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Teologia dei telefonini

domenica 22 maggio 2016

Da ilPost:

Teologia dei telefonini
di Giacomo Papi

“La presenza è meno potente dell’assenza.”

Immacolata Concezione

domenica 8 dicembre 2013

Su IlPost Leonardo Tondelli si diletta da tempo di santi e madonne. I post sono scritti bene, i concetti teologici sono riportati all’attualità, aneddoti e curiosità tengono viva l’attenzione. Esiste la divulgazione scientifica e matematica e ora esiste anche la divulgazione teologica o, per essere più precisi, divulgazione agiografica, sperando che questa espressione abbia senso.

Oggi vi segnalo:

Senza macchia o senza scelta?

dove si illustra il tema di oggi: l’Immacolata Concezione di Maria.

E’ interessante un passaggio:

[…] per noi si è vergini o no a seconda di una cosa che si chiama imene […] La verginità [oggi, N.d.R.] è diventata un puro fatto fisico. […] Non ci viene quasi mai il sospetto che la parola “verginità” possa avere avuto un significato diverso, in un’epoca diversa, in cui ogni corpo aveva una dimensione morale inscindibile da quella fisica. […]

No, Tondelli non ci rivela per esteso che significato avesse la parola verginità nell’antichità, anche se ce lo lascia intuire. Però ci mette in guardia da una distorsione di giudizio (credo si dica bias cognitivo) comunissima: quella di guardare le cose del passato con gli occhi del presente. Non è la prima volta che sento dare del “maschilista” ad artisti nati e cresciuti prima del movimento femminista degli anni ’60. E’ come dare dell’antidemocratico a Dante o dell’antiscientifico ad Aristotele. Ecco, guardando al passato dovremmo spogliarci di alcuni giudizi e ricordarci, o almeno presumere, che allora le cose non apparivano come appaiono oggi. Per esempio oggi andare a votare per le primarie del PD mi sembra una gran perdita di tempo. In futuro, se dovessi dire “ah! se fossi andato a votare!”, siete autorizzati a darmi una botta in testa per ricordarmi quello che ho scritto qui.

[libro] Voi sarete come dei

martedì 26 marzo 2013

Autore: Erich Fromm
Titolo: Voi sarete come dèi
Editore: Astrolabio Ubaldini (Collana di studi umanistici ‘Ulisse’)
Altro: 1978, ISBN: 9788834003909, p. 160, Religione, 11 €

Voto: 9/10

Fromm è stato uno psicanalista di formazione freudiana proveniente da una famiglia ebrea molto osservante. Non mi intendo di psicanalisi, ma credo si possa dire che Fromm abbia poi trovato una strada tutta sua nella psicoanalisi, mettendo l’accento su una natura umana universale e descrivibile scientificamente, e sull’influenza della società sull’individuo.

In questo saggio Fromm prende in esame l’Antico Testamento per ritrovarvi descritta, attraverso la figura di Dio, la nostra natura umana. Dio, come gli uomini, presenta nell’A.T. caratteristiche di gelosia, vendetta, ma anche di amore, giustizia e misericordia. Con Dio l’uomo può parlare da pari a pari, perché altri non è che il proprio alter ego. Dio, secondo Fromm, non è una realtà fisica o metafisica, ma l’espressione poetica della nostra umanità, di una nostra esperienza interiore. Una volta chiarito cosa rappresenta Dio, è possibile sganciarsi da esso ed esprimere un sentimento religioso anche senza credere in un essere altro (esperienza religiosa non teistica). La cosa stupefacente è che Fromm sostiene quest’ultima tesi citando molti passi dll’A.T. e molti studi rabbinici successivi, come se la morte di Dio, come la maggior parte di noi lo conosce, vi fosse già scritta e la sua rinascita non possa far altro che avvenire attraverso una nostra nuova consapevolezza (tempo messianico).

Dio siamo noi, la nostra libertà ci condanna a prendere decisioni, nessuno le può prendere al nostro posto, nessun Dio metafisico può, non esistono scorciatoie.

Spero, con queste poche righe, di avervi incuriosito. Fromm è molto bravo ad argomentare le sue tesi e lo fa in modo molto preciso. E’ un saggio che va letto senza preconcetti, ha un taglio psico-sociologico dichiarato e lascia spazio ad ogni credenza del lettore, perché di fatto la sua tesi le comprende tutte. Appartenere ad una chiesa, o una struttura religiosa, infatti, non preclude affatto all’esperienza umana che Fromm descrive come autentica. Storicamente è sempre stato così e forse lo sarà ancora per molto. Ma se coltiveremo la nostra ragione, il nostro amore, il nostro senso di giustizia e preserveremo la nostra libertà, Dio, qualunque cosa sia, sarà con noi.

Una piccola divagazione personale. Sposo totalmente le tesi di Fromm. Mi definirei un “religioso non teistico”, ma in pubblico è meglio dire che sono ateo o agnostico. Si fa prima.

Ho letto questo saggio da giovane, penso quando ero ancora al liceo. Penso che non solo l’A.T. supporti le tesi di Fromm. Penso che lo faccia anche il mondo fisico, con le sue leggi. Quanto più cerchiamo di imbrigliare i nostri pensieri (matematica) e il mondo fisico nelle nostre leggi, tanto più essi si ribellano. I vincoli fisici esistono, ma sono mutevoli, perché mutevole è la nostra conoscenza del mondo. La libertà che Dio ci ha dato nell’anima, ce l’ha data anche nel mondo là fuori. Se non avessi studiato fisica, penso avrei studiato teologia.

Buona lettura!

Domande esistenziali /7

mercoledì 13 marzo 2013

[Ieri mattina spiegavo a Lacomizietta il Conclave. Ho specificato che il nuovo Papa sarà eletto da 115 Cardinali. Tutti uomini anziani, più o meno come il Nonno G.]

Papi, ma perché non ci sono donne nel Conclave?

Domande esistenziali /6

mercoledì 13 marzo 2013

[Sabato mattina, appena alzata, Lacomizietta aveva tanta voglia di leggere. Arrivata in sala vede la Divina Commedia in giro e decide che deve leggere il canto I dell’Inferno. Lo legge. Lo legge bene, tranne le ultime terzine. L’ultima volta che le ho letto il canto deve essere stato qualche mese fa, forse questa estate. Poi lo vuole copiare. No, lo vuole scrivere senza copiare. Vuole scrivere il primo canto a memoria. Per fortuna si ferma alla prima terzina, che è ora di fare colazione. A tavola:]

Papi, a proposito, tu perché non credi in Dio? In cosa credi esattamente?

Domande /20

martedì 13 marzo 2012

I bambini fanno domande. Lacomizietta fa domande di teologia. Alle 7 di mattina di una domenica quasi primaverile.

1) Ma veramente Gesù ha resuscitato una persona?

2) Ma è possibile che un bambino voglia più bene a Gesù che alla propria Mami e Papi?

3) L’anima di Gesù può leggere i nostri pensieri? (Vorrei vedere l’anima di Gesù dal vero!)

Tutto questo senza frequentare il catechismo, senza ora di religione a scuola e senza frequentare parrocchie e altre cose cattoliche.

La persona deputata a rispondere alle domande di teologia è la Mami, che però non ha dato il suo nulla osta per la pubblicazione delle risposte. Risposte stupende e adattissime ad una bambina di sette anni. Se fate un’offerta abbastanza alta, magari si convince. Ma sarà difficile. Su questo cose è incorruttibile.

La Conchiglia

lunedì 11 ottobre 2010

E’ successo questo: Lacomizetta ieri (domenica) si è svegliata alle 7. E come tutte le mattine della fine settimana Lacomizietta emigra nel lettone dei genitori per una dose extra di bacetti e coccole. Inutile dire che il suo arrivo sancisce l’inizio della giornata e la fine di ogni riposo. Solo che ieri il Papi era talmente assonnato che è riuscito a continuare a dormire nonostante il cicaleccio continuo della figlia e il suo continuo agitarsi. (Avete presente un frullatore in funzione? E’ praticamente fermo in confronto a Lacomizietta.) Mi sono perso quindi il racconto della sua nuova invenzione, che presto rivoluzionerà la teologia e il concetto di Trinità. Il tutto senza droghe, senza ora di religione, senza catechismo e senza la frequentazione di chiese varie. Pura fantasia comiziettica! Me lo sono fatto quindi ripetere attraverso un’intervista in esclusiva. Ho riadattato un poco il dialogo, ma il succo del discorso è qui di seguito. Buona lettura.

Papi: Spiegami questa cosa della Conchiglia che spiegavi questa mattina alla Mami.
Figlia: Allora, Papi, ascolta bene. La Conchiglietta, quando tu la apri, ha uno strato d’oro e uno strato azzurro. Dentro questo strato azzurro c’è Gesù, un Fiorellino e una Croce.

Papi: Ma perché la Croce?
F: Perché… anche lei fa parte del gruppo, no?
P: Ti è venuta in mente questa immagine così.

P: E dove si trova questa conchiglia?
F: Si trova nel cielo.

P: Cosa fa questa Conchiglia?
F: Allora, metti che io la chiami, no? Lei viene e le dico… Metti che devo mandare un messaggio alla Rosa(1), che è una mia amica; Rosa è in Puglia [in vacanza] insieme alla Marta, e io le dico: “Voglio che tu venga con me un attimo al parco”. Questa conchiglia manda il messaggio e lo ricorda per tutto il viaggio, che il viaggio per la Puglia è lungo tanto. Forse anche un po’ di più di tanto. Rosa risponde e [la Conchiglia ri]manda quello che la Rosa ha risposto a me. E io le dico “Sì, va bene. Oppure: No, non va bene.” Capisci?

P: Ho capito. Ma dentro la Conchiglia i tre chiacchierano?
F: Chiacchierano anche forse più di me…

P: E quando due persone si fanno le coccole?
F: Quando due persone si fanno le coccole Gesù si sente più forte. Invece se Gesù vede uno che dà le botte, è molto più triste.

P: Quindi le coccole, dicevi prima con la Mami, sono un po’ la corrente elettrica [prima versione], un po’ la benzina [seconda versione] e un po’ il cibo [terza versione del racconto] di Gesù. Insomma, le coccole sono energia.
F: Sì, energia.

P: Ma questa energia va solo a Gesù o anche agli altri due?
F: Va anche agli altri due, eh? Mica solo alla Conchiglia! [Tono: Insomma, Papi, è ovvio!]
P: A tutta la Conchiglia, allora.
F: E sì.

P: Mi piacerebbe sapere… perché il Fiore l’ho capito, è la Bellezza(2); mi incuriosisce la presenza della Croce. Tu sai darmi una spiegazione della sua presenza?
F: La Croce è come… se si fosse staccata. Hai presente che Gesù era attaccato alla Croce con i chiodi, che stava morendo?
P: Sì, ho presente.
F: Poi la Croce si è staccò e diventò amica di Gesù. Appena si staccò, volò via e poi ritornò alla Conchiglia e fece amicizia con Gesù e si mise d’accordo con tutti.

P: Ho capito. Riassumendo: hai immaginato…
F: No, Papi!, la Conchiglia esiste veramente!
P: Hai visto questa Conchiglia in cielo che racchiude Gesù, un Fiore e una Croce che chiacchierano sempre,  che si ciba di coccole e che fa da messaggero fra te e le tue amiche.
F: Sì, ma la possono usare anche altri, mica è solo mia.
P: Mi pare giusto.

L’intervista è finita. Andate in Pace.

(1) I nomi delle amiche sono inventati.
(2) Il Fiore, mi è stato fatto notare poi, non simboleggia la Bellezza, ma l’Amore.

(C)2010 Lacomizietta, tutti i diritti sono riservati.

L’inferno

martedì 11 maggio 2010

Parlando dei fantasmi si è parlato dei fantasmi buoni e di quelli cattivi, ovvero delle anime dei buoni e dei cattivi. Poiché i fantasmi, secondo la definizione del Papi, sono solo una rappresentazione “grafica” delle anime, Lacomizietta ha subito sentito la necessità di mettere i cattivi all’inferno. Il Papi, preoccupato per una deriva cattolica della figlia, ha chiesto delucidazioni.

Papi: “Intendi l’inferno di Dante, quello che abbiamo letto la scorsa estate? (Sì, Lacomizietta si è anche sciroppata qualche cantica della Divina Commedia. L’ha chiesta lei, vedendo che la leggevo io.)”
Figlia: “No, Papi. Intendo un posto del cuore dove uno non ricorda più l’anima del tormentino [=cattivo].” [per gli informatici: una specie di /dev/null dell’anima.]
P: “Ah, ho capito. Perché per Inferno di solito si intende quello di Dante…”
F: “Lo so. Ma io intendo quello che ti ho detto e questa cosa la dico solo con te, mica la dico a tutti.”

L’oblio come pena massima. Che ne dite?

I colori dell’anima

martedì 25 agosto 2009

Prima di cena Lacomizietta ha da dire la sua sull’argomento:

Figlia: Papi, sai una cosa?
Papi: Dimmi.
F: Mentre guardavo le vitamine della frutta, sai chi ho visto?
P: Chi?
F: L’anima di Gesù.
P: Caspita! E dimmi, come fai a vedere le vitamine?
F: Le vedo perché le femmine hanno gli occhi grandi e quindi le vedo. [Le vitamine] Hanno i piedi, le gambe, ma non hanno la testa.
P: Ho capito.
F: Poi, Papi, devi sapere che l’anima è di tutti i colori ed è dentro i nostri occhi. Tu chiudi gli occhi e vedi l’anima. Il cuore batte e spinge l’anima e la spinge anche fuori dagli occhi.
P: Interessante. Quindi c’è un anima blu, una rossa…
F: No! Ogni anima ha tutti i colori!
P: Non avevo capito. Quindi l’anima è come un arcobaleno?
F: Troppo pochi.
P: Cosa?
F: L’arcobaleno ha pochi colori. [In effetti…] L’anima ne ha tantissimi!
P: Tutti tutti. Anche il nero e il grigio?
F: Tutti.

L’argomento viene ripreso durante le abluzioni serali con la Mami:

F: [con fare didascalico] L’anima si vede anche dentro alle cose, dentro al sapone… Quando uno lava le mani, ci sono le bolle di tutti i colori, giusto? Perché bolliamo una cosa trasparente. Quella è l’anima.
M: L’anima di chi?
F: L’anima di quelli che sono nati.
M: Ah! E se io volessi vedere la tua anima? Come posso fare?
F: Allora, apri uno shampoo e vedi le bolle. C’è dentro la mia anima. Ma però devo essere morta.
M: Ma come faccio a vedere la tua anima da viva?
F: [si sta insaponando] La vedi qua, in una bolla. Vedi? [Ha cambiato idea. Non è necessaria la morte per vedere l’anima] E’ un po’ del colore mio, vedi qua? E’ la mia anima. E’ nello shampoo.
M: Capisco. Ma se uno non si lava mai? Non si vede mai la sua anima?
F: Sì che si vede!
M: Ad esempio dove?
F: Uno apre la scatola e si vede.
M: Capisco.
[…]
F: L’anima si vede dappertutto. Ad esempio le vespe…
M: Cosa c’entrano le vespe? [nota: abbiamo un nido di vespe appena fuori dalla zanzariera del bagno.]
F: C’entrano. Le vespe e gli insetti non vedono l’anima.
M: E come mai?
F: Hanno gli occhi troppo piccoli!
M: Ah! Hanno quel problema…
[…]
F: Hai visto qua dentro alle mie unghie?
M: Sì…
F: Non solo c’è il sangue, l’hai visto?, c’è anche una cosa di tutti i colori. E sai che cos’è? E’ l’anima!
M: Ho capito. Quindi l’anima viaggia insieme al sangue?
F: Certo! Viaggia insieme al sangue! Per esempio, il sangue dice: “andiamo là” e l’anima lo segue!
M: E quindi va dappertutto, in tutto il corpo.
F: Certo! L’anima è dentro tutto il nostro corpo. Giusto?
M: Certo!
F: E’ nelle gambe, nei piedi, nelle braccia, cioè guida [si fa un poco di confusione fra seguire e guidare] il sangue!
M: Ah! Lo guida addirittura! Non lo segue. Lo guida!
F: Sì! Lo guida!
[…]
F: Lo sai che anche insieme al sudore esce l’anima?
M: addirittura?
F: Anche dal sudore esce l’anima, perché tu non lo sai, ma il sudore passa da una vena ed esce da buchini piccolissimi, minuscoli come i batteri. E insieme al sudore esce l’anima. E’ lei che guida il sudore.
M: Ho capito.
F: Perché l’anima è tutto dentro al nostro corpo. E anche un po’ fuori, che tutta tutta non ci starebbe dentro. Ma nei bimbi ci sta tutta e nei grandi un poco di meno. Anche in te ci sta tutta, che non sei vecchia. Un po’ vecchia sì, ma non troppo.
M: Sono vecchia, ma non vecchia come la nonna.
F: No, non sei vecchia come la nonna.
[…]
F: L’anima è una macchina [automobile] perché insegue tutti. Se tu ascolti quello che dice, l’anima ti segue. Segue tutti! Guarda che l’anima dice delle parole!
M: E cosa dice?
F: Mi dai da mangiare, mi dai da mangiare, non fare del male. Tutte queste cose.
M: Ma che cosa mangia l’anima?
F: Piante.
M: Piante.
F: [L’anima] E’ una specie di tutto. Una specie di persona, una specie di macchina, una specie di animale. Ecco, come un animale che mangia le piante. Mangia cosa varie, tipo la verdura. Perché l’anima, non so se ci credi, ha anche una bocca.
M: Ma dai?
F: E’ minuscola, come un batterio.
[…]
F: Mami, vedi nella vasca quella cosa di colorata?
M: Sì.
F: E’ l’anima.
M: La tua?
F: No, quella di Gesù.
M: Ah!
F: Perché l’anima di Gesù è tanta. E si vede su tutte le cose. Le anime che vediamo sono le anime delle persone che sono morte.
M: Ho capito.
[…]
F: L’anima è come l’aquila. Va dove la porta il vento.
[…]
F: L’anima è dentro tutte le cose. Anche dentro la televisione. Perché l’anima esce un poco dal nostro corpo. Non sta sempre dentro di noi a seguire [guidare?] il sangue e il sudore, ma va anche un poco dalle altre parti. Per esempio: anche dentro all’acqua del rubinetto c’è l’anima. Nell’acqua fredda, in quella calda che scotta. Anche lì dentro c’è l’anima. E tutta anima quella lì.
M: Ho capito.
F: [dopo aver lavato i denti] C’è l’anima anche nella saliva.
M: Me l’aspettavo, sai?
F: Anche nel dentifricio.
M: Pure!
[…]
F: L’anima è dentro agli animali, al sapone che usi tu, al sapone… dentro alla crema… al cotone, al disinfettante… dentro a tutto.
[…]
F: L’anima sta sveglia tutto il giorno, non dorme. E ha tanti vestiti. Non è che ha un vestito solo e non lo cambia mai. Ne ha tanti e cambia sempre vestito.
M: Che fortunata che è!

[Per fortuna che non abbiamo impartito un’educazione cattolica a Lacomizietta…]

Dio non esiste

lunedì 12 gennaio 2009

Interessante:

Campagna bus

[…]
«La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». Il messaggio scelto dall’UAAR è stato ideato in Italia: è un messaggio che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista. Un messaggio che vuole evidenziare la praticabilità di un’etica senza dogmi, in un Paese dove da ogni parte si avverte la pervasività della presenza cattolica.
[…]

————-

A me quelli dell’UAAR stanno simpatici, e se questa campagna porterà a riflettere qualcuno sul tema avrà certamente raggiunto lo scopo, però… ho come l’impressione che il problema non sia Dio. Io avrei lanciato una campagna del tipo:
“Me l’ha detto Dio.”
“Ma ne sei proprio sicuro? Pensaci prima di fare stupidaggini!”

ilcomiziante

Aggiornamento 13/01/09: La cattiva notizia per l’UAAR dove si esprime meglio quello che volevo dire poco sopra.

Aggiornamento 16/01/09:
Luca Volonté: la campagna atei sui bus è pubblicità ingannevole.

Ateo-bus, la rivolta degli autisti
“No alla scritta, obiezione di guida”

Bloccati gli ateibus genovesi: vietato dire che Dio non esiste

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