Posts Tagged ‘terrorismo’

Parigi /3

giovedì 19 novembre 2015

Finalmente un poco di numeri!

Da Repubblica.it:

Dieci attentati al giorno negli ultimi venti anni: ecco i numeri del terrorismo globale
Dal 1995 a oggi sono stati registrati 70.433 attacchi. Hanno perso la vita più di 165mila persone, quasi 280mila i feriti. Tra il 2002 e il 2012 sono stati colpiti obiettivi civili nel 32% dei casi. L’impennata nel biennio 2012-2013. Medio Oriente e Nord Africa i territori più colpiti, in Europa il 6% del totale mondiale
di ANDREA FAMA

Parigi /2

mercoledì 18 novembre 2015

Questi due articoli hanno qualcosa in comune.

Da ilPost:

Cos’è Molenbeek
Le cose da sapere sul quartiere di Bruxelles su cui si stanno concentrando le indagini per gli attentati di Parigi, che ha una lunga e impressionante storia di legami con il terrorismo

Suggerito da eDue su L’Internazionale:

Sono stato ostaggio del gruppo Stato islamico e so di cosa hanno paura
di Nicolas Hénin, The Guardian, Regno Unito

—-

Questo tratta di un aspetto emotivo abbastanza noto.

Da ilPost:

Cosa vuol dire che soffriamo più per Parigi che per Beirut
di Maxim Mayer-Cesiano – Washington Post
Non che siamo razzisti, scrive Maxim Mayer-Cesiano sul Washington Post

—-

L’attualità e la scuola. Un’opinione della sempre grande Galatea su L’Espresso:

Parlare a scuola delle stragi di Parigi. Sì, ma come?
Si dice sempre che l’insegnante deve dialogare con i ragazzi sull’attualità. Ma per non trasformare l’aula nella brutta copia di un talk show televisivo, bisogna dotarli degli strumenti necessari alla riflessione. Il che richiede tempo e metodo. E a volte non farlo a ‘caldo’, il giorno dopo il fatto, è un atto di responsabilità

Parigi

mercoledì 18 novembre 2015

Segnalo alcune letture degne di questo nome sui tragici eventi di Parigi.

Qui LoScorfano che ne segnala alcune:

la risposta sbagliata

Sempre LoScorfano, segnala anche questo articolo da RivistaStudio:

Perché il Belgio?
Come una piccola nazione si è trasformata in una delle culle del terrorismo islamico in Europa.
Di Anna Momigliano

Dal punto di vista emotivo, alcune considerazioni di Giovanna Cosenza, che sottoscrivo in toto:

Attentati di Parigi: emozioni comuni e riflessioni di buon senso (quando il buon senso spesso manca)

Il servizio Antibufala di Attivissimo:

Antibufala: Zouheir, l’eroe musulmano degli attentati di Parigi. Inventato dai giornalisti

Antibufala: le bombe francesi con la scritta “From Paris, with Love”

Attentati a Parigi, attenzione alle false notizie. Anche quelle diffuse da giornalisti incapaci

Con l’accento su fraternité

giovedì 15 gennaio 2015

Ancora segnalazioni sul tema della strage parigina:

Charlie è un martire, e io l’ho tradito
di Leonardo Tondelli su ilPost

E ti vengo a cercare
su Spinoza. (Contiene satira.)

Est-que je suis Charlie?

giovedì 8 gennaio 2015

Dei proclami di libertà e giustizia, di appoggio morale alle vittime e al giornale, delle idiozie come “se la sono cercata” e “togliamo tutte le moschee dal paese” avete già letto.

In queste letture però mi sono mancate le domande e le domande, a volte, sono più importanti delle affermazioni.

Le domande sono queste:
Cosa spinge tre uomini armati a fare un azione tanto efferata in una capitale pacifica come Parigi? I paesi occidentali cosa stanno facendo dall’Algeria fino all’Afghanistan? Siamo sicuri che le nostre missioni di pace siano veramente tali? La vendita di armi a paesi in guerra può favorire azioni terroristiche? Non fare nulla potrebbe essere una strategia migliore di una risposta militare nei paesi arabi o di una risposta antidemocratica in casa? (Domanda suggerita dalle letture di Schneier.) E poi si, mettiamoci anche la domanda del titolo: io sono Charlie?

Aggiornamento 09/01/2015:
Siete pregati di leggere i commenti, contengono spunti interessanti e alcune risposte.

Qui le segnalazioni di Davide Profumo, alias Lo Scorfano:
http://www.atbv.org/oblo/dett.html?ID=121

L’altra storia sulla fine di Bin Laden

venerdì 31 agosto 2012

Da Repubblica:
Il Pentagono ‘minaccia’ il Navy Seal autore del libro sul raid contro Bin Laden
Il dipartimento della difesa prepara azioni legali contro Matt Bissonnette perché “in sostanziale violazione degli accordi di non divulgazione”: Nel volume si racconta una verità diversa da quella ufficiale: lo sceicco del terrore non fu ucciso in uno scontro a fuoco

Dove un militare facente parte del commando che uccise Bin Laden racconta l’operazione in modo diverso dalla versione ufficiale. Normale, anche se inappropriata, la reazione del Pentagono. (Inappropriata, perché se perseguiti legalmente questo soldato suggerisci che la sua versione sia quella vera. Ma potrei sbaglirami.)

Quello che non mi torna è “da quando è stato reso noto il nome dell’autore, lui ha ricevuto minacce di morte su alcuni siti legati ad Al Qaeda.” Cioè dal racconto i militari USA escono non proprio a testa alta, e a lamentarsi sono i cattivi di Al Qaeda. Mi sfugge qualcosa?

Dimenticavo:
Usa, identificato l’ex Navy Seals che ha raccontato l’uccisione di Osama
L’autore è un membro della squadra che eliminò il fondatore di Al Qaida. Ha scritto in forma anonima ma Fox News ne ha rivelato il nome. E ora rischia anche di essere perseguito se emergeranno troppi particolari sull’operazione

Cioè dei giornalisti hanno rivelato il nome vero dell’autore del libro. Se io avessi una notizia bomba da dare alla stampa andrei da Fox News, secondo voi?

Aggiornamento:

Da il Post abbiamo la prima risposta:
“Dopo la diffusione del suo nome Bissonette è stato minacciato di morte su alcuni siti legati a gruppi islamici estremisti e definito “il cane che ha ucciso il martire Osama bin Laden”.

Ergo: Bissonnette è stato preso di mira da Al Qaeda perché facente parte del commando che ha sparato.

Rimane da capire perché Fox News si tolga ogni possibilità di avere notizie riservate.

La paura e i numeri

venerdì 8 gennaio 2010

Il giorno 5 mi sono imbattuto per caso in un servizio del TG2 delle 20.30: le nuove misure di sicurezza annunciate da Maroni e Frattini sono giuste? A chi chiedere un’opinione disinteressata e informata? A chi parte, ovviamente. E tranne uno, tutti pronti a denudarsi pur di non esplodere per aria. Per riportarci con i piedi per terra, grazie a Schneier, segnalo i seguenti articoli:

[Cerco di tradurre e riassumere qualcosa per chi ha fretta]

The Skies Are as Friendly as Ever: 9/11, Al Qaeda Obscure Statistics on Airline Safety
by Nate Silver

Negli anni 2000 (10 anni) sono morti 469 passeggeri per atti violenti sugli aerei, compresi terroristi ed equipaggio, compreso l’attentato dell’11 settembre 2001. Questo dato è paragonabile a quello degli anni ’60, ed è migliore degli anni ’70 e ’80. Ovviamente oggi si viaggia molto più di allora. Rifacendo i conti sulle stime di passeggeri che hanno volato: 22 passeggeri morti per atti violenti ogni miliardo di passeggeri negli anni 2000, contro i 191 per miliardo degli anni ’60.

[Le cose vanno un pelino peggio se si contano anche i morti a terra, ma non credo nessuno abbia paura di stare a terra. :-) ]

The Odds of Airborne Terror
by Nate Silver

[Attenzione, d’ora in poi sono statistiche valide solo negli USA]

Secondo il Bureau of Transportation Statistics negli anni 2000 (10 anni) sono partiti o atterrati dagli USA 99 milioni di aerei commerciali e ci sono stati 6 attentati terroristici. Un (1) attentato per ogni 16,5 milioni di partenze.

Queste partenze hanno generato uno spostamento di 69,5 miliardi di miglia. 1 attentato terroristico ogni 11,5 miliardi di miglia. Si potrebbe andare e tornare da Nettuno comodamente.

Assumendo che questi viaggi siano durati 163 milioni di ore (425Miglia/h) arriviamo a 1 attentato per ogni 27 milioni di ore volate (1/3105 anni).

C’erano 674 passeggeri (esclusi equipaggio e terroristi) sugli aerei in cui sono avvenuti questi 6 atti terroristici. In questi 10 anni, negli USA, sono volati 7 miliardi di persone: abbiamo 1 probabilità ogni 10 milioni di passeggeri di essere in un aereo con l’attentatore. La probabilità di essere folgorati da un fulmine è di 1/500.000.

Lasciamo ora i numeri e seguiamo sempre Schneier che ci suggerisce questo articolo:

The God That Fails
By DAVID BROOKS

Scheneier conclude [traduco a spanne]:
In questa società tutti credono che la perfezione sia possibile. Così, se capita qualcosa di brutto, non può certo essere perché siamo stati sfortunati. Deve essere per forza colpa di qualcuno e le cose devono essere sistemate. Questo, a volte, è semplicemente non vero. A volte è meglio non sistemare nulla: o non c’è la soluzione, o la soluzione costa troppo rispetto al danno o gli effetti collaterali della soluzione sono peggiori del problema. E qualche volta si fa tutto giusto e le cose vanno lo stesso male. Benvenuti nel mondo reale.

Buona riflessione.

Teatri

giovedì 26 novembre 2009

Ringrazio Maroni, che non può esemplificare meglio il discorso di Bruce:

Maroni: censurare Internet per contrastare il terrorismo
La Rete aiuta anche gli affiliati di Al-Qaida. Per il Ministro è quindi un qualcosa da sorvegliare attentamente. E da censurare ove sia ritenuto necessario
di Giorgio Pontico

il quale dice l’esatto opposto:
Beyond Security Theater
di Bruce Schneier
(disponibile in italiano, pdf, pagine 1-5.)

“l[…]e misure di sicurezza che funzionano sono in gran parte
invisibili. Alcune di queste misure comprendono l’aumento delle capacità di raccolta di informazioni di intelligence da parte dei servizi segreti, l’assunzione di esperti culturali e interpreti/traduttori della lingua araba, il costruire legami con le comunità islamiche a livello nazionale e internazionale, finanziamenti per rafforzare le forze dell’ordine — sia le sezioni investigative per evitare attacchi terroristici, sia i sistemi di comunicazione di emergenza una volta che il disastro è avvenuto — nonché arrestare i cospiratori senza troppi sensazionalismi da parte dei media. Non comprendono nuove leggi estese di polizia o spionaggio. Le nostre forze di polizia non hanno bisogno di nuove leggi per combattere il terrorismo; ciò di cui necessitano sono finanziamenti privi di orientamento politico.[…]”

Lo so, per leggere questi papiri ci vuole tempo e neuroni accesi, ma vi assicuro che ne vale la pena.