Posts Tagged ‘vacanza’

Le vacanze /2 – Domande esistenziali /15

giovedì 21 agosto 2014

Sono anni che lo noto. E ogni anno mi chiedo: perché?

Ora, quale momento migliore delle vacanze per fare dello sport in un posto sano, che non sia il traffico cittadino o una palestra maleodorante? Quale posto migliore delle spiaggia? Ma perché correre sul bagnasciuga a mezzogiorno, con il sole a perpendicolo sulla testa, col rischio di prenderti un’insolazione e con tutti i bagnanti che ci giocano?

Sei in Toscana, in una bellissima pineta. Silenziosa. Perché fai ginnastica in mare mentre dalla spiaggia ti pompano musica UNZ UNZ per farti muovere le chiappe? Sempre a mezzogiorno, ovviamente. Ma quella cosa lì non la puoi fare in una qualsiasi piscina cittadina? Che ci vieni a fare qui?

Pubblicità

Le vacanze /1

mercoledì 20 agosto 2014

Quanti luoghi comuni si leggono nel cyberspazio? Quante frasi ad effetto senza nessuna utilità o verità vengono sfornate ogni giorno? Paolo Longarini dice:

Gli uomini non ballano. Non si muovono a tempo. Essi sono statici.

Uno sorride, dice è vero, io non ballo mai! e l’unica volta che ho ballato era per stare insieme a lei. Stronzate?

Certo, la propria esperienza personale non può assurgere a statistica, però colpisce l’immaginario e ci fa dire quello che diciamo.

In campeggio, in Toscana (=tanti tedeschi), quest’anno, abbiamo assistito alla baby dance. Un crimine contro l’umanità perpetrato da ragazzi in cerca di guadagni estivi per pagarsi gli studi o in attesa di un lavoro come si deve. Su venti bambini che ballavano ho contato 18 bambine e 2 bambini. Ad assisterli solo mamme. Un caso?

Poi ad agosto siamo stati nelle Marche. Altra regione, due mesi di distanza. Altri bambini (=assenti i tedeschi). Concerto rock nella piazza del paese. Per mio padre un Crimine contro la Musica, ma nessuno era lì aspettandosi Riccardo Muti e l’acustica della Scala di Milano.

In prima fila una decina di bambine. I bambini/ragazzi assenti. Gli unici che hanno sgambettato sono state loro, insieme a qualche sorella più grande e qualche mamma. Papà e fratelli assenti. Qualcuno si è intravisto alla fine delle esibizioni, più per correre dietro a qualche gonnella che per ballare.

Per quanto mi riguarda non ballo per un semplice motivo. Sono l’Enrico Ghezzi della danza. Sono fuori sincrono. Ho la grazia e la plasticità di paracarro. La musica dice valzer e io dico rock. Non è vero. Ballo un altro valzer, quello che ho in testa. Senza sapere nemmeno come si balla un valzer, ovviamente. Evito di pestare i piedi al prossimo, quindi.

Ballerei, se proprio fossi obbligato, solo per fare impietosire una Lei che mi interessa, nella speranza di solleticare il suo lato crocerossina. Mai accaduto che si impietosisse alcuna.

A casa a volte ballo. Da solo. Metto su Shakira e ballo Laura Pausini. O viceversa. Stando quasi fermo, come un paracarro.