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Ciao Zio Fili

sabato 15 luglio 2017

Lo Zio Fili ci ha lasciato giovedì 13 luglio dopo una lunga malattia, a 68 anni.

Lo Zio Fili fa parte di quelle persone che lasciano il segno anche quando non ci sono o sono lontane, anche se non le frequenti da tempo.

Ho passato con la sua famiglia tutte le estati dell’infanzia e dell’adolescenza, a giocare con i cugini, a fare gite che oggi posso solo considerare folli (non sapeva nuotare e si salvò dall’annegare solo per non far spegnere il sigaro che aveva in bocca); a casa sua le mie prime esperienze da “ospite”. Come dimenticare quando ci costruì, a noi bambini, il “birucin”, un telaio in ferro con quattro ruote di passeggino, di cui due sterzabili con un volante? Come dimenticare le tavolate estive a discutere e giocare a carte fino a tardi?

E più tardi le discussioni politiche, lui operaio, comunista e sindacalista marchigiano e io allevato nel nord milanese colto e un po’ con la puzza sotto il naso (il nord milanese, non io).

Poi le nostre strade si sono separate, ma le poche volte che sono ritornato nelle Marche lui è stato sempre il mio primo pensiero per una visita.

Mi sono accorto, solo oggi, che mi è stato di esempio per il mio impegno politico di gioventù e nelle associazioni sandonatesi.

Con la sua intensa attività politica e sindacale, con il suo impegno con Libera per restitiure alla società i beni confiscati alla mafia, ha creato una rete di relazioni personali che gli è stata di grande supporto in questi ultimi tempi, tempi difficili anche al di fuori della malattia. Un monito a chi pensa che la gente sia una massa informe e nemica. La vita, le persone, vanno invece vissute, con tutto quel che ne consegue.

Sono andato a trovarlo per l’ultima volta la settimana scorsa e l’ho trovato sereno, sazio di giorni, come dice la Bibbia, anche se di giorni ne avrebbe meritati molti di più.

Ciao Zio Fili, ci mancherai.