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[libro] Tremonti, istruzioni per il disuso

lunedì 23 agosto 2010

Autori:Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Giulio Zanella
Titolo: Tremonti, istruzioni per il disuso
Editore: Ancora del Mediterraneo (collana Le gomene)
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 9788883252631
Prezzo, pagine: 14,40 euro, 190 p.
Voto personale: 7/10

Premetto che mi intendo di economia come Luigi XVI si intendeva di informatica. :-)

Mi scuso anche con i miei pochi lettori per l’argomento scabroso, decisamente non adatto ai bambini e alle persone sensibili.

Veniamo al dunque. Prima di tutto gli autori. A vedere cosa fanno e hanno fatto sembra proprio che siano bravi e competenti, soprattutto appassionati ai temi economici tanto da aprire, insieme ad altri, un blog collettivo, noisefromamerika, dove discutono di economia (e non solo) con un linguaggio chiaro e comprensibile, tanto che li leggo pure io. La cosa interessante del blog non è l’uniformità di vedute, ma la voglia di discutere e mettere alla prova le proprie argomentazioni. I commenti sono sempre aperti e le argomentazioni sono sempre frutto di attente ricerche e analisi.

Ma veniamo al libro. Il tono è decisamente graffiante, sarcastico; il povero (?) Tremonti è chiamato Cavaliere Oscuro, Voltremont, eccetera. Vengono presi gli ultimi due libri di Tremonti (e alcune sue recenti dichiarazioni), vengono smontati pezzo per pezzo e mandati al macero dopo averli sbertucciati a dovere. La tesi principale di Tremonti, che l’Italia è in crisi per colpa dei (cattivi) cinesi, non sta in piedi. Numeri e argomenti per questa tesi non ci sono. Conseguenza? L’informazione giornalistica a grande tiratura salva in varia maniera l’opera di Tremonti. La critica e l’analisi sistematica è lasciata a cinque temerari, come hanno notato gli Autori. (Si sono dimenticati di dirci se a pagina 54 dei quotidiani o in prima pagina.) Come è possibile? (domanda retorica) Come mai non scandalizza nessuno? E soprattutto perché quando Tremonti è chiamato a difendere le sue tesi di fronte agli autori non ci va? E non ci ve nemmeno qualcuno a lui vicino?

Poi c’è anche un capitoletto sui (alcuni) guai fatti da Tremonti, che per fortuna è vincolato da obblighi internazionali e non può fare troppi danni, dicono gli Autori. Sarà, ma a me bastano e avanzano. I condoni, la cassa depositi e prestiti, la robin hood tax e i mutui più facili. Cosa hanno prodotto queste manovre tremontiane? Danni, per lo più, e gli Autori ce ne fanno un quadro abbastanza chiaro.

Unici due appunti. 1) A pagina 30 mi sembra che il grafico manchi dell’unità di misura dei prezzi. 2) Alcuni esempi che sbugiardano il complotto cinese di Tremonti hanno l’aria di essere eccessivamente semplici. Nella mia testolina il commercio mondiale, e in generale l’economia, mi sembra un sistema molto complesso dove sicuramente non c’è spazio per le tesi tremontiane, ma nemmeno per esempi banali di commercio a due stati. Certo, è un libro “per tutti” e quindi non possono metterci il modello XZY con le derivate parziali, ma forse un accenno maggiore alla complessità del mondo mi sarebbe piaciuto. Ok, sono un rompiscatole. :-)

Comunque il libro è di facile lettura, gradevole e scorrevole, e se credete che Tremonti sia un grande economista, anche se non approvate la sua linea politica, questo libro è per voi.

Informarsi sulla Gelmini

domenica 16 novembre 2008

Cari cittadini arrabbiati,

Prima di tutto preciso che il mio punto di vista è quello di un papà di una bimba di 4 anni (quasi) e quindi mi scuserete se non mi occuperò di università e ricerca in modo esteso. :-)

Dalla conferenza di mercoledì 5 novembre a cui ho assistito sono emerse delle priorità:
1) dare dei dati e riferimenti sul piano Tremonti – Gelmini;
2) mettere a nudo alcune fesserie dette a proposito della legge;
3) Riassumere i punti 1 e 2 in modo che possano essere facilmente divulgati (tralasciando le cose meno essenziali), ovvero mettere tutto su un foglio A4 non troppo fitto.
4) pensare a cosa fare per contrastare questa legge e
5) trovare vie di fuga.

Oggi mi fermerò al punto 1. Sarebbe bello fare gli altri punti insieme.

Decreto Gelmini (versione definitiva)

Altra versione del decreto Gelmini
(Non so se ci sono delle differenze fra i due testi, in ogni caso sembra che le modifiche da ddl siano state marginali. Il testo sul sito del Senato permettono di avere dei link ai riferimenti normativi e il file pdf della Legge)

Il contributo di Tremonti alla scuola:

Articolo 64 della legge 133 del 6/8/08

Da tenere sul comodino:
Legge 24 dicembre 2007, n. 244, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)”

Legge 27 dicembre 2006, n. 296, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”

Vorrei farvi notare il metodo usato per arrivare a queste leggi:

a) sono state decise e varate in estate, quando molti di noi, in vacanza, sono meno attenti nell’informarsi.

b) queste due leggi non sono state discusse con nessuno, probabilmente nemmeno in maggioranza. Non si sono ascoltati gli studenti, gli insegnanti, il personale ausiliario (=bidelli & C., per capirci), i sindacati e nemmeno l’opposizione. Un ristretto numero di persone ha messo mano in un settore strategico senza ascoltare nessuno. E ha fatto di tutto perché noi sapessimo il più tardi possibile. (A questo punto mi ci vogliono dei calmanti…)

c) il piatto forte di questa legge non è il decreto della Gelmini, come spesso si fa credere. E’ l’art. 64 della “finanziaria” di Tremonti, dove si decidono i tagli alla scuola. La Gelmini ha fatto solo le rifiniture al lavoro di Tremonti.

Alcuni dati.
Quanto si taglia sulla scuola (soldi):

Legge n.133 art. 64
(Disposizioni in materia di organizzazione scolastica)
Fermo restando il disposto di cui all’articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.

Tradotto:

7.832
milioni di euro in 4 anni. (2009 – 2012). Ma quelle leggine citate a cosa si riferiscono? Ma ai tagli già varati dall’altro governo! Eccoli:

4.082 milioni di euro in 4 anni (2008 – 2011) finanziaria 2008
3.174,9 milioni di euro in 3 anni (2007 – 2009) finanziaria 2007

[queste ultime due righe sarebbero da verificare meglio. In particolare bisognerebbe accertarsi che i tagli si sommano a quelli di Tremonti e che siano riferiti tutti al settore scuola. Dovrebbe essere scritto nelle finanziarie. Se qualcuno ha il coraggio di affrontarle….]

Licenziamenti o riconversione o mobilità o prepensionamento, fate voi:

17% del personale ATA (personale ausiliario, alias: bidelli, segretarie eccetera). Da notare che si continua sulla scia delle scorse finanziarie e quindi le riduzioni si aggiungono.
42.500 (Tremonti) + 2.000 (finanziaria 2008) = 44.500 entro il 2012

Docenti (stime):
67341 (Tremonti) + 20.000 (finanziaria 2008) = 87.341 entro il 2012

La gran massa di precari nella scuola non sarà più tale. Sarà disoccupata.

Molti dicono, giustamente, che una razionalizzazione dei costi è necessaria, che alla scuola bisognava metter mano, che ci sono tante cose che non vanno. Vero. poiché la scuola è fatta per insegnare, con i tagli saranno stati pensati dei piani pedagogici più efficienti. Falso. Nessuno è stato capace di trovare un piano educativo alternativo. La presidente di Confindustria ha smentito che si tratti di una riforma. Sono solo tagli.

Siete ancora interessati al grembiulino e al voto in pagella? Credete ancora alle 40 ore settimanali per i vostri figli? Vi viene un piccolo sospetto, dite la verità!

Link interessanti:

Cosa ne pensano Tremonti e Gelmini di questo bel lavoro

Il sindacato e la scuola:
http://www.flcgil.it/

La protesta e le manifestazioni:
http://www.stopgelmini.org/

LaVoce.info, una visione economica (e non solo) sulla scuola
In particolare:
LA SCUOLA DEI TAGLI SENZA UN PROGETTO
06.10.2008 – di Massimo Bordignon e Daniele Checchi

Il fai da te delle notizie:
http://italy.indymedia.org/
(l’informazione dal basso, ovvero quello che non si trova altrove)

La scuola vista dagli insegnanti:
http://www.scuolaoggi.org

Gianni Gandola mi ha segnalato alcuni articoli interessanti sul sito Scuolaoggi:

Il grande inganno: Tempo Pieno e “40 ore”
3.10.2008 – di Gianni Gandola e Federico Niccoli

Maestro unico e orario scolastico: quale scuola?
14.9.2008 – Rosalba Benzoni, Gianni Gandola

La Gelmini, Tremonti e il pretesto del ’68
6.9.2008 – di Gianni Gandola

Le balle del governo sul tempo pieno
25.10.2008 – di Gianni Gandola e Federico Niccoli

Perché diciamo “30 ore per tutti e gruppo docente”
di Ulivo scuola Milano

Pluralità (non) l’è morta…
di Red Rom

L’effetto Gelmini
di Dedalus

Non solo no
di Fabrizio Dacrema
(ovvero: ci sono altre proposte da prendere in considerazione)

Ogni altro contributo è il benvenuto.

ilcomiziante

Scuola: un invito

venerdì 7 novembre 2008

Cari lettori,

mercoledì 5/11/2008, presso la scuola Elementare di v. Europa (San Donato Milanese) sono andato a ad ascoltare Gianni Gandola (Scuolaoggi) che illustrava la riforma Gelmini-Tremonti. E’ stato molto professionale: ha letto gli articoli di legge che la riguardano, ha fatto un paio di conti e ha tirato le logiche conseguenze. In tutto in meno di 40 minuti.

Alla fine della sua presentazione i presenti sono rimasti per alcuni minuti ammutoliti e increduli. Evidentemente ben pochi immaginavano quello che è stato detto. A me veniva da piangere.

Per mia ignoranza e per altri vari motivi, non vi illustrerò le conclusioni acui siamo arrivati dopo due ore di incontro. Alla fine dell’incontro noi astanti sembravamo un manipolo di pericolosi rivoluzionari estremisti. E forse lo siamo, se questo vuol dire difendere gli articoli 33 e 34 della Costituzione.

Quello che posso fare, se non lo avete già fatto, è invitarvi ad informarvi. Lasciate stare le televisioni, i giornali, le radio e i partiti politici. Nel migliore dei casi riceverete mezze verità, che in questi casi equivalgono a delle vere e proprie menzogne. E’ quello che abbiamo fatto noi prima di partecipare a quell’incontro e siamo rimasti di sale.

Chiedete ad altri genitori, agli studenti, agli insegnanti, al personale ausiliario, ai dirigenti scolastici, ai pedagoghi. La scuola sono loro e solo loro sono interessati a darvi informazioni corrette. Leggete le leggi, ragionateci su, perdete qualche ora del vostro tempo in questa attività. Confrontatevi con gli altri e informateli a loro volta.

E’ molto probabile che quando sarete informati correttamente sulla portata della riforma Gelmini-Tremonti sarete molto, ma molto arrabbiati. Avrete davanti a voi due tremende trappole, già predisposte da chi ha pensato tutto questo: la violenza e lo sconforto. Non sono cose che mi sono immaginato io: la prima l’ha confessata candidamente Francesco Cossiga, ex Presidente delle Repubblica, in un’intervista a Quotidiano Nazionale il 23 ottobre scorso; la seconda la alimenta ad ogni apparizione il nostro Presidente del Consiglio: “Non ascolterò le proteste della piazza!”, salvo poi fare continui sondaggi di popolarità. Per cosa, se le opinioni dei cittadini non lo fermeranno? Lasciate queste trappole alle vostre spalle.

La cosa più efficace da fare è informare altre persone di quello che avete scoperto. Molti, troppi, ancora non sanno. Sembra incredibile, ma è così. Poi il resto verrà da sé.

Alcuni di voi non avranno figli o saranno anziani. “Questa cosa non ci riguarda”, penseranno. Pensateci bene: come staranno i vostri nipoti o come sarà la vostra vecchiaia se i nostri figli non sapranno gestire il futuro di tutti noi?

ilcomiziante
PS: chi conosce link dove reperire molti dati e poche opinioni lasci un commento.

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Atto eversivo

lunedì 3 novembre 2008

Dal macellaio una signora si lamentava con la cassiera che “questi ragazzi manifestano, ma non sanno nemmeno perché.” Mi stava già uscendo il fumo dalle orecchie, quando mi sono detto: “lei sicuramente la proposta Gelmini non l’ha letta, ma nemmeno io!” E allora informiamoci, facciamo questo atto eversivo. E visto che ci sono metto il link anche ai tagli di Tremonti all’università.

Sono testi difficili, le cui conseguenze non appaiono chiare subito, ad una prima lettura. Ma informarsi è faticoso. E soprattutto fa male alla pressione arteriosa. Infatti dopo che avrete capito bene tutto, sarete, molto probabilmente, molto arrabbiati.

Ricordo che tutte queste cose sono state introdotte per decreto, senza nessuna discussione con gli studenti, i docenti, i sindacati e l’opposizione (probabilmente neanche in maggioranza se ne è parlato come si dovrebbe!). Poiché sono arciconvinto che il metodo sia molto più importante del contenuto, questo è il metodo più sicuro per fare danni.

(modificato il 3/11/2008)

Buona lettura.
ilcomiziante
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Ddl Senato 1108 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università

Articolo 1.

(Cittadinanza e Costituzione).

1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.

1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale

2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Articolo 2.

(Valutazione del comportamento degli studenti).

1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.

1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.

2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.

Articolo 3.

(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti).

1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.

1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.

2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.

3. Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:

4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi.

4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato;

al comma 5, dopo le parole: degli studenti sono inserite le seguenti:, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni,.

5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.

Articolo 4.

(Insegnante unico nella scuola primaria).

1. Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.

Articolo 5.

(Adozione dei libri di testo).

1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avvienecnella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Articolo 5-bis.

(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).

1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.

3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corsodi laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

Articolo 6.

(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria).

1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.

2. Le disposizioni di cui al comma i si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.

Articolo 7.

(Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia).

1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:

«433. Al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato».

Articolo 7-bis.

(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.

2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1o luglio 1986 n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.

3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.

4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4 commi 5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità,qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.

5. Il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.

6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.

7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro dell’economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

Articolo 8.

(Norme finali).

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

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