere altri dettagli del film, può fermarsi qui. Da qui in poi segnalerò le maggiori differenze fra finzione e realtà.

Il film calca molto la mano sulla persecuzione omofobica e anti-nerd dei militari e sulla sua depressione (inesistente) a seguito della condanna per omofobia. In realtà Turing non era sociopatico, almeno non come è disegnato nel film, ed ebbe il pieno appoggio dei militari. Il vero Comandante Denniston, che nel film fa la parte del cattivo, era lui stesso un crittografo e scrisse lui a Churchill (e non Turing come nel film) per continuare l’ambizioso progetto di decodifica iniziato dai polacchi. Il reclutamento di Turing da parte di Denniston è inverosimile e ridicolo. Non è vero che non vi furono risultati fino all’invenzione della macchina di Turing. La macchina che nel film decritterà i messaggi dei nazisti era già esistente quando Turing entrò nel gruppo di lavoro e aveva dato i suoi risultati. Era stato costruita dai polacchi (Marian Rejewski et al.) nel 1938 e si chiamava Bomba. Turing non costruì la nuova versione, ma diede la basi teoriche a Max Newman che costrui Colossus, quello che nel film viene chiamata Christopher. Colossus si rese necessario sia perché era molto più efficiente e veloce nella decodifica, sia perché dopo l’invenzione di Bomba i tedeschi capirono di essere decodificati e usarono una versione migliorata di Enigma, la Lorenz SZ40/42, rendendo meno efficiente Bomba. Questo spiega perché nel film Turing propone di non usare subito le informazioni decrittate dei tedeschi. Se il nemico avesse sospettato di essere decodificato avrebbe migliorato ancora la macchina rendendo inutili gli sforzi fatti.

Nel film di vede correre Turing. Un allusione al fatto che Turing fu anche un discreto sportivo e un maratoneta.

Sulla morte di Turing la versione ufficiale parla di suicidio, ma le indagini furono condotte in modo superficiale e la madre e gli amici furono convinti di una morte accidentale. (I complottisti, che non mancano mai in questi casi, ipotizzarono un omicidio di Stato, visti i segreti che Turing conservava e la condizione di omosessuale, che allora equivaleva ad essere antisociale.) Turing morì per ingestione di cianuro di potassio. La mela morsicata che gli fu trovata in casa, e che si suppone lo abbia avvelenato, non fu analizzata. Turing usava abitualmente cianuro di potassio e non è improbabile una assunzione accidentale (il cianuro di potassio è letale anche per inalazione). Turing, contrariamente da quanto raccontato nel film, non ebbe segni di depressione durante la terapia ormonale imposta a causa della sua condanna per omosessualità. Continuò a lavorare e ad avere progetti per il futuro. Quando morì la terapia era conclusa da un anno. Non fu trovata nessuna lettera di addio.

Le leggi omofobiche del Regno Unito di quegli anni non hanno certo agevolato la vita di Turing ed oggi sono sicuramente da condannare, ma bisogna dare atto agli inglesi che hanno saputo evolversi molto più velocemente di noi. (Qualcuno ricorda Galileo? E il matrimonio fra omosessuali chi l’ha visto da queste parti?) Nel 2009 il primo ministro Gordon Brown chiese pubblicamente scusa a Turing e indirettamente a tutti i perseguitati dalle leggi omofobiche dell’epoca. Nel 2013 la Regina Elisabetta II diede la grazia postuma a Turing riabilitandolo completamente.

In suo onore nel 1966 è stato istituito il Premio Turing, “assegnato annualmente dalla Association for Computing Machinery (ACM), ad una personalità che eccelle per i contributi di natura tecnica offerti alla comunità informatica, in particolare per progressi che siano duraturi e di elevata importanza tecnica.” (wikipedia, ovviamente) L’unico italiano della lista, Silvio Micali, non lavora in Italia. Da noi abbiamo il Silvio sbagliato, accidenti!

Se siete interessati alla vita di Turing, oltre alla solita wikipedia, la cui versione inglese è molto meglio curata di quella italiana, segnalo anche:

A Poor Imitation of Alan Turing
di Christian Caryl

(In inglese, dove si segnalano le maggiori differenze fra film e realtà. Via Punto Informatico.)

Il compleanno di Turing dei Rudi Mathematici, numero 89, giugno 2006. (In italiano.)

No, un “supercomputer” non ha superato il Test di Turing
di Paolo Attivissimo

(Dove si spiega il titolo.)

Aggiornamento 01/02/2015:

Sembra che il film abbia portato alla ribalta il problema della legge contro l’omosessualità che permise di condannare Turing (da Repubblica.it):

Le star alla Regina: “Non solo Turing, è ora di riabilitare 50 mila gay inglesi”
Appello dell’attore che interpreta il genio suicida “Riscattare le vittime delle vecchie leggi omofobe”
di ENRICO FRANCESCHINI

Collezione porno

martedì 9 settembre 2014

Da ilPost:

La collezione segreta di libri erotici dell’Unione Sovietica
La storia dell’enorme raccolta di volumi avviata a Mosca nel periodo della rivoluzione bolscevica e oggi conservata sottochiave nella Biblioteca di Stato Russa

Riassumendo: tempo, più politica, più censura e anche una collezione da onanisti diventa di interesse culturale. Già è accaduto con gli affreschi di Pompei.

Vorrei esserci quando fra cento anni si scopriranno su qualche pc arrugginito i porno più o meno amatoriali scaricati da qualche portale porno attuale, residui antichi di serate dimenticabili con se stessi. I tecnici informatici che tenteranno con ogni mezzo di recuperarli. Gli storici e i sociologi intenti ad analizzarli. Appariranno goffi e primitivi e daranno indicazioni sul mondo di oggi, mentre nel futuro ci sarà un ponte ologrammi che risolverà ogni nostra fantasia solitaria. Ecco, vorrei esserci.

Sul ponte ologrammi, intendo.

(Scusate, ma anche questa notizia è apparsa mentre ero in ferie.)

Storia dell’Ucraina

martedì 25 marzo 2014

Non l’ho ancora letto, ma lo metto fra le cose interessanti sulla fiducia e lo leggerò quanto prima:

Breve storia dell’Ucraina, aggiornata fino a un momento fa
di Francesco M. Cataluccio
Il suo nome significa “sul confine”, ma si trova al centro dell’Europa ed è nella sua capitale Kiev che nacque la Russia

[libro] Memorie di Adriano

martedì 25 giugno 2013

Autrice: Marguerite Yourcenar
Titolo: Memorie di Adriano seguite dai Taccuini di appunti (Mémoires d’Hadrien suivi de Carnets de notes de Mémoires d’Hadrien)
Editore: La biblioteca di Repubblica
Altro: Traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, ISBN: 9788481305432, p. 287, anno 1951

Voto personale: 7/10

E’ una biografia romanzata dell’imperatore romano Adriano. L’autrice immagina che Adriano scriva, poco prima di morire, una lunga lettera a suo nipote adottivo Marco Aurelio, futuro imperatore. L’epistola è un lungo racconto della storia imperiale dalla fine del regno di Traiano alla fine del regno di Adriano, inframmezzata da considerazioni personali sulla politica, sulla religione, sulla filosofia, sull’amore e sui vari stati d’animo che Adriano vive nei diversi periodi della sua vita. Sebbene opera di fantasia, l’opera si basa su 27 anni, anche se non continui, di riflessioni e ricerche storiche approfondite sul personaggio Adriano; si può considerare a tutti gli effetti una biografia verosimile. Gli appunti in appendice indicano chiaramente le parti che si basano su fatti storici, le parti ricostruite o inventate e i riferimenti bibliografici.

Non è il mio genere di lettura. A tratti noioso, difficile nei suoi continui riferimenti storici (conviene farsi un veloce ripasso di storia dell’epoca e avere un atlante storico sotto mano), molto discutoso prolisso, ma comunque molto interessante: si viene immersi nel mondo romano dell’epoca e la cosa genera un discreto numero di riflessioni.

Colpisce, prima di tutto, la lungimiranza politica del personaggio. Il secondo secolo dopo Cristo è il periodo di massima espansione dell’impero romano e di relativa pace e prosperità. Adriano è figlio ormai di una lunga tradizione di governo imperiale e questo fatto influenza il suo agire politico; l’orizzonte temporale di governo non è il prossimo quinquennio, sono i prossimi secoli dell’impero. Le sue scelte sono mirate a mantenere questo stato di pace e prosperità il più a lungo possibile, nonostante sia ben cosciente delle difficoltà nel fare previsioni di così lungo periodo. Eppure, è un fatto storico, con le sue scelte riuscirà a determinare i successivi due imperatori, Antonino e Marco Aurelio. La differenza con le politiche attuali è notevole.

Altro aspetto che colpisce è il cosmopolitismo dell’impero romano. L’impero era un vero e proprio stato federale, con una organizzazione complessa e diversificata, attenta alle diversità culturali e politiche; rimanevano in mano romana la politica imperiale (politica estera), il fisco e l’esercito. La vasta cultura di Adriano, e probabilmente di molta parte della classe politica e amministrativa romana dell’epoca, aver a che fare con numerose religioni, filosofie e politiche di governo, generava un disincanto e uno spirito laico oggi praticamente sconosciuto. L’uomo Adriano era solo, filosoficamente solo, eppure supportato da numerosi culti più o meno esotici. La religione era più un fatto sociale, che una riflessione sulla propria condizione umana; per quest’ultimo aspetto la filosofia, in particolare al filosofia e la cultura greca, più che la religione, era il punto di riferimento di Adriano. In questo quadro, le religioni che si ponevano come assolute, ebbero vita difficile in quell’epoca: ebraismo e primi cristiani. L’impero romano era molto tollerante, ma esigeva che la sua supremazia fosse riconosciuta. Pensare di essere il popolo eletto e di fare uno stato a parte non era cosa da proporre all’Impero.

E infine l’amore. La moglie di Adriano fungeva da decorazione politica e sociale, ma fra i due non vi fu mai amore. Tollerato e riconosciuto era invece l’amore di Adriano verso Antinoo, giovane bitiniese (nord ovest dell’attuale Turchia), morto prematuramente in circostanze non chiare (nel romanzo si ipotizza un suicidio rituale) e divinizzato da Adriano. L’omosessualità nell’antica Roma era vissuta in modo completamente diverso da oggi. Wikipedia vi darà un’idea della situazione. (v. anche: Pederastia Greca.)

Buona lettura!