Posts Tagged ‘vacanze’

Il campeggio /2

lunedì 20 luglio 2015

Volevo ringraziare i lettori del post “Il campeggio”: non speravo in tanto successo di pubblico!

Qui aggiungo, probabilmente ripetendomi, alcune cose che i campeggiatori fanno e io non riesco a spiegarmi.

Il primo mistero del campeggio è la presenza della TV. C’è ovunque. Con i moderni camper, la TV è collegata direttamente alla parabola per vedere i canali a pagamento. Lo spirito del campeggio è per forza di cose abbastanza spartano, persino quelli più attrezzati obbligano al contatto con la terra e al sacrificio di alcune comodità. Ma l’italiano medio e oggi, con la parabola, anche i tedeschi, non possono fare a meno della TV. Ci guardano lo sport. In una pineta. A 50 metri dal mare. Io mi chiedo: perché? Perché non ti fai una passeggiata sulla spiaggia, due chiacchiere con i parenti e gli amici, o vai semplicemente a dormire presto? Non sarebbe questa un’occasione per fare qualcosa di diverso e forse più piacevole? Questo vorrei chiedere a chi guarda la TV in campeggio.

Il secondo mistero è l’animazione. In quelli più grandi e attrezzati c’è, purtroppo, non si sfugge. C’è la band della sera, dalle 21 in poi; la musica è a livelli infimi, sempre uguale a se stessa: si suonano solo gli evergreen e le hit del momento, per i bambini prima e poi per gli adulti. Il tutto ad altissimo volume. Al secondo giorno mi nascono dentro brutti pensieri sull’umanità. La cosa, però, non finisce qui. L’animazione perseguita anche di giorno. Lacomizietta e i suoi amici erano inseguiti dagli animatori che cercavano di convincerli a partecipare alle loro attività. Figuratevi un gruppo di adolescenti quanta voglia ha di seguire degli adulti che spiegano loro come divertirsi. Collezionavano due di picche a mazzi di sei. Nei casi estremi ho assistito alla ginnastica acquatica in mare, con la musica UNZ UNZ dal bar della spiaggia, alle 11.30 del mattino. Di giugno. Ora ideale per ogni movimento.

Ma i fanatici del fitness ci sono. Io dovrei stare zitto, che sono la pigrizia fatta persona, ma se dovessi scegliere un orario per correre sarebbe prima delle 9 del mattino e dopo le 6 di sera. Meno gente, meno sole. Però correrei da solo. I veri atleti corrono dalle 11 alle 15. Non capisco come non ci siano ogni anno decine di morti per insolazione.

Delle mie stranezze, magari, ne parlerete voi.

Il campeggio

domenica 19 luglio 2015

È già il terzo anno che passiamo le due settimane di vacanze estive nello stesso campeggio e nello stesso periodo, e ormai possiamo descrivere alcune casistiche, fra l’altro comuni ad altre esperienze precedenti.

Il solitario. Che può essere anche una Lei, ma ha la tenda ad installazione ultrarapida, un’auto di piccola cilindrata e rimane invisibile durante il giorno e anche di notte. Sai che c’è perché si vedono spostati alcuni oggetti fuori dalla tenda fra il mattino e la sera.

I solitari. Come sopra, ma sono una coppia, di solito molto discreta e affiatata. Quest’anno abbiamo incontrato un Lui e una Lei con un cane e un’auto minuscola; erano alle prese con il montaggio di una tenda, ma con l’aria di non averne mai vista una. Mi sono chiesto quale avventura cercassero. Il giorno dopo erano già spariti.

I pensionati o comunque coppie ormai con i figli grandi. Sono la maggior parte. A giugno, poi, sono ancora di più. Molti i tedeschi e gli svizzeri. Rigorosamente in camper o roulotte, spesso ultra tecnologici, rivelano sempre manie particolari. Sono super organizzati: parabola & TV, barbecue, biciclette, tavolini e sdraie ultra comode, notebook, veranda. Poi c’è chi esagera: una coppia aveva decorato il confine della piazzola con le pigne raccolte nella pineta e fiori di campo; un’altra si è portata a traino un quad; un’altra ancora uno scooter; una famiglia si è fatta un recinto con rete metallica. Dentro: quattro cani di grossa taglia.

Poi ci sono le famiglie italiane stanziali. Affittano la piazzole per l’intero anno o per lunghi periodi. L’organizzazione è meno tecnologica dei pensionati stranieri ricchi, ma di tutto rispetto. Non manca la TV, la bicicletta per tutti i componenti della famiglia, gazebo, grandi tavoli sotto la veranda decorati con vasi di fiori più o meno finti, angolo cucina con frigo e dispensa. Ho visto anche una lavatrice da campeggio. Ma per essere una vera famiglia italiana la piazzola deve essere recintata. Un recinto posticcio, fatto di tela plasticosa, ma deve esserci; anche il terreno deve essere ricoperto con lo stesso telo. Tutto deve essere pulito e avere l’aria asettica. A guardia della proprietà gli anziani della famiglia, con Lei spesso a cucinare la gran parte del giorno. Alla sera si accendono le luci che delimitano la proprietà. Quest’anno una famiglia aveva come decorazione della veranda le luci di Natale.

Poi le famiglie con figli, ma non allargate a nonni e zii e altri parenti come il caso precedente. Sono quelle che fanno le due settimane come noi, Lui e Lei con figli più o meno grandi, di solito al di sotto dei quattordici, con la tenda o con camper molto spartani e vecchi. I tedeschi hanno van riadattati con l’ancoraggio di verande e tende esterne. Altri stanno nei bungalow.

Poi ci siamo noi. La tenda da quattro per due persone. L’auto a metano di terza mano, grigia e tutta piena di bitorzoli, al fianco della tenda, che fa da armadio e dispensa. Quest’anno sono riuscito a portarmi lo stendibiancheria e ho evitato di tirare corde sotto i pini per mettere ad asciugare i teli da mare e i panni. C’è sempre un discreto disordine quando siamo nella piazzola a mangiare o a non fare nulla. Ma poi riordino tutto, cioè nascondo il caos, per la notte. La musica dell’animazione finisce (l’animazione dei campeggi andrebbe classificata come tortura) e la stanchezza accumulata nel non far niente tutto il giorno vince ogni altro rumore che passa attraverso il leggero telo della tenda.

L’indispensabile /16

sabato 2 giugno 2012

O Dio non esiste, o è tremendamente occupato. Simili cose non possono passare impunite:

In spiaggia tra ombrelloni fotovoltaici e Wi-Fi

L’indispensabile /15

giovedì 10 Mag 2012

Repubblica.it è una fonte inesauribile di oggetti indispensabili:

Lingerie rifrescante: il reggiseno è un acquario in
miniatura

Nota: Rifrescante è nell’originale.

Domande /19

mercoledì 26 ottobre 2011

Questa estate:

Mami, ma cosa fanno esattamente le ragazze quando prendono il sole?

spigolature vacanziere /2

martedì 20 luglio 2010

E’ già il secondo anno che il proprietario dell’appartamento che affittiamo ci offre un omaggio della sua terra. L’anno scorso ci fu regalato un bottiglione di vino “di nostra produzione”, ci disse il proprietario. Eravamo all’Isola d’Elba. Quest’anno, nella patria degli ulivi, ci è stato offerto una bottiglia d’olio. Graditissimo il pensiero perché amanti del buon vino e del buon olio, ma… il vino lo abbiamo buttato nel lavandino, l’olio lo abbiamo destinato ad usi cosmetici. (Un buon olio extra vergine di oliva costa meno delle creme cosmetiche, unge uguale – un po’ di più, ma non troppo – e puzza decisamente meno. Il sottoscritto, non sopportando l’odore artificiale delle creme e la loro untuosità, si cosparge di oli e creme solo per motivi medici, di prevenzione o di cura.) Esclusa la malafede, che sarebbe assolutamente masochistica, desumo che ci sono persone che non hanno nessuna percezione di cosa mangiano e bevono.

– * –

Una bella tettoia in legno, in riva al mare, con bar e piccola ristorazione. Su ogni tavolo un posacenere. Nonostante l’ambiente aperto, chi è sottovento si becca delle belle zaffate di fumo mentre mangia.

Il signore seduto ad un tavolo del bar che, finita la sigaretta, la butta nel cespuglio vicino non l’ho strozzato perché non sarebbe stato un bell’esempio per Lacomizietta lì presente.

– * –

Un signore legge il giornale sotto l’ombrellone. Una raffica di vento gli fa volare via dei fogli di giornale. Non se ne cura. Ho anche il dubbio che non se ne accorga, da quanto sembrava assorto dalla lettura. Ma no, non è possibile. Se ne accorge eccome. Non gli interessano affatto i suoi fogli volanti sulla spiaggia. Un ragazzino dell’ombrellone accanto gli fa la cortesia di raccoglierli e si presenta davanti al lettore con il malloppo dei fogli. Il signore lo guarda, non dice nulla, come se fosse invisibile. Il ragazzino, con la faccia interrogativa, non ha il coraggio di chiedere esplicitamente un accenno, un grazie, un qualche cosa che dica cosa fare di quei fogli. Poco dopo li butta nel bidone della spazzatura. La scena avviene alle spalle de Lacomizietta che insistentemente mi chiede una storia. In questo caso non sono intervenuto perché il ragazzino aveva lì presente il padre, che ha visto tutto. Non potevo sostituirmi a lui. Ma se capitasse a Lacomizietta una cosa del genere, la cosa non passerebbe senza un mio discreto intervento.

– * –

Della spazzatura.
Ci sono persone che stanno tutto il giorno con bottiglie, polistiroli e altre schifezze a pochi centimetri dal naso e sono felici, non li spostano nemmeno, come se facessero parte del paesaggio. Come è possibile? Qualcuno sa darmi una risposta? Sono io che sono maniaco della pulizia? (Fuori, perché la nostra casa è tutto fuorché uno specchio.)

– * –

Il primo anno che affittammo una casa ci fu rilasciata una regolare ricevuta fiscale.

Il secondo anno ci fu rilasciata una “presa d’atto” che da quello che ho capito è uno strumento che attesta il pagamento, ma che non ha valore fiscale. I (piccoli) proprietari pagano le tasse in modo forfettario.

Quest’anno non sembrava fosse possibile avere nessuna prova del nostro pagamento, esclusa la caparra fatta via bonifico. Su mia insistenza ci è stato presentato un contratto di affitto che dovrebbe avere valore di pagamento. Solo che di questo contratto ne esiste una sola copia in originale che ho lasciato in casa (io mi sono fatto le foto-copie, sia mai) e non è stato registrato da nessuna parte. Almeno, fino a quando siamo stati lì. Il sospetto è che il proprietario butti via i fogli e la mia permanenza in Puglia sia tutta in nero. Fra i miei venti lettori c’è qualcuno che si intende di certe cose? La prossima volta cosa posso chiedere e cosa posso ottenere per far sì che le tasse altrui non le paghi io?

Aggiornamento: Le cose non mi sembrano molto chiare.

spigolature vacanziere /1

lunedì 19 luglio 2010

Lacomizietta, tanto per smentirmi, quest’anno si è tenuta il reggiseno anche per un giorno intero. Lo fa la mamma, quindi anche lei.

– * –

Per Lacomizietta le vacanze sono state giornate di duro lavoro.
Fase 1: Mapi(*), facciamo un bagnetto?
Fase 2: Mapi ho freddo!
Fase 3: Mapi ho fame, tanta fame!
Fase 4: Mapi giochiamo a Goldrake/Cenerentola/eccetera.
E poi si ricomincia.

(*) Neologismo. Contrattura di Mami e Papi.

– * –

I pasti veloci e leggeri, i nostri tempi geologici dalla colazione abbondante alla spiaggia ci hanno risparmiato dalle attese post pasto prima del bagno. Tranne in un paio di occasioni e lì è partito il noto tormentone: “Posso fare il bagno?” “No, è presto. Bisogna aspettare un paio d’ore.” Dopo trenta secondi: “Posso fare il bagno?” “No, è presto. … ” E così via di trenta secondi in trenta secondi. Anche se dobbiamo dire che Lacomizietta, una volta spiegato il problema, è stata decisamente brava ad aspettare. Io e mia moglie eravamo molto più tritarotule, anche se, ad onor del vero, per un piccolo biscotto si doveva aspettare le canoniche QUATTRO ore.

– * –

Ci sono stati anche giochi con altri bimbi. Un giorno il lavoro era così intenso che Lacomizietta ha saltato il pasto. Papi: “Comizietta, hai fame? Vuoi mangiare qualcosa?” Figlia: “Sì, ma sto giocando e allora non mangio.” Alle 18, Figlia: “Mami, quando facciamo il pranzetto?”

– * –

In acqua: “Mapi ho visto un pesce!” “Mapi, ho visto un paguro!” “Mapi, ho visto una conchiglia!” “Mapi ho visto un riccio!” “Mapi ho visto un’alga!” Tenendo conto che la cosa era detta ogni volta che Lacomizietta ficcava la testa in acqua in apnea, tenendo conto che il mare era (ed è) pieno di vita marina, tenendo conto che i Mapi dovevano sempre rispondere “Sì, l’ho visto”, tenendo conto che i bagni duravano anche un’ora, potete farvi un’idea di quante volte, sempre con lo stesso entusiasmo e con lo stesso stupore, Lacomizietta abbia pronunciato le frasi sopra riportate.

– * –

Il Papi ha fatto vedere come con una buca nella sabbia si possa raggiungere l’acqua del mare. Lacomizietta, entusiasta: “Bello Papi! Ma dove hai imparato a fare queste cose? Alla scuola ultima (=università)?” Sapete dove posso iscrivermi per corsi universitari in “giochi di sabbia”? :-)

– * –

Per colpa mia ci siamo persi una canzone che iniziava a parlare de “la suocera di Dio“. Ho interrotto Lacomizietta per trovare un registratore e Lacomizietta ha perso l’ispirazione. Sic! Sapremo mai cosa fece Dio con la suocera?

– * –

Figlia: “Papi, non raccontare l’inizio della storia e poi subito la fine, altrimenti è troppo corta. E’ come… è come una poesia, non una storia. Le storie sono lunghe.”

– * –

Al ritorno, appena partiti, Figlia: “Papi, questa è ancora Puglia?” “Sì è ancora Puglia.” Dopo trenta secondi: “Papi questa è ancora Puglia?” “Sì, tutto quello che vedi, ancora per molte ore, sarà tutta Puglia.” Dopo un minuto: “Papi questa è ancora Puglia?” “Sì, fino dopo al pranzo sarà tutta Puglia.” Dopo cinque minuti: “Ma questa è ancora Puglia?” Ancora due volte e poi è crollata dalla stanchezza. Per fortuna sua e nostra. Al risveglio: “Questa è ancora Puglia?” “Sì, è ancora Puglia.”

Ritorno a casa

lunedì 19 luglio 2010

La famiglia comiziante è ritornata sana e salva dalle vacanze trascorse in Puglia, comune di Salve, Torre Pali. Il nostro scopo era il mare, la sabbia e il sole, quindi i nostri spostamenti, minimi, sono stati improntati a questi obiettivi. Per dire: non abbiamo girato la Puglia in lungo e in largo; pochi indispensabili contatti con i locali.

Cosa posso dire della Puglia e del luogo di villeggiatura? Prima di tutto che la Puglia è una miniera d’oro: terra fertile, sole stupendo, mare meraviglioso. Cose ne fanno i pugliesi e i turisti di questo gioiello nostrano? Le tendenze sono due:
1)
case, centri storici e sterminati uliveti curatissimi in ogni dettaglio. Eolico, primi vagiti del fotovoltaico (abbiamo visto qualche piccolo campo pannellato) e del solare termico sulle case. Un Sindaco al lavoro in spiaggia con i tecnici comunali.
2) case abbandonate, campi abbandonati, spiagge come discariche, depuratori guasti che inquinano il tesoro della Puglia, segnaletica pessima, strade cittadine piene di buche.

La cosa stupefacente, forse, non è nemmeno la presenza di queste tendenze, ma è il fatto che coesistano in apparenza senza disturbarsi a vicenda. Ho il sospetto che queste tendenze convivano in molti pugliesi (dovrei dire italiani?) e in molti turisti. Questa idea me la sono formata guardando a come reagisce la gente all’immondizia che trova in spiaggia. Nonostante la Bandiera Blu 2010 della Marina di Salve, a pochi metri dal mare si trovano delle vere e proprie discariche di rifiuti casalinghi e di pescatori: ciabatte, flaconi vari, casse di polistirolo, corde, ami e lenze da pesca, eccetera. Anche la spiaggia, in alcuni punti, è decisamente piena di schifezze: mozziconi di sigaretta, plastichine varie di merendine, e altre cosucce da turista. Il sottoscritto, più per il senso di orripilazione che mi provoca il deturpamento della spiaggia che per spirito ecologista, si arma sempre di sacchetti e si pulisce i suoi 50-100 metri quadrati di spiaggia, di solito riempiendo fino all’orlo il bidone della spazzatura più vicino. Ebbene, quanti fanno come me? Nessuno. Un signore mi ha aiutato a dissotterrare un sacchetto di plastica gigante. Una signora ha riportato a riva una grossa scatola di plastica, tre mi hanno elogiato per l’iniziativa, ma senza fare altrettanto. Addirittura una scatola di polistirolo triturata è stata sulla spiaggia due giorni, a tre metri dai turisti, senza che nessuno ne raccogliesse un frammento e senza che nessuno ne fosse apparentemente disturbato.

Dicevo della situazione della spiaggia di Torre Pali. Fra Torre Pali e Pescoluse c’è un tratto di dune sabbiose, utilizzato ormai per la sosta delle auto e dei camper. E da molti turisti e pugliesi come discarica: dai flaconi di abbronzante, alle scarpe, dalle siringhe ai preservativi, dai rifiuti edilizi ai copertoni di moto. Il Sindaco di Salve, avvicinato sulla spiaggia mentre era al lavoro con tecnici e operai per portar via dalla spiaggia un camion di rifiuti edilizi ormai mimetizzati nella sabbia, è al corrente della situazione e mi ha assicurato che provvederà al più presto. Spero per lui e la sua città che ci riesca, perché il mare di Torre Pali è fra i più puliti e belli che abbia mai visto. Spero si ricordi anche delle spiagge meno battute, come quelle ad ovest della torre, anche loro piene di schifezze, eppure bellissime. Lodevole l’iniziativa del comune di porre in spiaggia i bidoni per la raccolta differenziata della spazzatura turistica, anche se, da quel che ho visto, il turista è già bravo se non lascia tutto per terra. Chiedergli di differenziare è decisamente troppo, per ora.

Luci ed ombre, quindi, che forse si notano di più nel luogo di vacanza che a casa propria.
Ma il Salento è da visitare e, come turisti, dovremmo pretendere che questa bellezza migliori ogni anno.

La cosa essenziale

giovedì 1 luglio 2010

Quando una bambina di cinque anni pianifica la sua borsa per le vacanze marittime, qual’è la prima cosa a cui pensa?

Giochi?
Acqua.
Libri?
Acqua.
Pennarelli e colori?
Acqua.
DVD e filmati vari?
Acqua.
Cibo?
Acqua.
Collane e braccialetti?
Acqua.
Vestiti?
Fuochino.

Di tutti i capi di vestiario che una bambina di cinque anni può mettersi e usa regolarmente, quale, secondo voi, richiama maggiormente la sua attenzione?

Gonna?
Noooo.
Canottiere?
Noooo.
Sandali?
Noooo.

La prima cosa da mettere in borsa è il reggiseno. Quell’inutile orpello che i produttori di costumi femminili per bambini si ostinano a produrre e che di solito viene tenuto da Lacomizietta dai 5 ai 6 secondi giornalieri, visto che il suo status prevalente in spiaggia (e non solo) è il nudo integrale.